Archive for giugno, 2008

le centrali nucleari italiane continuano ad uccidere

Nel Garigliano, vicino alla ex centrale nucleare, un morto su due è per tumore

…lo spostamento della base Nato nel 1993, ufficialmente dovuto al taglio di fondi dell’amministrazione Clinton, sarebbe invece dovuto all’inquinamento radioattivo in cui versa la zona…

Il Ministero della Sanità ha disposto un’indagine conoscitiva per fare luce sulla reale situazione dell’impianto nucleare del Garigliano, ai confini delle province di Caserta e Latina. La centrale nucleare di Sessa Aurunca sul Garigliano fu costruita nel 1959; da 14 anni l’Italia non produce più energia nucleare, ma le centrali sono sempre lì, invecchiano, con il loro carico di combustibile irraggiato - uranio e plutonio - e migliaia di rifiuti stoccati nei bidoni.
L’indagine segue l’azione promossa da 14 sindaci dei Comuni della piana del Garigliano tra cui quelli di Sessa Aurunca, Formia, Gaeta che alcuni mesi fa avevano firmato e sottoscritto un documento in cui richiedevano l’avvio di una indagine epidemiologica sulle cause di morte negli ultimi 30 anni nei loro territori.

I sindaci chiedevano tutte le misure di verifica sanitaria per stabilire se ed, eventualmente, in che misura - la fuoriuscita di sostanze radioattive della dimessa Centrale Nucleare sul Garigliano possa essere messa in relazione di causa e di effetto nei confronti del rilevante numero di casi tumorali registrati negli abitati della zona.

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LEGAMBIENTE ESPRIME UN FERMO NO ALL’IPOTESI DI UNA CENTRALE NUCLEARE IN UMBRIA

Il NO di Legambiente al nucleare non è negoziabile – afferma con decisione il Presidente di Legambiente Umbria Alessandra Paciotto a commento dell’articolo apparso sulle pagine locali del Messaggero di oggi a firma di Guerrieri dove si riporta la notizia che: uno dei quattro siti individuati dal governo nazionale per le costruzione delle centrali nucleari è quello di San Liberato-Nera Montoro nel Comune di Narni. - Il nostro NO categorico ma non ideologico, ma è basato, come è nostro costume, sulle sensate esperienze e le certe dimostrazioni delle scienze che sono alla base dell’ambientalismo scientifico di Legambiente”.

“La nostra più assoluta indisponibilità al nucleare - continua la Paciotto - si basa prima di tutto sul principio di precauzione, che è principio scientifico ma anche di popolare buon senso, che vuole che finché non si riesce a produrre energia nucleare veramente pulita e senza scorie, di ritorno al nucleare non è necesario nemmeno parlarne”.

Tutte le strutture locali di Legambiente sono state allertate per dare via ad una immediata campagna per il NO alla centrale nucleare prevista a Narni - annuncia Andrea Liberati, segretario di Legambiente Umbria - a cominciare da una raccolta firme per chiedere che la Regione, le Provincie, i Comuni dell’Umbria dichiarino con atti ufficiali la loro indisponibilità ad ospitare sul proprio territorio impianti nucleari”.

Nelle prossime ore, verificata la notizia, sarà invitato ad associarsi alla campagna tutto l’associazionismo democratico a cominciare da tutte quelle associazioni che assieme a Legambiente hanno dato vita alla grande manifestazione dello scorso 7 giugno a Milano per “Fermare la febbre del pianeta”; e che andavano dall’ARCI alle ACLI, dal sindacato al Forum del Terzo Settore, da Libera al WWF, da Greeenpeace a Pro Natura.

Informato della situazione umbra il Presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza dichiara: “Prima di sbandierare atomi a destra e a manca bisognerebbe dire quando parliamo di nucleare la sicurezza non è mai certa, non esistono garanzie per l’eliminazione del rischio di incidente e di contaminazione radioattiva, più gli altri problemi irrisolti e al momento irrisolvibili: smaltimento delle scorie, gli alti costi approvvigionamento dell’uranio peraltro in via di esaurimento, i costi elevati dell’energia elettrica prodotta da centrale nucleare che è più costosa del 15% rispetto a quella prodotta dal gas naturale, i costi di smaltimento delle scorie e dello smantellamento dell’impianto a fine vita, il rischio terrorismo. Il nucleare non serve all’Italia, sarebbe un costoso ritorno al passato – ha aggiunto Cogliati Dezza – Nella realtà si sta solo facendo il gioco di quei gruppi di interesse che si stanno candidando a gestire una montagna miliardaria di investimenti pubblici togliendo risorse al vero futuro energetico del nostro paese che si chiama eolico, solare, fotovoltaico, efficienza energetica, alternative che possono coprire ben oltre il 5% del fabbisogno che coprirebbe il nucleare.”

 

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una centrale nucleare a S. Liberato di Narni?

Il Circolo Legambiente dell’Amerino, da sempre schierato per lo sviluppo delle energie rinnovabili, che si trovano abbondantemente nel nostro territorio e non inquinano, ribadisce la sua assoluta contrarietà all’ipotesi di costruire una centrale nucleare a S. Liberato di Narni. La nostra opposizione non è aprioristica ma basata su dati scientifici ed economici incontrovertibili.

Chi dice che il nucleare è la soluzione per l’effetto serra mente! Considerando che gli impianti nucleari necessitano di enormi quantità di acciai speciali, zirconio e cemento che richiedono per essere prodotti carbone e petrolio, considerando estrazione dell’uranio, l’arricchimento e la produzione delle barre combustibili, lo stoccaggio e il riprocessamento, le emissioni di CO2 per KW prodotto sono paragonabili a quelle di una centrale a gas-

Il presunto basso costo del nucleare non considera il costo dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento delle centrali: secondo uno studio dell’Università di Cicago il costo totale dell’energia elettrica da nucleare è’ 47-71$ per Mwh contro 35-45 $ del gas naturale. Infatti negli Stati Uniti ed in Europa non si costruiscono più centrali nucleari dalla fine degli anni ‘70, con l’unica eccezione di un impianto in costruzione in Finlandia grazie al cospicuo intervento dello stato.

Le centrali nucleari rappresentano un pericolo per le popolazioni vicine, anche in assenza di incidenti (che purtroppo succedono, ne sono stati segnalati 61, anche mortali, dopo Chernobyl), infatti emettono radiazioni nell’ambiente e rilasciano isotopi radiottivi che entrano nelle catene alimentari.

Un rapporto realizzato dal Registro tedesco del cancro nei bambini e pubblicato sul quotidiano Sueddeutsche Zeitung ( finanziato dall’Agenzia federale tedesca per la protezione contro le radiazioni), ha evidenziato che i bambini che vivono vicino alle centrali nucleari hanno una probabilità più che doppia di ammalarsi di leucemia rispetto a quelli che abitano più lontano da questi impianti, nonostante che gli esperti sostengano che nessuno dei 16 impianti nucleari tedeschi – che comunque verranno chiusi nell’arco di una quindicina d’anni- emette radiazioni dirette.
Nessun impianto atomico è stato finora smantellato e non si sa come proteggere materiali che resteranno altamente radioattivi per migliaia di anni.

Senza contare il pericolo di attentati terroristici (la centrale è un bersaglio privilegiato) e il pericolo di proliferazione nucleare da parte di terroristi o di paesi che potrebbero utilizzare il nucleare civile per produrre armi atomiche.

Inoltre l’uranio 235 al ritmo di consumo attuale sarà disponibile solo per 40-50 anni, ma potrebbe durare meno se aumentassero il numero di centrali, con un probabile aumento dei costi della materia prima che farebbe impennare il costo dell’energia prodotta.

In Italia abbiamo sole, vento e acqua che forniscono energia illimitata e rinnovabile

Perché spendere miliardi di euro per una tecnologia pericolosa e non conveniente dal punto di vista economico?

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Agricoltura biologica, commercio equo e energie rinnovabili a FierAmelia

agricoltura biologicaA FierAmelia, che si svolgerà nel centro storico di Amelia da Venerdì 20 a Domenica 22, dentro il chiostro del palazzo Boccarini sarà presente una sezione della fiera, curata dal Circolo Legambiente dell’Amerino e dall’AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), dedicata ai prodotti biologici in cui sarà presente anche uno stand del Commercio Equo e Solidale curato dalla cooperativa Monimbò di Terni.

All’interno del bellissimo chiostro sarà possibile degustare deliziose specialità prodotte da agricoltori biologici, provare cosmetici e prodotti di bellezza ricavati dalla cera e dal miele e non testati sugli animali, comprare prodotti del commercio equo e vedere una mostra informativa sul risparmio energetico e l’uso delle energie rinnovabili nella casa.

- Il nostro obiettivo è quello di creare un luogo di informazione per capire che un modo di vita più sostenibile à possibile. E’ possibile cibarsi con cibo sano e biologico, che non inquina l’ambiente e il nostro corpo, a prezzi da ipermercato con il gruppo di acquisto e la filiera corta, direttamente dal produttore al consumatore. E’ possibile consumare meno energia utilizzando pannelli solari e caldaie a condensazione risparmiando anche parecchio denaro. Il mondo non può più sostenere questo livello di inquinamento, ma il cambiamento deve iniziare da ognuno di noi-

Nel chiostro sarà anche possibile iscriversi al gruppo di acquisto di prodotti biologici attivo da un anno ad Amelia, che conta ormai circa 30 iscritti.

Sabato 21 alle ore 18.00, sempre nel chiostro Boccarini, si svolgerà un incontro informativo, a cui parteciperanno esperti di Legambiente ed idraulici per parlare di risparmio energetico, come e quanto si risparmia scegliendo impianti che consentono l’utilizzo di energia pulita e come orientarsi nell’acquisto di caldaie a condensazione, pannelli solari termici e fotovoltaici ovvero come risparmiare energia, combattere l’effetto serra e risparmiare quattrini!

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lista incidenti nucleari nel mondo

Riportiamo un elenco abbastanza completo di incidenti/esplosioni nucleari, eventi con cause radioattive ed altri correlati o connessi. le annotazioni in rosso sono tratte dal sito del progetto humus alla pagina: http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialdbnuke2 , dove cliccando sul luogo dell’evento si ha la descrizione dello stesso. per maggiori informazioni, invece, sulle esplosioni nucleari, vedi qui: http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialtrinity e per vederne l’elenco completo qui: http://www.seismo.ethz.ch/bsv/nuclear_explosions.html

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