Le mura ciclopiche tornino ad essere grandi

pubblichiamo, con un po’ di ritardo, il comunicato stampa di Salvalarte, la manifestazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico minacciato dal degrado e/o dall’incuria, che si è tenuta ad Amelia il 24 Ottobre e si è conclusa con l’assemblea cittadina dal titolo: il crollo delle mura un anno dopo. Quali prospettive?

Il recupero delle Mura Ciclopiche, una maestosa cinta muraria di origine pre-romana crollata nel 2006, è l’obiettivo di Salvalarte ad Amelia. Proprio la Mura Ciclopiche di Amelia, infatti, sono uno dei protagonisti di “Gioielli ritrovati” la guida con cui Legambiente ha raccolto i beni culturali di cui intende prendersi cura, con attività di valorizzazione o veri e propri restauri.

la campagna di Legambiente per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e paesaggistico, realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il contributo di Bialetti Industrie, sta attraversando l’intera penisola alla volta di opere d’arte da sottrarre al degrado e all’abbandono. Un viaggio di oltre un mese che tocca 16 regioni italiane per promuovere tanti tesori artistici e centri d’arte minore dimenticati, ma anche per organizzare visite guidate alla riscoperta di capolavori custoditi nei centri minori, raccogliere nuove segnalazioni di pezzi d’arte “da salvare”, realizzare dibattiti e approfondimenti culturali sul patrimonio artistico italiano e monitorare l’inquinamento atmosferico presente nei musei.

La cinta muraria di Ameli, che ancora oggi avvolge il centro urbano, risale al VI secolo a.C., ed è costituita da grandi massi romboedrici, affacciati e incuneati, connessi ad incastro e senza calce. La loro dimensione è tale che la fantasia popolare ha immaginato che le mura fossero state edificate dai Ciclopi stessi. Nel 2006, in seguito ad una alluvione, nel corso di alcuni interventi strutturali adiacenti alle mura, un tratto delle mura monumentali subì un crollo al quale è seguito l’inizio di lavori di ripristino, mai portati a termine. Un cantiere di intervento ancora in corso d’opera che, con la sua lentezza, espone le mura a ulteriori crolli, qualora i lavori di salvataggio non trovino un rapido epilogo.

Proprio per questo Salvalarte ha iniziato la sua attività con una visita guidata rivolta alle scuole di Terni per mostrare il cantiere di scavo delle mura, che ha permesso il recupero di importanti reperti archeologici e che normalmente è chiuso al pubblico. La visita è continuata al Museo Archeologico di Amelia per poi concludersi alle Cisterne Romane di Amelia.

“La scelta di fare tappa ad Amelia esemplifica l’intenzione di mantenere alta l’attenzione su un territorio ricco di testimonianze del passato che merita di essere sostenuto e valorizzato- ha dichiarato il senatore Ferrante, direttore generale di Legambiente-. L’amerino e Amelia in particolare rappresentano infatti un esempio di “gioiello ritrovato”, di quei borghi antichi e caratteristici che, grazie al paesaggio e ai beni culturali che li caratterizzano, rappresentano i luoghi simbolo della nostra vera identità. Ben vengano quindi le iniziative per far conoscere e far vivere concretamente la storia e la cultura da questa zona come la visita guidata delle scuole alle mura ciclopiche di oggi”.

Il futuro delle mura e dei beni architettonici ed artistici di Amelia però è ancora molto legato alle scelte politiche che si fanno a riguardo: un milione e mezzo di euro - per il restauro e la messa in sicurezza delle mura poligonali crollate - sono già stati stanziati dal Ministro dei Beni Culturali Rutelli nei mesi scorsi. Ora bisogna impegnarsi perchè con l’inizio dei lavori coincida l’inizio di un futuro luminoso e prospero per questa città.

Salvalarte da anni rappresenta il momento per accendere i riflettori sul patrimonio culturale minore spesso abbandonato e trascurato - ha dichiarato Federica Sacco, responsabile nazionale di Salvalarte - cercando, attraverso interventi mirati, di recuperare e restituire alle città pezzi di storia sconosciuti o dimenticati. Proprio per questo, abbiamo deciso di inserire nella guida Gioielli Ritrovati del 2007 le Mura Ciclopiche di Amelia”.

“Abbiamo colto l’occasione del passaggio di Salvalarte per sollecitare le amministrazioni, i tecnici e le sopraintendenze per un repentino intervento di restauro delle Mura Ciclopiche - ha concluso Bruna Rossi, presidente del Circolo dell’Amerino di Legambiente -. Apprendiamo con piacere dal senatore Ferrante dello stanziamento dei fondi per il ripristino e ne siamo soddisfatti; ora chiediamo alla Sopraintendenza e al Sindaco di non far passare altro tempo per l’intervento di recupero, ma di utilizzarli immediatamente per salvare questo bene culturale”

3 Comments »

3 Responses to “Le mura ciclopiche tornino ad essere grandi”

  1. Laura Benigni on 13 nov 2007 at 08:01 #

    Domenica 11, durante il convegno regionale di Legambiente a Massamartana ho visto con gioia che fra “i gioielli ritrovati” citati nella pubblicazione sulla campagna “Salvalarte” veniva citata, con tanto di foto delle Mura, Amelia. Questa visibilità regionale e nazionale è sicuramente il frutto della sinergia del molto lavoro fatto da Legambiente, da Italia Nostra, dalla amministrazione che si è attivata per gestire la gravissima situazione del crollo di una parte delle mura.
    Questa gioia non ha lenito però lo sconcerto per la notizia appresa da una articolo apparso sul Corriere dell’Umbria sabato 10 novembre. Si parlava dell’abbattimento dei grandi alberi che spuntavano dalle mura e che erano una caratteristica molto importante della cinta muraria, la alternanza di pietre e di verde, una caratteristica della Amelia centro storico. Mi pare di ricordare che l’ammistratore competente intervistato, abbia definito “inutili” quegli alberi in quanto coprivano gli edifici dietro. Per fortuna, insomma, è stato deciso di abbatterli….Mi domando se non sia il caso di prevedere ad Amelia e in tutto l’amerino di un “garante degli alberi”. in modo da mandare periodicamente dei rapporti alla polizia provinciale e alla polizia forestale per controllare che le decisioni prese sugli alberi “inutili” siano almeno concertate con chi di dovere.
    Mi sembra in realtà gravissimo che siano stati eliminati, alcuni anni dopo la eliminazione dei pini del vecchio parcheggio accanto alle mura, (nel punto in cui sono crollate), adesso sopra nella stessa area, vengono eliminati altri grandi alberi..e se gli alberi inutili avessero un accordo di collaborazione e interdipendenza con pietre e terra, oltre che con l’occhio degli adoratori di paesaggi?

  2. Laura Benigni on 06 gen 2008 at 10:01 #

    Il gioiello ritrovato, spogliato degli alberi è stato illuminato a giorno perchè per ogni albero tagliato sono stati messi due altissimi lampioni: un tocco postmoderno alle mura ciclopiche che fa soffrire i sensibili al bello e persino i sensibili al brutto. Intanto gli adoratori di paesaggi e Italia Nostra hanno mandato una lettera al comune spiegando che il pastiche postmoderno può essere tollerabile per l’arredamento interno di un bar ma non come cornice di mura monumentali così antiche..

  3. laura benigni on 10 ago 2008 at 07:59 #

    Leggo su Il Corriere dell’Umbria di ieri, 9 agosto, che i cittadi di Fornole (Comune di Amelia) sono in rivolta contro il taglio di alcuni grandi tigli (o platani?), che abbellivano una strada e soprattutto servivano una fermata di autobus.
    Forse il comitato cittadino che si è formato stanerà uno ad uno i molti nemici iperattivi degli alberi che devono essere rintanati negli uffici del comune di Amelia.
    Sul Corriere dell’Umbria a proposito dei pini tagliati ad Alviano si era parlato di soprannomi buffi come “Motosega selvaggia”, nel frattempo a Terni hanno cominciato a operare dei gruppi che si identificano con Green Guerrilla. E c’è chi sta compilando l’album di famiglia degli Alberti Caduti.
    Due pini centenari sono stati sterminati lo scorso anno a Giove sulla via Amerina e sostituiti da due lecci di cinque anni che ora sono secchi e imbruttiscono sia la via sia l’edificio appena terminato in nome del quale, indebitamente e senza nessuna necessità sono stati abbattuti i due pini secolari.
    A memoria sarcastica di questo malfare è rimasta la targa della via confinante: Via dei Pini…

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