qualche idea per sviluppare una competenza ecologica dal basso, ovvero a partire da sè e dal proprio benessere e dalle reazioni sane che ciascuno elabora quando si trova in situazioni di disagio.
Vorrei che prendessimo l’abitudine di raccontare che cosa abbiamo pensato quando abbiamo letto in diretta dai comunicati di Legambiente, o direttamente dalla cronaca locale, o per sentito dire, o per lettura diretta della relazione dell’ARPA Umbria (Agenzia Regionale Protezione Ambientale con sedi a Perugia e Terni), che il centro di Amelia è il punto con l’aria più inquinata di tutta la provincia di Terni.
Personalmente ho pensato che ci sia stato un errore nelle rilevazioni, ma capisco che è stata una reazione difensiva, piena di pregiudizi sulle aree industriali. Ho cominciato a documentarmi, ho riletto un paio di volte la relazione dell’ARPA, ho preso contatto con i ricercatori, ho cercato del materiale di altri enti di ricerca, ho riletto la ricerca di Briziarelli e collaboratori sulla conca ternana.
Tutto questo con la mente..con il corpo devo dire che cerco di evitare in ogni modo di trovarmi a camminare dentro Amelia. Detesto il semplice ricordo di essere stata praticamente arrotata due o tre volte mentre camminavo attaccata al muro, detesto la puzza di macchine in ogni stagione. Mi fanno pena i rari negozianti (20?) che devono stare tutto il giorno lì. Li giustifico per avere di solito delle vetrine molto trascurate. A nessuno viene in mente di fare shopping in un posto così fastidioso.
Ma che cosa pensano i negozianti della loro salute, del benessere dei loro clienti e soprattutto dei loro fiorenti affari? Ma sono fiorenti davvero o non solo loro i primi ad essere convinti che una bella e attraente isola pedonale, la eliminazione di barriere architettoniche, una riprogettazione di un centro storico “lento”, per pedoni di tutte le età, qualche confortevole panchina a metà salita, il rispetto del diritto alla bellezza e al confort, il rendere il centro di Amelia un salotto all’aria aperta, un aiuto pubblico per rendere attraenti e competitive le loro vetrine, migliorerebbero la loro salute e la fioritura dei loro profitti?
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Laura Benigni on 10 giu 2007 at 10:09 #
qualche idea per sviluppare una competenza ecologica dal basso, ovvero a partire da sè e dal proprio benessere e dalle reazioni sane che ciascuno elabora quando si trova in situazioni di disagio.
Vorrei che prendessimo l’abitudine di raccontare che cosa abbiamo pensato quando abbiamo letto in diretta dai comunicati di Legambiente, o direttamente dalla cronaca locale, o per sentito dire, o per lettura diretta della relazione dell’ARPA Umbria (Agenzia Regionale Protezione Ambientale con sedi a Perugia e Terni), che il centro di Amelia è il punto con l’aria più inquinata di tutta la provincia di Terni.
Personalmente ho pensato che ci sia stato un errore nelle rilevazioni, ma capisco che è stata una reazione difensiva, piena di pregiudizi sulle aree industriali. Ho cominciato a documentarmi, ho riletto un paio di volte la relazione dell’ARPA, ho preso contatto con i ricercatori, ho cercato del materiale di altri enti di ricerca, ho riletto la ricerca di Briziarelli e collaboratori sulla conca ternana.
Tutto questo con la mente..con il corpo devo dire che cerco di evitare in ogni modo di trovarmi a camminare dentro Amelia. Detesto il semplice ricordo di essere stata praticamente arrotata due o tre volte mentre camminavo attaccata al muro, detesto la puzza di macchine in ogni stagione. Mi fanno pena i rari negozianti (20?) che devono stare tutto il giorno lì. Li giustifico per avere di solito delle vetrine molto trascurate. A nessuno viene in mente di fare shopping in un posto così fastidioso.
Ma che cosa pensano i negozianti della loro salute, del benessere dei loro clienti e soprattutto dei loro fiorenti affari? Ma sono fiorenti davvero o non solo loro i primi ad essere convinti che una bella e attraente isola pedonale, la eliminazione di barriere architettoniche, una riprogettazione di un centro storico “lento”, per pedoni di tutte le età, qualche confortevole panchina a metà salita, il rispetto del diritto alla bellezza e al confort, il rendere il centro di Amelia un salotto all’aria aperta, un aiuto pubblico per rendere attraenti e competitive le loro vetrine, migliorerebbero la loro salute e la fioritura dei loro profitti?
Quali sono i pensieri degli iscritti e dei simpatizzanti di Legambiente?