Un ddl per la protezione e valorizzazione del paesaggio rurale amerino
ago 23rd 2007legambienteameliaarchivio & eventi
Il ddl 1600 presentato dalla senatrice Loris De Petris dei verdi ha inserito le colture alternate tradizionali dell’Amerino tra i 20 sistemi prioritari di paesaggio storico-rurale da tutelare e finanziare per trasformarli in un volano di un nuovo sviluppo economico-territoriale sostenibile attraverso l’offerta integrata di prodotti agricoli tipici e dell’artigianato alimentare con servizi culturali e di fruizione del paesaggio con l’agriturismo e il turismo enogastronomico.
Per questi sistemi territoriali viene introdotta una disciplina di salvaguardia urbanistica finalizzata a prevenire il consumo di territorio agricolo: si prescrive di valutare prioritariamente la sussistenza di alternative di riuso e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti a fronte di eventuali proposte di espansione delle residenze e delle infrastrutture, con l’obiettivo di privilegiare e mantenere l’utilizzazione agricola dei suoli. Verrà proibita la localizzazione in queste aree degli impianti di deposito e smaltimento dei rifiuti, degli impianti di produzione elettrica a generazione eolica di potenza superiore a 50 Kw e delle linee ad alta tensione di portata superiore a 220 Kv.
Inoltre quando entrerà a regime, questo ddl prevede di destinare importanti risorse della politica agricola comunitaria specificamente riservate alla qualità e all’ambiente, attualmente distribuiti a pioggia, e di finalizzarle al sostegno, in queste aree, delle attività agricole e zootecniche, facilitando l’investimento privato in opere di miglioramento ambientale.
Ulteriori finanziamenti verranno distribuiti ai Comuni che si impegnano nella conservazione del paesaggio rurale tipico, reperiti attraverso la soppressione di ingiustificate agevolazioni IVA attualmente concesse a prodotti alimentari riconosciuti dannosi per la salute, quali i grassi idrogenati e le bibite analcoliche di fantasia, che godono tutt’ora dell’aliquota ridotta al 10 per cento.
Teniamo duro! I molti attacchi al nostro territorio e al nostro paesaggio potrebbero essere bloccati da questa legge, questo ci deve motivare ancora di più a contrastare questi scempi, almeno fino a quando non vi sarà la mappatura delle zone protette che sarà uno strumento importante per la difesa del territorio contro l’inquinamento e lo scempio edilizio.
Qui sotto il link al testo e alla presentazione del ddl 1600/2007
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=15&id=271919
1 Comment »




Laura Benigni on 27 ago 2007 at 12:42 #
Imparare a contare le nuove ferite…questo mi viene in mente mentre vado a spasso fra macchie, strade, boschi nell’amerino. Osservo i danni dell’esteso incendio nella strada fra Orte e Penna in Teverina, sono state lambite anche le case di persone amiche, sono stati visti due ragazzi in motorino. Soffro nel vedere un albero bruciato vicino al fontanile al bivio con il convento, mi arrabbio nello scoprire che su due terreni boscati su cui mi preoccupo di fare buona manutenzione soprattutto in estate, hanno gettato calcinacci e hanno fatto una vera e propria discarica abusiva e scopro dopo la sgnalazione ai vigili che dovrò bonificare a mie spese altrimenti potrei essere multata io..Nugoli di zanzare cattivissime anche nell’incanto del bosco e sempre in quell’incanto, sotto l’erba e i cespugli un mare di plastica e vetri. I miei ricordi di bambina non coincidono con queste esperienze toste. Eppure..i cacciatori non dovrebbero contribuire a controllare e difendere il territorio? E la forestale? e la ASL che dovrebbe avere dati aggiornati sulla leishmaniosi? E così forse il compito di ogni singolo cittadino e dei cittadini organizzati come è il caso della nostra sezione di Legambiente non dovrebbe essere forse quello di un osservatorio continuo, censimento, segnalazione, delle ferite che si vedono solo con uno sguardo ravvicinato, “lento pede” su uno dei paesaggi più belli d’Italia? Mentre i decreti legge e le eventuali nuove misure si sviluppano positivamente, cerchiamo di zoomare i nostri luoghi più amati e significativi e inventiamo dei modi di dissuasione delle aggressioni in piccolo e in grande del nostro paesaggio.
Come si fa a invertire la tendenza delle “piccole discariche di famiglia”, fuori della porta di casa?