Puliamo il Mondo con la scuola media di Lugnano

Caccia grossa a Lugnano con i ragazzi della scuola media! In poco più di 2 ore abbiamo trovato 20 gomme di cui 3 da trattore, i resti di un televisore, di un frullatore, 2 lattine di vernice e diversi sacchi di plastica e carta

No Comments »

Puliamo il mondo con la scuola elementare di Fornole

Martedì 27 i bambini della scuola elementare di Fornole hanno ripulito il parco davanti scuola, il sottopassaggio e una piazza vicina

No Comments »

Puliamo il mondo con la scuola media di Amelia

Sabato 24 Settembre i ragazzi della terza media di Amelia hanno svolto un’azione di volontariato ambientale ripulendo alcune zone di Amelia

No Comments »

contro la riduzione dei bus nel centro storico

Il circolo Legambiente di Amelia esprime la sua totale  disapprovazione per la recente decisione dell’Amministrazione comunale
di tagliare le corse dei bus pubblici verso il quartiere S.Lorenzo e quelle del pollicino nel centro storico. Soprattutto queste ultime sono
e ssenziali per limitare il traffico privato che costituisce elemento di disturbo grave alla vivibilità del centro stesso.
Ci si chiede peraltro perché sia stato dismesso l’abbinamento del biglietto gratuito del pollicino con quello dei parcheggi fuori porta. Inoltre andrebbe incentivato l’uso del pollicino per tutti i dipendenti comunali e ospedalieri per contrastare il parcheggio selvaggio che deturpa le vie e i vicoli del centro storico. Il taglio delle corse va contro la necessità di ridurre il traffico puntando sul reale rispetto e l’estensione della zona ztl, un sistema di parcheggi esterni e l’incentivazione dei trasporti pubblici.
Il traffico eccessivo rende poco gradevole la fruizione del centro storico ai turisti, costretti a respirare smog e a “spalmarsi” contro i muri dei vicoli e in alcune zone crea un forte livello di inquinamento da benzene, come dimostrano i valori elevati registrati fino a 3 anni fa, quando l’ARPA ha brillantemente risolto il problema eliminando i rilevatori dell’inquinamento presenti nel centro storico
Non possiamo infine rilevare, seppure non rientri tra le tematiche ambientali, che la decisione di tagliare l’unico nido pubblico presente in città, non può non contribuire a un peggioramento complessivo della qualità della vita cittadina per il carattere di servizio essenziale che esso rappresenta grazie anche alle tariffe in base al reddito, che aiutano le famiglie con più figli piccoli e redditi bassi. La sua chiusura diminuirà i posti disponibili per i bambini sul territorio creando difficoltà per le famiglie nel conciliare la gestione dei figli con il lavoro

No Comments »

blitz sulle mura di Amelia

blitz sulle mura di amelia del comitato referendario

No Comments »

Trivelle fuorilegge

trivella

Nel dossier di Greenpeace Italia “Trivelle fuori legge” (i cui dati non piovono dal cielo ma vengono direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) emergono dei dati molto allarmanti.
All’interno di gran parte delle cozze analizzate nei pressi delle piattaforme, sono presenti tre tipi di inquinanti: mercurio, esaclorobenzene ed esaclorobutadiene.
Di questi in genere è sottoposto a controlli di monitoraggio ambientale solo il mercurio.
Le analisi ci dicono che l’86% dei campioni del triennio 2012-2014 superava il limite di mercurio sancito dalla legge. Per gli altri due metalli semplicemente non esistono limiti fissati che ci permettano di individuare i livelli di contaminazione.
Non avendo criteri scientifici, sono stati comparati i campioni raccolti intorno alle piattaforme con quelli raccolti in siti dove non si estrae, e il risultato è che l’82% delle cozze cresciute intorno agli impianti hanno valori più alti di cadmio, il 77% di selenio, il 63% di zinco, 37% di bario, 27% di cromo e 18% di arsenico.

Tutti questi metalli (soprattutto cadmio e mercurio) sono in grado di risalire la catena alimentare e arrivare all’uomo, per il quale sono estremamente tossici.
Il cadmio, per capirci, è cancerogeno e può generare disfunzioni renali e all’apparato scheletrico.

Coordinamento Nazionale No Triv Referendum 2016 Trivelle in Mare Slow Food Italia Legambiente Onlus LIPU Arci nazionale WWF Italia Rete della Conoscenza A Sud Onlus Greenpeace Italia ACQUA PUBBLICA Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Marevivo Italia Mondo MareVivo

No Comments »

In nome del petrolio

petrolioIn nome del petrolio si scatenano guerre, si distruggono gli ambienti naturali. In nome del petrolio stiamo cambiando il clima mondiale con conseguenze sempre più catastrofiche. Un incontro pubblico in collaborazione con l’associazione “Oltre il Visibile” per parlare del referendum contro le trivelle del 17 Aprile, per capire di cosa si tratta e capire che è importante andare a votare e votare SI. Introdurranno l’argomento Gianni di Mattia di Legambiente Umbria e Francesco Fossati di Legambiente Amelia, seguirà dibattito e proiezione del film “nero petrolio” sulla storia del petrolio italiano

No Comments »

Aperitivo NO OIL

aperitivo_no_Triv2un incontro conviviale per organizzare la campagna referendaria  e finanziarla
ore 17.00 riunione del comitato referendario “vota SI contro le trivelle” del comprensorio amerino
ore 18.30 APERITIVO NO OIL – petrolio free un’occasione per parlare di quanto il petrolio è penetrato nelle nostre vite e nei nostri corpi, per esempio con gli oltre 700 addittivi alimentari che sono presenti nei prodotti in commercio…

No Comments »

E’ nato il comitato referendario “vota SI contro le trivelle” dell’Amerino

volantinoE’ nato ad Amelia il Comitato “vota SI contro le trivelle” del comprensorio amerino. Il suo compito sarà  sensibilizzare i cittadini sui problemi ambientali prodotti dalle estrazioni di idrocarburi nei nostri mari. Vogliamo far capire l’importanza di partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare per votare SI ed abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare.
Nonostante che, grazie alla lotte del movimento NO TRIV, le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più scadenza certa. Solo abrogando questa norma possiamo iniziare a tutelare le acque territoriali italiane.
Le trivelle sono il simbolo tecnologico del PETROLIO: la vecchia energia fossile principale causa dei cambiamenti climatici dovuti all’effetto serra, dell’ inquinamento in ambito urbano che produce gravissime patologie, della dipendenza economica nei confronti dei paesi produttori, di guerre scatenate per il controllo delle riserve.
Dobbiamo difendere gli interessi delle grandi lobby petrolifere a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale?
Noi vogliamo che il nostro Paese  prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici.
Fermare le trivellazioni in mare è in linea con l’impegno, preso dall’Italia assieme ad altri 194 Paesi a Parigi alla Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi centigradi e contribuirà al raggiungimento di quell’obiettivo.
Far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum. Il comitato  si pone l’obiettivo di informare I cittadini  sul referendum, spiegando che il vero quesito è: “vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul raggiungimento del 100% di energia da fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?”.
Le più grandi risorse del nostro paese: il turismo, che contribuisce  al 10% del PIL e dà lavoro a 3 milioni di persone, la pesca, che produce il 2,5% del PIL e dà lavoro a 350.000 persone; il patrimonio culturale che vale 5,4% del PIL e che dà lavoro a 1 milione e 400.000 persone; il comparto agroalimentare, che vale l’8,7% del PIL, e dà lavoro a 3 milioni e 300.000 persone, vengono messe in pericolo dallo sfruttamento dei pochi giacimenti presenti nelle nostre acque territoriali.
Il gioco non vale la candela: tutto il petrolio presente sotto il mare italiano sarebbe appena sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale di greggio per 7 settimane e le società petrolifere contribuiscono al bilancio dello stato con royalty di poco superiori ai 200 milioni di euro l’anno in quanto non versano niente alle casse dello Stato per le prime 50.000 tonnellate di petrolio e per i primi 80 milioni di metri cubi di gas estratti ogni anno e godono di un sistema di agevolazioni e incentivi fiscali tra i più favorevoli al mondo.
L’impatto pesaggistico e l’inquinamento prodotto dall’attività di estrazione del petrolio mettono a dura prova la salute e la bellezza delle nostre spiagge,  inquinano il pesce e riducono la pesca, tolgono risorse al turismo e appannano l’immagine dei nostri prodotti enogastronomici   apprezzati in tutto il mondo.
Per estrarre le ultime gocce di petrolio  produciamo un enorme impatto ambientale cercando di ritardare l’ineludibile: è necessario uscire dall’economia del petrolio prima che l’effeto serra cambi irriversibilmente il clima globale

No Comments »

le foto del flash mob per i 10 anni dal crollo delle mura

No Comments »

Next »