Pubblichiamo una lettera, scritta da un gruppo di abitanti di Amelia e di Giove (indirizzata ai sindaci di Giove e Amelia e agli assessori all’ambiente di Regione e Provincia), che vi invitiamo a firmare: contattateci all’indirizzo legambiente.amelia@tiscali.it per saper come firmarla
Si è appreso che è stata presentata all’ufficio tecnico del Comune di Amelia un progetto per la nuova costruzione di un allevamento suinicolo intensivo che prevede l’edificazione di quattro grandi stalle e lo scavo di un bacino per la raccolta e il deposito temporaneo dei liquami degli animali e della pulizia delle stalle.
il terreno in cui si vorrebbe realizzare l’allevamento di maiali si trova sul limite del Comune di Amelia, frazione di Porchiano del Monte, nei pressi del Comune di Giove, non lontano dalla strada provinciale che collega i centri abitati di Giove con la frazione di Porchiano.
La ditta che ha presentato il progetto è l’azienda agricola ACOR di Corvi Alessandro, con sede legale in v. del villaggio 9/c.
Il progetto ha l’intenzione di stanziare nell’allevamento fino a 7.000 capi di suini svezzati (sembra che la richiesta preveda una fase iniziale con due costruzioni per 3500 capi, con riserva di ampliamento a quattro stalle), da ingrassare e inviare a fine ciclo ad aziende di lavorazione delle carni, probabilmente situate nell’Italia settentrionale.
Il progetto sostituisce un precedente progetto presentato per la realizzazione di un allevamento avicolo intensivo, non più di interesse del richiedente (effetto influenza aviaria?).
Durante l’iter di tale procedimento è stata approvata dal Consiglio Comunale il cambio di destinazione d’uso del terreno, da E (agricola) a D, con variante al P.R.G.
Il terreno da destinare all’allevamento è localizzato in una zona costituita da un insieme di campi coltivati, pascoli e boschi e si inserisce in un contesto agricolo-forestale sufficientemente integro sotto il profilo paesaggistico, in quanto ancora poco edificato.
E’ rilevante il fatto che il terreno destinato all’impianto progettato sovrasta il bacino di falda dalla quale il Comune di Giove preleva l’acqua per gli usi domestici (gli impianti di captazione sono prossimi al fondo in questione).
Si prenda in considerazione che il rischio di contaminazione del suolo e della sottostante falda acquifera è possibile, sia durante la fase di stoccaggio dei liquami che durante il prelievo per il trasporto, con eventuale grave pericolo per la popolazione giovese che è servita dall’acquedotto, e per i pozzi privati circostanti.
L’allevamento dei suini in batteria cagionerà un odore nauseabondo che sarà percepito in un raggio di alcuni chilometri, in abitazioni sparse e nella periferia di Giove.
Si lamenta anche, al riguardo, la mancanza di coinvolgimento della popolazione interessata nella fase di elaborazione della decisione della pubblica amministrazione, che anzi è stata carente di informazione sul tale progetto che recherebbe pesanti ricadute sulla salvaguardia dell’ambiente e della salute, disattendendo così le direttive comunitarie sulla partecipazione (Agenda 21).
Gli abitanti del circondario sono vivamente allarmati per i prevedibili effetti dell’entrata a regime dell’allevamento intensivo (inquinamento delle falde, insalubrità dell’aria deprezzamento sul mercato degli immobili di proprietà).
Si ritiene opportuno salvaguardare il territorio rurale mediante la promozione dell’agricoltura tradizionale, locale e di qualità, nel rispetto del benessere degli animali e secondo i metodi dell’agricoltura biologica, piuttosto che l’agricoltura industriale rivolta alla filiera lunga, di dubbio beneficio economico per la collettività locale.
La popolazione si affida alla doverosa attenzione da parte delle Autorità preposte, e si attende che esse siano in sintonia con quanto esposto e si dimostrino capaci di una attenta vigilanza sul rispetto delle norme e dell’interesse dei cittadini.