Domenica 16 Dicembre vieni al Natale del Pianeta Verde

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sabato 1 Dicembre aperiTE al Pianeta Verde

Aperite2     Un’occasione per incontrare il Circolo Legambiente Amerino e conoscere le nostre iniziative.

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scoperta una discarica a 2 km da Amelia

caccia grossa ai rifiuti: siamo tornati sulla strada amerina dove abbiamo scoperto che la discarica che avevamo notificato 3 anni fa al comune di Amelia e alla guardia forestale non solo non è stata bonificata o sorvegliata con le telecamere, ma continua ad essere alimentata da qualche delinquente: abbiamo trovato numerosi pneumatici di cui molti con i battistrada tagliati e messi uno dentro l’altro e 7/8 tubi catodici nudi, cosa che fa pensare a qualche “furbetto” che dovrebbe smaltire ma preferisce incassare e buttare nei boschi… Inoltre: tantissima plastica, vetro, oggetti ingombranti e, a circa un Km anche resti di macellazione ricoperti di vermi e larve di mosca!
Ringraziamo tutti i volontari soprattutto i ragazzi della comunità Rajo che ci hanno dato un grosso aiuto

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Caccia al rifiuto!

caccia al rifiuto

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il 28 Settembre ritorna puliamo il mondo nell’amerino

caccia al rifiuto2A partire dal 28 Settembre riprendono nell’amerino le iniziative della 26ima edizione di Puliamo il Mondo, organizzata nel comprensorio amerino dal Circolo Legambiente Amerino in collaborazione con le scuole elementari e medie di Amelia, la scuola elementare e madia di Lugnano e la scuola elementare di Guardea.
Puliamo il Mondo è l’edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. Una campagna di pulizia che nasce dalla necessità e la voglia di riappropriarsi del proprio territorio prendendosene cura, che segna il bisogno della gente di mettersi in relazione per tutelare gli spazi pubblici, prendendo coscienza che oltre a ripulire, si dovrebbe imparare a non sporcare.
Anche quest’anno le giornate di volontariato ambientale saranno dedicate alla sensibilizzazione sul problema dei rifiuti e sulla necessità di una corretta raccolta differenziata .
Questo il programma:
VENERDI’ 28 Settembre alle 9.00 si svolgerà l’incontro con li ragazzi della scuola media di Lugnano in Teverina sul problema dei rifiuti. Alla fine dell’incontro i ragazzi svolgeranno un’azione di volontariato ambientale ripulendo dai rifiuti la zona intorno al campo sportivo
La manifestazione continuerà SABATO 29 Settembre a partire dalle 10.00 con le classi seconde della scuola media A. Vera di Amelia con un incontro sul problema dei rifiuti. Alla fine dell’incontro i ragazzi ripuliranno alcune aree limitrofe alla scuola
MARTEDI’ 2 Ottobre alle 9.30 sarà la volta degli alunni della scuola elementare di Fornole che ripuliranno il parco S. Silvestro
GIOVEDI’ 4 Ottobre alle 14,15 entreranno in gioco gli alunni della scuola elementare di Guardea che ripuliranno il vicino parco pubblico
DOMENICA 15 Ottobre con appuntamento alle ore 9.00 in piazza XXI Settembre (lato giardini) partirà la “caccia al rifiuto”, la nostra tradizionale iniziativa di ripulitura dei boschi a partire dalle segnalazioni inviateci dai nostri concittadini.

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passeggiata ecologica a Porchiano

passeggiata ecologica

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1300 firme contro il biocombustore

IMG-20170915-WA0004Giove, 1300 firme per la revoca del nulla-osta per la costruzione di una centrale a biomassa

Nonostante la torrida estate di quest’anno, fra luglio e settembre sono state raccolte più di mille firme che richiedono la revoca del nulla-osta per la costruzione di una centrale a biomassa nel territorio di Giove.

Le associazioni (Legambiente di Amelia, CSP della Tuscia, Naturis di Penna, Club della Teverina, Meetup Le stelle  non stanno a guardare di Amelia e valle del Tevere) e alcune aziende agricole locali che hanno promosso questa iniziativa,  hanno consegnato oggi pomeriggio al Comune di Giove 1300 firme raccolte nei 7 comuni che maggiormente sarebbero danneggiati dagli effetti nocivi dell’impianto in progetto.  “Se si pensa che in Italia si può proporre una legge di iniziativa popolare con meno dello 0,1% di firme della popolazione e un referendum abrogativo con l’1% di firme della popolazione, qui siamo molto oltre, siamo oltre il 5% della popolazione dei comuni coinvolti. Come minimo dovrebbe essere rimessa in discussione l’autorizzazione”- dichiara Francesco Fossati di Legambiente. Questo pomeriggio una delegazione colorata di persone di varie età e provenienze, si è ritrovata a Giove per la consegna delle firme, indossando tutti almeno un indumento di colore bianco per identificarsi e produrre curiosità nel resto della popolazione. Poi si è diretta a piedi in Comune affollando festosamente per alcuni minuti l’ufficio dove il plico di fogli è stato quindi protocollato. “Con la consegna di queste firme non finisce niente” – afferma Alessandra De Simone del CSP della Tuscia, -“Inizia in realtà un nuovo periodo in cui le forme di informazione della popolazione e di persuasione o pressione verso le istituzioni locali, saranno diversificate e si intensificheranno”. “Non è possibile che, a tre anni dallo scadere degli incentivi europei per questo tipo di impianti, che sono praticamente dei piccoli inceneritori dato che possono bruciare anche i rifiuti”- aggiunge Laura Ferri dell’associazione Naturis di Penna – “degli imprenditori pretendano di mettere a rischio la salute della gente proprio ora che l’Europa sta prendendo una direzione diversa dissociando la produzione energetica dallo smaltimento dei rifiuti. I Sindaci, come Tutori della salute dei propri concittadini, non possono permetterlo. Perciò chiediamo al Sindaco di Giove di ritirare il nulla-osta concesso”

 

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la guerra delle biomasse contro il biocombustore di Giove

biomasseUna guerra intercomunale delle “biomasse” è scoppiata al confine tra Umbria e Lazio, nella Teverina. Tre comuni umbri, Amelia, Attigliano e Lugnano e due laziali, Bassano in Teverina e Bomarzo, sommersi da centinaia di petizioni dai cittadini, si sono uniti, “ad adjuvandum”, al ricorso presentato al TAR dell’Umbria contro il comune di Giove, dall’Associazione ambientalista “Amici della Terra”. Motivo del ricorso: l’autorizzazione concessa, con procedura amministrativa semplificata (PAS), alla costruzione d’una centrale elettrica a biomasse – forestali ed agricole, secondo il progetto – nella valle del Tevere.

I comuni ricorrenti – come l’Associazione ambientalista – avevano richiesto che il progetto di centrale elettrica, alimentata con biomasse, autorizzato dal comune di Giove, venisse almeno sottoposto ad una Valutazione di impatto ambientale (VIA). Non essendo sufficiente ad escludere tale iter amministrativo, più approfondito, il solo fattore dimensionale dell’impianto, che avrà una produzione elettrica inferiore ad 1 MW (998 KW dichiarati).

La centrale, oltre ad energia elettrica, produrrà 5 MW di energia termica – per la maggior parte inutilizzata e dispersa nell’ambiente – ed emetterà dalla ciminiera ossidi di azoto, idrocarburi, ceneri e polveri sottili. Nessun impianto di filtraggio, infatti, per quanto perfezionato e sottoposto a periodiche e scrupolose manutenzioni, riesce ad eliminare completamente le emissioni nocive, che si propagano per un raggio di vari chilometri, depositandosi sui terreni agricoli, su vigneti ed oliveti e nei polmoni degli abitanti delle zone limitrofe. Per questa ragione, vengono incentivati gli impianti che utilizzano l’energia termica “cogenerata” per alimentare impianti di teleriscaldamento invernale e teleraffreddamento estivo e consentono di spegnere qualche centinaio di utenze familiari, inquinanti e prive di sistemi di filtraggio. Nel caso di Giove, solo una minima parte dell’energia termica verrebbe impiegata, in un limitato periodo stagionale, per riscaldare una serra di cactus. Il cui progetto, aggiunto all’ultimo momento, sembra avere il solo scopo di qualificare la centrale come operante in “assetto cogenerativo”.

Il ricorso e la nascita di un comitato di cittadini contrari alla centrale, al quale si è unita anche la sezione di Amelia di Legambiente, ha fatto infuriare il sindaco di Giove, che ha affermato nella pagina FB del comune “Quel che non riusciamo a comprendere è l’atteggiamento di quanti (comprese varie amministrazioni pubbliche limitrofe) prendono posizioni arbitrariamente…convocando assemblee e pubblicando manifesti nei quali vengono utilizzati linguaggio e immagini proprie del terrorismo ecologico, tendenti a turbare la tranquillità sociale…”

I cittadini, invece, si sono documentati e hanno posto delle domande. Una stima effettuata da un tecnico forestale socio di Legambiente mostra che per fornire le 50 t al giorno di legna necessarie per far funzionare l’impianto, servirebbero 120 ettari di bosco all’anno, che significano 3000 ettari di bosco (il ceduo si taglia ogni 25 anni). Non possedendo una tale foresta, e non essendovi risorse sufficienti in loco, come si procurerà tutta questa legna la società?

La produzione di energia elettrica annuale prevista ammonta a 8.751.240 Kw/h, il ricavo dell’energia venduta al prezzo di mercato (circa 0.12Eur/Kw/H) darebbe un’entrata di circa 1.050.000 Euro, mentre la biomassa necessaria (circa 18.250Ton) ha un costo, pagandola circa 60 Euro/ton + 10 euro di trasporto, di 1.277.500 Euro. E’ evidente che il costo della sola biomassa supera le entrate, senza considerare costi di personale, spese fisse e ammortamenti! Non si capisce come un’impresa possa sostenere questi costi di gestione e fare profitto, a meno che questa iniziativa non nasconda altre intenzioni e, potendo contare su un impianto di combustione, si intenda ottenere ulteriori licenze per bruciare ben altri materiali…

Ci sono anche precedenti, che avrebbero reso auspicabile una più approfondita valutazione del progetto: la ditta proponente, la Tiber Eko di Penna in Teverina, è la stessa che sei ani fa aveva ottenuto, sempre dal Comune di Giove e per la stessa località dove ora dovrebbe sorgere la centrale a biomasse, l’autorizzazione a costruire un biodigestore. I silos di acciaio vennero montati a tempi di record, presumibilmente per incassare la seconda rata d’un cospicuo finanziamento bancario, che non risulta mai restituito, stando all’ultimo bilancio depositato dalla Società. Altrettanto rapidamente i silos vennero smontati, qualche anno dopo e rivenduti come ferro vecchio. Il biodigestore non venne mai costruito.

Il proprietario della maggioranza delle quote della Tiber Eko era ed è un direttore generale del Ministero delle Politiche Agricole. Il Consigliere delegato, Claudio Cecca, qualche anno fa venne diffidato dalla Prefettura di Viterbo per l’inquinamento del fiume Marta, con i reflui della cartiera di Tuscania, da lui amministrata.

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Puliamo il Mondo con la scuola media di Lugnano

Caccia grossa a Lugnano con i ragazzi della scuola media! In poco più di 2 ore abbiamo trovato 20 gomme di cui 3 da trattore, i resti di un televisore, di un frullatore, 2 lattine di vernice e diversi sacchi di plastica e carta

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Puliamo il mondo con la scuola elementare di Fornole

Martedì 27 i bambini della scuola elementare di Fornole hanno ripulito il parco davanti scuola, il sottopassaggio e una piazza vicina

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