lista incidenti nucleari nel mondo

Riportiamo un elenco abbastanza completo di incidenti/esplosioni nucleari, eventi con cause radioattive ed altri correlati o connessi. le annotazioni in rosso sono tratte dal sito del progetto humus alla pagina: http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialdbnuke2 , dove cliccando sul luogo dell’evento si ha la descrizione dello stesso. per maggiori informazioni, invece, sulle esplosioni nucleari, vedi qui: http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialtrinity e per vederne l’elenco completo qui: http://www.seismo.ethz.ch/bsv/nuclear_explosions.html

anni 1940/1970 -La sottocomissione del governo degli Stati Uniti denuncia, in un rapporto del 1986, la conduzione di esperimenti su più di 23.000 soggetti in 1.400 differenti città

1943/1973 – Ricercatori di Harvard e del MIT effettuano delle ricerche su 40 adolescenti maschi minorati mentali. Ai ragazzi viene somministrato cibo contaminato e la ricerca viene pubblicata nelle riviste accademiche

1945/1998 – Mediterraneo: 114 incidenti  con coinvolgimento di una o più navi da guerra. Le tre flotte nucleari che pattugliano il Mediterraneo (USA, Gran Bretagna e Francia) hanno subito rispettivamente  61, 16  e 12 incidenti

7 Maggio 1945 – Trinity, Alamogordo, N.Messico (USA). Prima esplosione americana strumentata che condurrà alla Bomba di Trinity. Questa bomba, contenente 1000 curies di materiale fissile, verrà fatta esplodere a 1,5 Km. di distanza dal Ground Zero di Trinity, con lo scopo di testarne le strumentazioni

4 Giugno 1945 – Los Alamos, New Mexico, USA: fuoriuscita di massa critica di uranio arricchito

16 luglio 1945 – Trinity, Alamogordo, N.Messico (USA). Seconda esplosione a circa 29 metri d’altezza: crea un depressione di 400 m. di diametro. Il calore della deflagrazione trasforma la sabbia del deserto in un nuovo tipo di roccia cristallina battezzata la “Trinitite”.

6 Agosto 1945 – Hiroshima, Giappone: uso bellico di arma nucleare. Bomba all’uranio (Little Boy) arricchito del peso di 3.900 Kg. ad una altezza di 580 metri. 140.000 morti fino al 1946; 62.000 edifici distrutti

9 Agosto 1945 – Nagasaki, Giappone: uso bellico di arma nucleare. Bomba al plutonio (Fat Man) del peso di 4.050 Kg. ad una altezza di circa 500 metri: ~73.884 morti a fine 1945

11 Agosto 1945 – Corea. Due giorni dopo la bomba atomica di Nagasaki, gli scienziati giapponesi di stanza a Konan (il maggiore complesso industriale sotto il controllo nipponico) ed ignari della decisione presa dall’imperatore di arrendersi evitando ulteriore morte e devastazione, eseguono un test nucleare: il lancio partì dal bacino di Konan, fu guidato nel mare del Giappone per entrare nel porto di una piccolissima isola. Per diversi giorni relitti di imbarcazioni e altre vecchie navi furono portate sull’isola che era talmente piccola da non risultare su molte mappe. I pochi abitanti furono evacuati. Venti miglia dall’isola gli osservatori aspettavano e pregavano che gli assidui sforzi avrebbero prodotto il risultato che tanto speravano: una forza di distruzione enorme da poter usare nell’autunno sulle forze alleate in procinto di un’invasione. Il risultato fu sorprendente: sotto la nube radioattiva le imbarcazioni erano affondate o bruciavano mentre della vegetazione sulle colline ne rimaneva solo le ceneri. Un fungo atomico che probabilmente era molto simile a quello di Hiroshima e Nagasaki. Ma tutto fu inutile per la presa di posizione dell’imperatore di cessare i combattimenti. Peranto, una volta a conoscenza dell’imminente resa, gli scienziati giapponesi si diedero da fare per distruggere tutti i loro documenti nonche’ tutto l’equipaggiamento e strumentazioni possibili (incluse altre bombe atomiche quasi completate) perche’ i russi ormai avanzavano verso il complesso di Konan dalle montagne nel nord della Corea. Tutta l’apparecchiatura non distrutta finì in Russia assieme agli scienziati che furono torturati, interrogati e cancellati dalle pagine della storia

21 Agosto 1945 – Los Alamos, New Mexico, USA: criticità di incidente con assemblaggio di plutonio (contaminato lo scienziato Harry K. Daghlian, Jr)

21 Maggio 1946 - Los Alamos, New Mexico, USA: criticità di incidente con assemblaggio di plutonio (contaminato lo scienziato Louis Slotin)

24 Luglio 1946 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico). Test nucleare ad una altezza di 160 metri. Gli abitanti dell’isola vengono momentaneamente evacuati al fine di far svolgere agli americani il loro test.

Anni 1946/1956 - Viene somministrato cibo radioattivo a 19 ragazzi che frequentano la Fernland School per “ritardati mentali” in Massachusetts (farina d’avena e latte arricchiti di ferro e calcio radioattivi).

29 Agosto 1949 – Semipalatinsk, Kazakhstan (URSS). Prima bomba sovietica al plutonio progettata da Yakov Zeldovitch e Yuli Khariton.

Anni ’50 - A molti abitanti dell’Alaska vengono somministrati isotopi radioattivi per studiare il loro adattamento al freddo. 102 indiani Inuit e Gwich sono alimentati con capsule di Iodio 131, per poter studiare l’attività delle loro ghiandole tiroidee

5 Agosto 1950 – Base Suisun dell’Air Force, Farfield, California (USA). Un bombardiere B-29 che trasporta una bomba nucleare senza la sua capsula fissile si schianta e si incendia vicino ad un campeggio di roulotte occupato da 200 famiglie. L’equipaggio aveva avuto difficoltà con i propulsori dell’aereo e con il ritiro del carrello di atterraggio immediatamente dopo il decollo dalla Base dell’Air Force di Fairfield Suisun (ora base dell’Air Force di Travis), schiantandosi, infine, mentre tentava un atterraggio di emergenza. Il bombardiere stava trasportando 20-27 kg. di bombe con esplosivo convenzionale, che detonarono 15 minuti dopo lo schianto. L’esplosione seguita, fu sentita fino ad una distanza di circa 50 km. e creò un cratere largo da un capo all’altro 18 m. e profonda 1,80 m. Lo schianto e la successiva detonazione uccisero diciotto uomini del personale, incluso il generale Travis dell’Air Force, e ferì altre 60 persone.

7 Aprile 1951 – Runit island, Atoll Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 100 m.

8 Aprile 1951 – Eberiru island, Atoll d’Enewetak (Oceano Pacifico):  test nucleare ad una altezza di 60 m.

1 Maggio 1951 – Nevada Test Site (USA): test nucleare

30 Ottobre 1951 – Nevada Test Site (USA): test nucleare

1 Novembre 1951 – Nevada Test Site (USA): test nucleare

1952 – USA: incidente al reattore sperimentale Argon con 4 morti.

22 Aprile 1952 – Yucca Flat, Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di 1.034 m.

26 Aprile 1952 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 4 m.

2 Giugno 1952 – Argonne National Laboratory, Illinois, USA: criticità di incidente con uranio

5 Giugno 1952 – Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di 100 m.

3 Ottobre 1952 – Monte Bello Island  (U.K.): prima bomba nucleare inglese

31 Ottobre 1952 – Elugelab, Atollo Enewetak, Isole Marshall (Oceano Pacifico), USA. Esplosione in superficie. Prima bomba H americana (bomba a fusione). La bomba era alta come un edificio di tre piani, pesava più di 500 tonnellate ed era alimentata da combustibile criogenico e da liquido deuterio. Secondo gli ingenieri di Los Alamos, la palla di fuoco era di una dimensione pari a 4,8 Km. di diametro. Durante l’esplosione scomparvero l’isola d’Elugelap e altre isole vicine. Con Mike (nome del test), Gli USA entrarono nell’era delle armi nucleari Multi-megatoni.

12 Dicembre 1952 – Chalk River (Ontario -Canada). L’errore di un tecnico provoca una reazione che porta alla semidistruzione del nocciolo del reattore.

15 Marzo 1953 – Mayak Enterprise, Russia, URSS: criticità di incidente con soluzione di plutonio

17 Marzo 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare

24 Marzo 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare

18 Aprile 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare

25 Maggio 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare ad una altezza di 157 m.

28 Febbraio 1954 – Isola artificiale sulla costa di Bikini, isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare

1 Marzo 1954 – Atollo di Bikini, Oceano Pacifico: fallout atmosferico da test nucleare

26 Marzo 1954 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 4,2 m. . Bomba posta su una base all’interno del cratere Bravo. La più potente bomba H americana equivalente a 1.000 volte Hiroshima. La palla di fuoco misurava 6 Km. di diametro, la cappa 160 Km.. 80 milioni di tonnellate di terra e di corallo vennero vaporizzate e crearono un cratere di 1.950 metri di diametro e 75 di profondità. A 48 Km. dall’esplosione il personale addetto ricevette una quantità di 2 reims, l’equivalente di 100 radiografie.

25 Aprile 1954 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba fatta esplodere su una chiatta

Febbraio 1955 – La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell’Atlantico, con 1500 recipienti contenenti ciascuno una tonnellata di residui atomici, a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità.

12 Marzo 1955 – Nevada Test Site (USA): test nucleare

5 Maggio 1955 – Nevada Test Site, Area 1 (USA): test nucleare ad una altezza di 150 m.

10 Marzo 1956 – Mar Mediterraneo. Un bombardiere B-47 trasportante due capsule nucleari, racchiuse nei loro involucri, scompare sopra il Mar Mediterraneo. L’aereo, in volo diretto dalla base aerea di MacDill a Tampa, Florida, ad una base aerea straniera segreta, si perde con il suo equipaggio. Dopo il decollo, il B-47 era programmato per due rifornimenti di carburante in volo prima di raggiungere la sua destinazione finale. Il primo rifornimento fu completato con successo, ma l’aereo non  contattò mai il secondo aereo cisterna per il rifornimento, sopra il Mar Mediterraneo. Nonostante una ricerca estesa, nessuna traccia dell’aereo, delle capsule nucleari, o dell’equipaggio, fu trovata.

6 Giugno 1956 – Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 2,1 m.

25 Giugno 1956 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba H al livello del mare

2 luglio 1956 – Eberiru island, Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 100 m.

8 luglio 1956 – Eberiru island (Oceano Pacifico): test nucleare al suolo, bomba situata nel cratere Ivy.

27 Luglio 1956 – Gran Bretagna. Un bombardiere B-47  slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.

1957 – Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di cieca 200 m.

21 Aprile 1957 – Mayak Enterprise, Russia, URSS: criticità di incidente con soluzione di uranio

22 Maggio 1957 – Base dell’Air Force di Kirtland, New Mexico, USA. Una bomba nucleare senza la sua capsula fissile cade dal vano bombe di un B-36 ad un’altitudine di circa 500 metri ed esplode all’impatto. Il bombardiere stava trasportando entrambe le bombe e la loro capsula fissile, che era stata rimossa per sicurezza, dalla base di Biggs dell’Air Force in Texas alla base di Kirtland in New Messico. Sebbene i paracaduti attaccati alla bomba si fossero aperti durante la sua caduta, essi non funzionarono correttamente. La bomba nucleare fu completamente distrutta nella detonazione che accadde a circa 7 Km. a sud della torre di controllo di Kirtland e mezzo Km. ad ovest del terreno riservato della Sandia Base, creando un cratere d’esplosione di circa 8 metri di diametro e 4 metri di profondità. I frammenti della bomba e i detriti furono dispersi su di un area di oltre 1.500 m.. Fu condotto un esame radiologico dell’area, ma non rilevò contaminazione radioattiva oltre l’orlo del cratere.

28 maggio 1957 – Nevada Test Site, Area 7c (USA): test nucleare ad una altezza di 150 m.

24 giugno 1957 – Nevada Test Site, Area 5 (USA): test nucleare ad una altezza di 210 m.

28 Luglio 1957 – Oceano Atlantico. Un aereo da trasporto C-124 con problemi meccanici abbandona due armi nucleari, senza la loro capsula di materiale fissile, al largo della costa orientale degli Stati Uniti. Il C-124, sulla rotta dalla base aerea di Dover a Delaware, perde potenza nei motori numero uno e due. L’equipaggio è certo che la quota non può essere mantenuta con il peso delle bombe a bordo e decide di abbandonare il carico. Anche se nessuna bomba detona, si presume che entrambe le bombe si siano danneggiate nell’impatto con la superficie dell’oceano e che siano affondate quasi istantaneamente. Nessuna delle due bombe, né detriti sono mai stati trovati. Il C-124 atterra per sicurezza su un campo d’aviazione vicino ad Atlantic City, nel New Jersey, con la bomba rimanente e la testata nucleare a bordo.

7 agosto 1957 – Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di 500 m.

Settembre 1957 – Kyshtym (Unione Sovietica) (scala Ines 6). In una fabbrica di armi nucleari negli Urali, una cisterna contenente scorie radioattive prende fuoco ed esplode, contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno con una nube di 20 milioni di curie. Il rilascio esterno di radioattività avviene a seguito di un malfunzionamento del sistema di refrigerazione di una vasca di immagazzinamento di prodotti di fissione ad alta attività. Vengono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone. Si stimano per le conseguenze dell’incidente oltre 100 morti.

14 settembre 1957 – Nevada Test Site (USA): test nucleare

7 ottobre 1957 -Sellafield (Gran Bretagna) (scala Ines 5). Nel complesso nucleare di Windscale in Gran Bretagna, dove si produce plutonio per scopi militari, un incendio nel nocciolo di un reattore a gas-grafite (GCR) genera una nube radioattiva imponente, pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. I principali materiali rilasciati sono gli isotopi radioattivi di xenon, iodio, cesio e polonio. La nube attraversa l’Europa intera. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all’incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato. La radioattività su Londra giunse fino a 20 volte oltre il valore naturale, e Londra dista da Windscale 500 km. Il consumo di latte venne vietato in un raggio di 50 km.

1958 – Christmas Island (Australia – Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba H Inglese

1958 – Zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell’esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km. ancora oggi recintati.

2 Gennaio 1958 – Mayak Enterprise, Russia, URSS: Criticità di incidente con soluzione di uranio

4 Gennaio 1958 – Hamburg, New York, USA. Un treno merci diretto a est deraglia nella ferrovia Nickel Plate. Cinque automobili che trasportano “materiale classificato AEC” sono coinvolte nell’incidente. Secondo il rapporto della Commissione indagante non c’è stato alcun danno al materiale e alcun ferito tra il personale AEC che scortava il carico.

31 gennaio 1958 – Base straniera non identificata. Un bombardiere B-47 con una bomba nucleare in configurazione d’attacco sta compiendo un decollo simulato durante un’esercitazione quando la ruota posteriore sinistra viene a mancare, provocando l’urto della coda contro la pista e la rottura del serbatoio del carburante. L’aereo prende fuoco e brucia per sette ore. Sebbene l’alto esplosivo non detoni, si ha contaminazione nell’area immediatamente circostante allo schianto. In seguito all’incidente, le esercitazioni di allertamento vennero temporaneamente sospese. Lo schianto può aver avuto luogo in una base aerea USA a Sidi Slimane, nel Marocco Francese. Un successivo documento dell’Air Force riportò che “l’inquinamento dei rottami era alto, ma che sull’area circostante era basso”. Un servizio del New York Times dell’8 giugno 1960, menziona un incidente di bomba nucleare che era accaduto “in un campo degli Stati Uniti vicino Tripoli, in Libia”, senza fornire ulteriori dettagli.

Febbraio 1958 – Base aerea Greenham Common, Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 che sta subendo un guasto al motore durante il decollo espelle due cisterne piene di 6.500 litri di carburante da un’altezza di circa 2.500 m.: esse non cadono nell’area designata per un impatto sicuro ed esplodono a 20 m. dietro un B-47 parcheggiato e caricato con bombe nucleari. Il fuoco che ne deriva brucia per 16 ore e causa la deflagrazione delle alte cariche esplosive di almeno una bomba atomica. L’esplosione rilascia materiale radioattivo, includendo uranio polverizzato e ossido di plutonio, dei quali almeno 10-20 grammi vengono trovati intorno alla base. Inoltre un hangar adiacente è gravemente danneggiato e altri aerei vicini vengono spruzzati con pompe d’acqua per prevenirne l’incendio a causa dell’intenso calore alimentato dal combustibile per jet e dal magnesio del B-47. Il fuoco uccide due persone, ne ferisce altre otto, e distrugge il bombardiere. L’Air Force non ha mai ammesso ufficialmente che armi nucleari fossero coinvolte in questo incidente. L’Air Force e il ministro della difesa inglese furono d’accordo nel 1956 di negare l’esistenza delle bombe nucleari in qualsiasi incidente che coinvolgeva le armi nucleari statunitensi collocate in Inghilterra. Nel 1985, il governo inglese riferì che l’incidente coinvolse un B-47 parcheggiato colpito da un B-47 in fase di decollo in un esercizio di addestramento, ma omise ogni riferimento circa il successivo incendio.

5 Febbraio o 12 Febbraio 1958 – Savannah River, Georgia, USA. Un’arma nucleare senza la capsula nucleare fissile viene perduta in seguito ad una collisione a mezz’aria. Un bombardiere B-47 trasportante un’arma nucleare senza il suo nucleo fissile, si scontra con un aereo F-86 vicino a Savannah, in Georgia. Dopo tre tentativi senza successo per far scendere l’aereo alla base Hunter in Georgia, l’arma viene gettata  via per evitare il rischio di un’alta detonazione esplosiva nella base stessa. L’arma viene rilasciata in mare a diverse miglia dalla foce del Savannah River a Wassaw Sound al largo di Tybee Beach, ma il preciso punto dell’impatto rimane sconosciuto. Gli alti esplosivi dell’arma non esplodono nell’impatto. Una ricerca successiva, su un’area di 5 km.quadrati, impiegando dispositivi subacquei e sonar,  non riesce a trovare l’arma. La ricerca viene sospesa il 16 aprile 1958, e la bomba viene considerata irrimediabilmente persa.  La migliore stima della posizione della bomba, annota un resoconto del Dipartimento della Difesa, ” è stata determinato essere 31 gradi 54′ e 15” a nord, 80 gradi 54′ e 45” ovest”. Il B-47 era in una missione di combattimento simulata dalla base dell’Air Force di Homestead in Florida.

28 Aprile 1958 – Christmas Island (Australia – Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba H inglese

24 Maggio 1958 – Chalk River (Ontario -Canada). Incendio

8 Giugno 1958 – Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una profondità di 50 m.

16 Giugno1958 – Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.

28 Giugno 1958 – Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 2,6 m.

22 Luglio 1958 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare a livello del mare

15 Ottobre 1958 - Vinca, Yugoslavia: criticità di incidente in un reattore di ricerca

26 Novembre 1958 – Base Chennault dell’Air Force, Lake Charles, Louisiana, USA. Un aereo C-124 che trasporta una bomba nucleare senza la sua capsula fissile si schianta durante il decollo, distruggendo completamente l’aereo e la bomba nucleare. Si ha una quantità limitata di contaminazione immediatamente sotto alla bomba distrutta, tale da non impedire, fortunatamente, operazioni di salvataggio o di spegnimento.

30 Dicembre 1958 – Los Alamos, New Mexico, USA: criticità di incidente con soluzione di plutonio

FINE 1958 – Alla fine del 1958, gli esperimenti nucleari hanno prodotto sul pianeta circa 65 chili di stronzio 90, con una radioattività totale di 8,5 milioni di curie; la radioattività del cesio 137, alla stessa epoca, ammonta a 15 milioni di curie. Il fall out degli esperimenti americani e britannici, di grande potenza, e tutti. senza eccezione, in località nei pressi dell’equatore, si sono distribuiti uniformemente sull’intero globo. Tra il 1952 ed il 1957, gli USA hanno eseguito 90 test nel poligono nucleare del deserto del Nevada. Queste esplosioni hanno rilasciato una quantità di iodio 131 superiore di dieci volte a quella che si è sprigionata  dalla centrale di Chernobyl. Gli stessi test hanno esposto mediamente ogni cittadino statunitense ad una radiazione pari a 2 rad (quelli provenienti dalla radioattività naturale ammontano a soli 0,24 rad annuali). Alcuni medici hanno calcolato che circa 10.000 tumori alla tiroide sono la conseguenza di questa pioggia contaminante invisibile. Fra 5.600 anni, ci sarà ancora sulla terra la metà del carbonio 14 prodotto da tali esperimenti, mentre il periodo di dimezzamento degli isotpi liberati dalle bombe H è 2di 4.000 anni per il plutonio 239 e di 720 milioni di anni per l’uranio 235.

6 Luglio 1959 – Base Barksdale dell’Air Force, Dossier City, Louisiana, USA. Un aereo C-124, che trasporta una bomba nucleare senza la sua capsula fissile, si schianta durante il decollo, distruggendo completamente l’aereo e la bomba nucleare. Si producce una quantità limitata di contaminazione immediatamente sotto alla bomba distrutta, tale da non impedire, fortunatamente, operazioni di salvataggio o di spegnimento.

26 Luglio 1959 – Santa Susana Field Laboratory, California, USA: parziale meltdown

29 Agosto 1959 - Napoli, Italia. Catastrofe sfiorata per incendio a bordo del caccia Decour

25 Settembre 1959 – Whidbey Island, Washington, USA. Un aereo P-5M della marina degli Stati Uniti trasportante una bomba nucleare di profondità disarmata della capsula fissile, si schianta a Puget Sound vicino Whidbey Island, Washington. La bomba non è mai stata ritrovata.

1960 – URSS: sovraesposizione intenzionale

1960 – USSR: ingestione di materiale radioattivo

13 Febbraio 1960 – Reggane (Algeria): test nucleare. Prima Bomba atomica francese

7 Giugno 1960 – Base McGuire dell’Air Force, vicino Trenton, New Jersey. Un missile BOMARC (“BO” per Boeing e “MARC” per Michigan Areonautical Research Center) per la difesa aerea, immagazzinato in uno stato di pronto utilizzo per permetterne il lancio in due minuti, viene distrutto dopo l’esplosione di un serbatoio con elio ad alta pressione e la rottura del serbatoio di carburante del missile. Anche se la testata viene distrutta dall’incendio, il dispositivo di sicurezza funziona correttamente e previene la detonazione della carica  altamente esplosiva della bomba. Un articolo del New York Times descrisse, allora, uno scampato disastro nucleare, notando che il missile “si fuse sotto una fiamma intensa alimentata dal suo detonatore da 45,5 kg. di TNT… La testata atomica si sciolse apparentemente nella massa fusa che era rimasta del missile, il quale bruciò per quarantacinque minuti”. Le radiazioni seguenti “furono causate quando la parte metallica di magnesio e ossido di torio, che forma parte della bomba, presero fuoco”. Il rapporto del Pentagono affermò che fu contaminata solo l’area immediatamente sotto la bomba nucleare e, a causa del deflusso dell’acqua di spegnimento dell’incendio, anche un’area adiacente estesa per la lunghezza di circa 30 metri.

13 Ottobre 1960 – sottomarino K-8 , Mare di Barents: perdita da un reattore

1961 – Svizzera: vernice di trizio

1961 – Plymouth, Gran Betragna: incidente radiografico

3 Gennaio 1961 – Idaho Falls (USA). A seguito di un incidente in un reattore sperimentale di Idaho Falls negli Stati Uniti, muoiono tre tecnici. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risulta così alto che le teste e le mani vengono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. Non noto il numero di intossicati dentro e fuori l’impianto

24 Gennaio 1961 – Goldsboro, Nord Carolina, USA. Durante un allertamento aereo, un bombardiere B-52, che trasporta due bombe nucleari, a causa del cedimento strutturale dell’ala destra, va a pezzi a mezz’aria, uccidendo i tre menbri dell’equipaggio: la conseguente rottura dell’aereo libera le due bombe nucleari da un’altezza di 600-3.000 m. Il paracadute di una delle due bombe si apre correttamente con danno finale minimo. Il secondo paracadute della bomba, invece, funziona male e la bomba si squarcia a pezzi nell’impatto con il terreno, spargendo i suoi componenti su  un’area estesa. Secondo Daniel Ellsberg, la bomba avrebbe potuto accidentalmente esplodere perché “cinque dei sei dispositivi di sicurezza avevano fallito”. Anche il fisico nucleare Ralph E. Lapp conferma questa ipotesi, sostenendo che “solo un unico interruttore” ha “impedito alla bomba di detonare e di spargere fuoco e distruzione sopra un’ampia area”. il nucleo della bomba altamente arricchito di uranio non fu mai ritrovato. Allo scopo di prevenire qualsiasi scoperta della parte persa della bomba, l’aviazione acquistò il diritto d’uso dell’area in modo da vincolare alla propria autorizzazione eventuali permessi  di costruzione o scavo nell’area stessa.

Fine Gennaio 1961 – Casa Bianca, Washington, USA. Il presidente degli Stai Uniti Kennedy, allertato sull’incidente a Goldsboro del 24 gennaio dello stesso anno, viene informato che vi erano stati più di 60 incidenti che coinvolgevano armi nucleari dopo il 1945, di cui due riguardanti missili antiarerei con testata atomica realmente lanciati per inavvertenza

4 Luglio 1961 – URSS. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri dell’equipaggio.

14 Luglio 1961 – Siberian Chemical Combine, Russia: criticità di incidente con uranio

31 Ottobre 1961 – Novaya Zemlya (Oceano Artico -URSS): test nucleare (Bomba Zar). FALLOUT: Da sola generò il 25% dei residui fissili dal 1945. La Bomba “Zar”, la regina delle bombe, fu la bomba H più potente. Nacque dal lavoro del teorico Yakov Zeldovitch e dei fisici Andrei Sacharow, Vitali Ginzburg e Viktor Davidenko. La bomba venne lanciata da un bombardiere Tu-95 pilotato da A. E. Durnovtsev, diventato un eroe dell’Unione Sovietica. Il soprannome di “Bomba Zar” gli venne dato dagli americani per qualificare il progetto come inutile poichè esisteva già il cannone più grande al mondo, lo Zar Pushka. Si riporta che la bomba potesse infliggere ustioni di primo grado anche a 100 km. di distanza. La distruzione è totale in un raggio di 25 Km e le costruzioni sono seriamente danneggiate fino a 35 Km. di distanza dall’esplosione. Si ignora quali potrebbero essere i danni anche a più grandi distanze, ma è probabile che, in caso di vento i suoi effetti si sentirebbero anche a 1.000 Km. dal punto di impatto.

4 Novembre 1961 – Il rimorchio di un autocarro prende fuoco mentre trasporta una piccola quantità di materiale radioattivo. Pare che non ci sia stata alcuna contaminazione risultante dall’incendio.

1962 – Mexico City, Messico: fonte radiografica compromessa

7 Aprile 1962 – Hanford, Washington, USA: Criticità di incidente con soluzione di plutonio

6 Giugno 1962 – Nevada Test Site, Area 10 (USA): test nucleare a 190 m. di profondità. FALLOUT: 12 milioni di tonnellate di cui 8 fuori dal cratere (Magnitudine Ritcher).

9 Giugno 1962 – USA: test nucleare Truckee ad una altezza di 2.091 m.

30 giugno 1962 – USA: test nucleare Bluestone ad una altezza di 1.494 m

25 Ottobre 1962 – Base Volk Field, Wisconsin, USA. Un campanello d’allarme indicante l’inizio di una guerra nucleare con l’Unione Sovietica comincia a suonare accidentalmente durante l’apice della crisi dei missili cubani. I piloti corrono ai loro aerei dotati di armi nucleari, pronti a partire quando l’errore viene individuato da un ufficiale nel posto di comando. Ai piloti è ordinato di ritornare.

2 Dicembre 1962 – Marietta, Georgia, USA. Un treno per Louisville e Nashville deraglia mentre trasporta componenti di armi nucleari. Il materiale non risulta danneggiato, ma tre corrieri rimangono feriti.

1963 – A partire dal 1963, 131 ricoverati della prigione di stato dell’Oregon, vengono pagati 200 dollari ciascuno dalla Commissione dell’Energia Atomica (AEC), per permettere l’irradiazione dei loro testicoli

11 Gennaio 1963 – Sanlian, Cina: fonte compromessa

11 Marzo 1963 – Sarov, Russia: criticità di incidente con assemblaggio di plutonio

10 Aprile 1963 - Il sottomarino nucleare americano Tresner affonda con 129 persone a bordo nelle acque dell’Atlantico a 350 chilometri dalle coste della nuova Inghilterra. L’inchiesta accerterà che l’unità era in missione priva delle adeguate misure di sicurezza.

13 Novembre 1963 – Commissione per l’Immagazzinamento dell’Energia Nucleare negli Igloo, Base Medina, San Antonio, Texas, USA. I componenti dell’alto esplosivo (HE “High esplosive”) di una bomba atomica (che tre lavoratori stanno smontando),  cominciano a bruciare spontaneamente, provocando una grande esplosione che coinvolge circa 55 kg. di HE. L’esplosione causa una piccola contaminazione.

1964 -  Prima esplosione nucleare cinese

1964 – Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore.

1964 – Germania, Repubblica federale: vernice di trizio

23-24 Luglio 1964 – Usa. Incidente al reattore Wood River: un morto

8 Dicembre 1964 – Base Bunker Hill (ora Grisson) dell’Air Force, Perù, Indiana, USA. Un bombardiere B-58 perde il controllo ed esce dalla pista durante la fase di decollo, causando un incendio ad una parte delle cinque bombe nucleari presenti a bordo. Non seguono detonazioni e la contaminazione è limitata all’area circostante l’incidente.

1965 – Illinois, USA: incidente di irraggiamento

11 Ottobre 1965 – Base Wright-Patterson dell’Air Force, vicino Dayton, Ohio, USA. Un aereo C-124 da trasporto contenente componenti di armi nucleari e un modello per l’addestramento, prende fuoco mentre viene rifornito. Il fuoco comincia a bruciare nella parte finale del rimorchio di rifornimento e distrugge la fusoliera dell’aereo. Non ci sono vittime e le conseguenze del pericolo di radiazioni sono minime.

29 Ottobre 1965 – Isola Amchitka, Nord Pacifico, Alaska (USA). Test nucleare, con la detonazione di una bomba da 80 kiloton (Long Shot), nel sottosuolo dell’isola ad una profondità di 700 metri.

5 Dicembre 1965 – Isole Ryukyu (Giappone). Un jet militare d’attacco americano A-4E Skyhawk con a bordo una bomba all’idrogeno B-43 scivola in mare dalla portaerei statunitense Ticonderoga vicino alle isole giapponesi Ryukyu. Il pilota, l’aereo, e la bomba scompaiono. La bomba viene perduta approssimativamente ad una profondità di circa 5.000 m., ed i funzionari del Pentagono temeno che l’intensa pressione dell’acqua possa causare l’esplosione della bomba B-43 all’idrogeno. E’ ancora sconosciuto se l’esplosione sia davvero avvenuta. L’aereo della portaerei Usa Ticonderoga era di ritorno da una missione nel nord del Vietnam, a conferma dell’ introduzione di armi nucleari nella Guerra del Vietnam. La scoperta dell’incidente avvenne solo nella metà degli anni 80.

30 Dicembre 1965 – Mol, Belgio: criticità di incidente con uranio in acqua

1966 – Belgio. Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all’ospedale Curie di Parigi.

17 Gennaio 1966 – Palomares (Spagna). Un B-52 statunitense con quattro bombe all’idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo (il bombardiere stava attendendo il suo terzo rifornimento con un aereo cisterna KC-135 dalla base americana a Morton, quando il boccaglio del braccio per il rifornimento dell’aereo cisterna urta il bombardiere. Il braccio squarcia il B-52 lungo il suo dorso, spezzando il bombardiere in vari pezzi. I 151.00 litri di rifornimento del KC-135 vanno a fuoco, uccidendo sette uomini dell’equipaggio). I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in mare. L’esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. I rottami dell’incidente cadono in un’area approssimativamente di 161 km. quadrate di suolo e acqua. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali. La bomba affondata nel Mediterraneo ha dato luogo ad una delle più grandi ricerche e operazioni di recupero nella storia. La ricerca durò circa otto giorni e impiegò 3.000 uomini del personale della marina e 33 navi, senza contare le barche, gli aeroplani, e il personale usato per portare l’equipaggiamento sul luogo. Benché il piccolo sottomarino “Alvin” avesse localizzato la bomba dopo due settimane, non fu recuperata prima del 7 aprile.

2 Luglio 1966 – Mururoa (Oceano Pacifico – Francia). Test nucleare: viene fatta esplodere una bomba nucleare di 30 chilotoni, più potente della bomba all’uranio che sconvolse Hiroshima.

24 Settembre 1966 – Fangataufa, Polinesia Francese (Oceano Pacifico): test nucleare

Ottobre 1966 - Lagoona Beach (Usa). Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore autofertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.

5 Ottobre 1966 – Monroe, Michigan (USA). Parziale meltdown alla Enrico Fermi Nuclear Generating Station

5 Ottobre 1966 – Detroit (USA). Il nucleo di un reattore sperimentale situato in un impianto vicino a Detroit si surriscalda a causa di un guasto al sistema di raffreddamento.

1967 – Trino Vercellese (Italia). Fessurazione di una guaina d’acciaio di una barra di combustibile con conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale ha scaricato nelle acque del Po trizio radioattivo.

1967 – Francia. Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell’acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas radioattivi nell’aria.

1967 - Pittsburg, Pennsylvania, USA: incidente da irraggiamento

Maggio 1967 – Dumfries and Galloway, Scozia: parziale meltdown

1968 – Den Haag (Olanda). Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell’aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».

1968 - Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.

1968 - Un sottomarino nucleare sovietico affonda nel Pacifico

Gennaio 1968 - Chooz (Belgio). Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.

21 Gennaio 1968 – Thule, Groenlandia, Danimarca. Quattro bombe nucleari sono distrutte in un incendio dopo che il B-52 che le trasportava si schianta a circa sette miglia a sud ovest della pista della base dell’Air Force di Thule in Groenlandia. Il B-52, proveniente dalla base Plattsburgh dell’Air Force di New York, si schianta dopo che un incendio si era sprigionato nel compartimento dell’ufficiale di rotta. Il pilota stava facendo rotta all’AFB di Thule per provare un atterraggio di emergenza. All’impatto con il suolo, l’aeroplano scoppia in fiamme, bruciando gli involucri esterni dell’alto esplosivo che rivestivano almeno una delle bombe. L’esplosivo detona, spargendo plutonio e altri materiali radioattivi su un’area di circa 280 m. ad entrambi i lati della traiettoria dell’aereo, in pezzi delle dimensioni di un pacchetto di sigarette. Il bombardiere era stato in volo sulla rotta del Circolo Artico nell’ambito dell’operazione di permanente allertamento dello Strategic Air Command, chiamata in codice “Chrome Dome”. Un membro dell’equipaggio rimane ucciso nello schianto. Il governo della Danimarca, che possiede la Groenlandia e proibisce le armi nucleari all’interno e sopra il suo territorio, fece una forte protesta e seguirono grandi dimostrazioni di piazza. L’area venne successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all’intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità. Pochi giorni dopo l’incidente, il segretario della difesa degli Stati Uniti Robert McNamara ordinò la rimozione delle armi nucleari dall’allertamento aereo. Gli allertamenti stessi furono più tardi limitati e poi sospesi del tutto.

10 Marzo 1968 – Oceano Pacifico. Il sottomarino K-219 affonda nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.

Aprile 1968 – Il sottomarino nucleare Scorpion si contra, nel porto di Napoli, sbattendo la poppa e il propulsore nucleare contro una chiatta subito affondata

27 Maggio 1968 – Oceano Atlantico. Un sottomarino statunitense Scorpion con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico, fra i 6 e gli 8 km. a sud ovest delle Azzorre ad una profondità di 3.450 m. Periscono 99 persone.

5 Aprile 1968 - Chelyabinsk-70, Russia: criticità di incidente con uranio in assemblaggio

3 Maggio/Giugno 1968 – La Plata, Argentina: fonte compromessa

27 Maggio 1968 – USA: un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico

1968 Agosto – Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.

6 Ottobre 1968 – Un sottomarino sovietico fa naufragio nelle acque dell’Artico al largo della Penisola di Cola. Pochi mesi prima, un altro era affondato nel Pacifico

10 Dicembre 1968 – Mayak Enterprise, Russia: criticità di incidente con soluzione di plutonio

1969 – Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.

1969 – Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.

1969 - Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l’incendio si perde plutonio.

21 Gennaio 1969 – Lucens (Vantone di Vaud, Svizzera). Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale viene, in seguito,  definitivamente murata .

Febbraio 1969 – Borgo Sabotino (Latina – Italia). Arresto della centrale di Borgo Sabotino per mancanza di alimentazione alla strumentazione

Marzo 1969 – Borgo Sabotino (Latina – Italia). Guasto alla centrale.

23 Settembre 1969 - Cina. Esplosione di una bomba termonucleare sotterranea in un poligono nella parte occidentale del paese. Il 28 settembre, un terremoto colpì lo stato di Vittoria, nell’Australia sud-orientale.

2 Ottobre 1969 – Isola Amchitka, Nord Pacifico, Alaska (USA). Test nucleare ad una profondità di 1.220 metri allo scopo di calibrazione strumenti sismici militari

17 Ottobre 1969 – San Laurent (Francia). Un errore nelle procedure adottate per la gestione del combustibile provoca una fusione parziale a un reattore nucleare raffreddato a gas. Parecchi chilogrammi di uranio vanno persi durante un incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano parecchi mesi.

1970 Australia. Incidente da irradiazione

1970 – Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.

1970 – Chicago (Usa). L’impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.

1970 – Usa. Il reattore Dresden 2, da 600 Mw, sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.

12 Aprile 1970 - Oceano Atlantico. Il sottomarino sovietico K-8 affonda nell’Atlantico con a bordo due reattori e due siluri a testata nucleare.

28-30 Maggio 1970 - USA. Esecuzione di test nucleari. Il 31 maggio la città di Chimbote, in Perù, viene devastata da un terremoto che uccide 60.000 persone

18 Dicembre 1970 - Nevada Test Site, Area 8 (USA): test nucleare. Profondità: -273 m.

1971 - Chiba, Giappone: fonte compromessa

1971 – Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convogliamento di acqua radioattiva.

1971 – Kansas, USA. Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie radioattive, al riparo dell’acqua, è piena di buchi e l’Aec (Ente americano per l’energia nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.

1971 – Francia. Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al laboratorio in cui lavorava.

4 Febbraio 1971 - USA: incidente da irradiazione

15 Febbraio 1971 – Kurtchatov, Russia: criticità di incidente con uranio

26 Maggio 1971 – Kurtchatov, Russia: criticità di incidente con uranio in acqua

6 Novembre 1971 - Isola Amchitka, Nord Pacifico, Alaska (USA). Test nucleare ad una profondità di 1.800 metri con una potenza di 5 megaton per il collaudo delle testate dello Spartan, missile a lunga gittata pronto a partire in ogni momento – per l’intercettazione degli ICBM della Repubblica Sovietica – dai silos dislocati sul territorio statunitense negli anni durante il periodo della guerra fredda.

1972 – Francia. Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all’aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.

1972 – Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay e resta irradiato oltre i limiti di guardia.

1972 - Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.

1972 – Usa. Due lavoratori nell’impianto di Surry muoiono per l’esplosione dei tubi difettosi di un sistema di sicurezza mentre li stanno ispezionando.

1972 – Bulgaria: esposizione radioattiva autoinflitta

1973 - Hanford (Usa). La Aec (Ente americano per l’energia nucleare) ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri .

Marzo1973 – Chinon (Francia). Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per 43.000 ore, ossia per 5 anni.

Aprile 1973 – Isole Hawaii (USA). Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell’equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni.

Settembre1973 - La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo: 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.

Settembre 1973 – Windscale (GB). Nell’officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività: 40 lavoratori sono contaminati.

Novembre 1973 - Hanford (Usa). Si ha la diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile una reazione a catena.

Dicembre 1973 – Usa. Su 39 reattori, 13 sono fuori servizio. Brown’s Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.

1973 – Den Haag (Olanda). 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.

1974 -  Giappone. Il Giappone costringe gli USA a ritirare dai propri porti i sommergibili atomici perchè risultati radioattivi ed inquinanti. I dati forniti dalla U.S. Navy erano falsificati e i prelievi avvenivano in altre zone

1974 – Usa. Da un’inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.

1974 - Shevcenko (URSS). Reazione tra il sodio (usato come liquido refrigerante) e l’acqua con generazione di idrogeno e soda caustica (che a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.

1974 - Usa. Una nube radioattiva di trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri .

1974 - Francia. A 60 anni dall’avvio di una fabbrica di radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L’acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.

1974 – Belgio. L’acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3 volte più radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.

24 Febbraio 1974 - La Maddalena, Italia. Sostituiti improvvisamente i marinai statunitensi imbarcati sulla  nave-balia “Gilmore” (nave-appoggio-officina affiancata agli Hunter Killer, i sommergibili d’attacco) a causa di una contaminazione radioattiva

22 Marzo 1974 – La Maddalena, Italia. Il giornale “Il Messaggero” parla di tracce di cobalto 60 nelle acque del golfo de La Maddalena

Aprile 1974 – Austria. Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici persone vengono ricoverate. Gli autori dell’attentato non sono mai scoperti.

Aprile 1974 – La Maddalena, Italia. I dati del CNEN evidenziano, fin dal 1972, un aumento della diffusione del cobalto e del manganese, attribuibili ai sommergibili, nel golfo de La Maddalena

Maggio 1974 – Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro.

Maggio 1974 - Usa. L’Usaec comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività)

18 Maggio 1974 – India: primo test nucleare nel poligono di Kophkran – Rajastan.

Giugno 1974 - Parsippany, New Jersey, USA: incidente da irradiazione

29 Novembre 1974 – Sardegna, Italia. Il settimanale corso Kirn denuncia il ritrovamento di rifiuti radioattivi sotterrati a S. Stefano e individuati con rilevatori geiger. Il giorno successivo i Comandi militari americani rassicurano: « Ci sono, ma non sono pericolosi».

Inverno 1974/75 – Leningrado (ora San Pietroburgo), URSS. Una serie di incidenti viene segnalata nell’inverno tra il 1974 e il 1975 presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione Sovietica. Tre morti accertati.

1974/1976 – USA: incidente radioterapico

1975 – Tucuman, Argentina: incidente radioterapico

1975 – Brescia, Lombardia, Italia: incidente da irraggiamento alimentare

Gennaio 1975 – Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo

Marzo 1975 – Brown’s Ferry (Usa). Per cercare la presenza di correnti d’aria nella cabina di comando della centrale. viene usata una candela che, a sua volta, appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici. Si bloccano tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo tipo di incidente può verificarsi in un caso su mille miliardi!

22 Settembre 1975 – Ionio meridionale, Italia. La portaerei americana Kennedy si scontra con
l’incrociatore  americano Belknap a duecento miglia da Taranto, nello Ionio meridionale. Scoppia un incendio che sfiora letestate nucleari dei missili Terrier e parte uno dei più alti livelli di SOS nucleare, denominato ‘broken arrow’. L’incidente è reso noto solo nel 1989. “Se le fiamme avessero raggiunto le testate le possibilità sarebbero state due: o le testate atomiche sarebbero esplose con effetti facilmente immaginabili, oppure la nave sarebbe affondata in zona frequentata dai pescherecci italiani, con conseguenze ambientali molto gravi” (William Arkin, esperto di
questioni militari).

19 Novembre 1975 – Gundremmingen, Germania. Muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola, ma all’improvviso escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C. Nessuna possibilità di salvezza per i due.

22 Novembre 1975 – Italia. Due navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e l’incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l’allarme in codice “broken arrow” che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prende fuoco e viene gravemente danneggiata, ma l’incendio è fermato a pochi metri dal magazzino che contiene le armi atomiche.

7 Dicembre 1975 – Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca). Un cortocircuito nell’impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del reattore.

1976 – Largo della Sicilia, Italia. Scontro tra due navi statunitensi (portaerei J.F.Kennedy  ed incrociatore Belknap, entrambe  dotate  di armi  nucleari) durante un’esercitazione  al  largo della   Sicilia, con rischio di grave incidente  nella Santa  Barbara  nucleare.  In  quell’occasione  fu  lanciato l’allarme   Broken   Arrow,  il  più  grave   secondo   la classificazione USA.

1976? - USA: incidenti da fluoroscopio

1976 - Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.

1976 Gennaio – Gundremmingen, Germania. La neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche che convogliano l’energia prodotta nel reattore. Il reattore spento con la procedura d’emergenza, e soggetto ad una importante pressione interna, non previene l’apertura delle valvole di sicurezza e la liberazione di vapore radioattivo.

1 Febbraio 1976 - La Madalena, Italia. Secondo la stampa locale, si sarebbero registrati a La Maddalena cinque casi di cranioschisi nelle nascite degli ultimi tempi. La pesante incidenza della mortale malformazione cranica dei neonati è imputabile ad agente esterno, tra i quali si affaccia l’ipotesi della radioattività.

27 Luglio 1976 – USA. Esplosione di una carica da 20-150 chilotoni nel sottosuolo del Nevada. Il giorno seguente, la città di Tang-shan (Cina) e 800.000 persone furono distrutte da un sisma che fu valutato di magnitudine 8,2 nella scala Richter.

13-15 Settembre 1976 - URSS. Esecuzione di test nucleari sotterranei. Il 16 settembre un terremoto (7,7 Richter) rade al suolo la città iraniana di Tabas, causando 25.000 vittime

22 Settembre 1976 – Comunicato stampa del Comando Marina italiano di La Maddalena diramato nella serata. Il RAY è entrato nella rada della Maddalena il mattino di oggi per riparazioni nella parte prodiera dello scafo. L’autorità militare italiana conferma che l’incidente non avrebbe impegnato l’apparato di propulsione e che non sussisterebbe pericolo di inquinamento marino. Rispondendo ad un cronista locale, il Commodoro Shelton, comandante della base americana di La Maddalena, afferma che il RAY, con un solo ferito, sarebbe giunto a S. Stefano nella tarda serata di mercoledì 21. Appare clamorosa la contraddizione con la nota della Marina Italiana sulla data di arrivo a S. Stefano del RAY.

Ottobre 1976 -Tallin (Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone muoiono. Le autorità sovietiche negano, ma dopo il 25 ottobre, e per una settimana almeno, un quotidiano russo  pubblica una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).

1977 – Atucha, Argentina: incidente radioterapico

1977 – La Plata, Argentina: incidente radioterapico

1977 - Rockaway, New Jersey, USA: incidente da irradiazione

1977 – Bulgaria. Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. I tecnici riesconoa fermare la reazione

22 Febbraio 1977 – Jaslovské Bohunice, Cecoslovacchia: incendio

Aprile 1977 - El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.

22 Settembre 1977 – Sardegna, Italia. Il sommergibile d’attacco Ray del X squadrone della VI flotta Usa urta contro il fondale nel sud della Sardegna. Secondo il Pentagono non ci sarebbero stati danni al propulsore atomico e l’hunter killer avrebbe raggiunto la base di La Maddalena per le necessarie riparazioni. L’incidente mette a nudo la
La Marina italiana, solo a distanza di 48 ore, ha modo divisionare il danno. Eclatante la violazione degli accordi
internazionali secondo i quali i soccorsi e le riparazioni ai natanti con motori atomici, devono avvenire al largo delle coste, in acque internazionali.

1978 – Canada. Il satellite Cosmos 954, un satellite Rorsat sovietico, con materiale radioattivo a bordo,  cade per avaria spandendo i suoi pezzi su una vasta porzione dei Territori del Nordovest canadesi, provocando un livello misurabile di inquinamento radioattivo. Fortunatamente la zona era pressoche` disabitata, ma l’URSS dovette risarcire al Canada le spese sostenute per la ricerca e l’eliminazione dei frammenti inquinanti

1978 – Buenos Aries, Argentina: incidente da esposizione a fonte industriale

Maggio 1978 – Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 maggio ’78) si hanno fughe limitate nel reparto turbine dovute a  valvole che non tengono ed ai cattivi calcoli di progettazione delle strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo

5 Maggio 1978- Setif, Algeria: fonte radiografica compromessa

25 Luglio 1978 - La Maddalena, Italia. Il “Corriere della sera”, in un articolo firmato da Gianfranco Ballardin, rivela che i dati della radioattività nell’arcipelago maddalenino, nei mesi da luglio ad ottobre 1977, hanno registrato un brusco aumento. Nelle acque di La Maddalena sarebbero state trovate tracce anche di cobalto 58 e di cobalto 60, come di radio-nichel, di radio-zinco e di radio-ferro.

5 Agosto 1978 – La Maddalena, Italia. Secondo il Presidente del CNEN il brusco aumento di radioattività nelle acque dell’arcipelago maddalenino, per quel periodo oggetto delle rivelazioni riportate dal “Corriere della sera” (25 luglio 1978), sarebbe stato riscontrato anche in altre località e sarebbe attribuibile alle ricadute delle esplosioni nucleari in atmosfera effettuate dalla Cina

13 Dicembre 1978 – Siberian Chemical Combine, Russia: criticità di incidente con soluzione di plutonio

1979 – Parana, Argentina: incidente radiografico

1979 - Montpelier, Francia: incidente da irradiazione

1979 – Francia: assalto radiologico

28 Marzo 1979 – Middletown, Pennsylvania, USA: parziale meltdown

28 Marzo 1979 – Three Mile Island (Harrisburgh, Usa) (scala Ines 5). Il surriscaldamento di un reattore, a seguito della rottura di una pompa nell’impianto di raffreddamento, provoca la parziale fusione del nucleo rilasciando nell’atmosfera gas radioattivi pari a 15mila terabequerel (TBq). Vengono evacuate 3.500 persone.

5 Giugno 1979 – Los Angeles, California, USA: fonte compromessa

7 Agosto 1979 – Erwin, Tennessee (USA). La fuoriuscita di uranio arricchito da una installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000 persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività fino a cinque volte superiori alla norma.

1980 – Garigliano (Caserta – Italia). Ennesimo incidente nella centrale del Garigliano dovuto alle infiltrazioni di acqua di falda nei sotterranei della centrale dove c’erano i contenitori di stoccaggio delle resine provenienti dal sistema di purificazione delle acque del reattore della centrale. L’incidente provoca la fuoriuscita di ingenti quantità di materiale radioattivo (in particolare Cesio 137, Cesio 134 e Cobalto 60). Qualche giorno dopo l’incidente si registra la morte di 25 bufale che avevano pascolato in aree sommerse dal fiume e la moria di grossi pesci lungo il tratto di mare ove sfocia il fiume Garigliano.

1980 - Shanghai, Cina: incidente da irradiazione

1980 - Texas, USA: incidente radioterapico

13 Marzo 1980 -Orléans, Francia: fuoriuscita di materiale nucleare

3 e 6 Giugno 1980 – Località sconosciuta, USA. Un allarme indicante un massiccio attacco missilistico sovietico viene  registrato da un computer per le comunicazioni connesso al NORAD. Dopo una rapida consultazione per la valutazione della minaccia, 100 B-52 armati nuclearmente vengono messi in allerta per decollo imminente. L’errore viene individuato, ma lo stesso computer lancia un identico allarme tre giorni dopo il 6 giugno 1980. Viene nuovamente radunata una consultazione per valutare la minaccia e 100 B-52 armati nuclearmente vengono messi in allerta per il decollo. Il problema viene successivamente individuato in un difetto di un circuito integrato del computer, che produceva a caso cifre che rappresentavano il numero dei missili individuati.

24 Giugno1980 – Nevada Test Site (USA): test nucleare (Huron King). Il test sotterraneo nucleare Huron King fu patrocinato dal DOD (Department of Defense). Il test coinvolse un dispositivo di circa 20 Kilotoni e testò gli effetti dell’impulso elettromagnetico generato (SGEMP) su un satellite di comunicazione militare funzionante in larga scala DSCS-3. Il dispositivo spaziale venne contenuto in un grande carro corrazzato.

23 Agosto 1980 – Giappone. Un sottomarino nucleare sovietico prende fuoco al largo del Giappone e trasmette per radio una richiesta di aiuto. Il bilancio dei giapponesi parla di 9 morti e 3 feriti. Restano molti misteri sulla dinamica dell’incidente

19 Settembre 1980 – I vapori del combustibile provenienti da un missile balistico intercontinentale Titan II (ICBM “Intercontinental Ballistic Missile”) fanno saltare in aria, nella base di lancio del missile, la porta da 740 tonnellate di calcestruzzo e acciaio e catapultare la testata del missile nucleare a circa 185 m. di distanza. L’incidente accade quando un addetto alle riparazioni dell’Air Force lascia cadere una pesante chiave inglese e questa colpisce il missile, causando una crepa nella cisterna di carburante pressurizzato del missile. Il carburante prende fuoco e esplode dopoe 8 ore e mezza , uccidendo una persona e ferendone altre ventuno. Il veicolo di rientro del missile, che conteneva una testata nucleare, fu ritrovato intatto.

Dicembre 1980 – Colorado, USA. Un rimorchio del Dipartimento dell’Energia che trasporta plutonio da Richland, Washington, nel New Messico, si capovolge sulla strada ghiacciata dell’Interstatale 25 vicino Fort Collins, Colorado.

1981 – Buenos Aires, Argentina: incidente da irradiazione

Marzo 1981 - Tsuruga (Giappone). 280 persone vengono contaminate a causa di una fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della centrale.

9 Marzo 1981 – Mar della Cina. Il sottomarino nucleare Usa “George Washington” sperona nel Mar della Cina la nave da guerra giapponese “Nisso Maru” e la affonda

2 Aprile – 1981 Saintes, Francia: incidente da irradiazione

10 Luglio 1981 - La Maddalena, Italia. Dopo quasi cinque anni ancora un caso di cranioschisi a La Maddalena. Rimane l’ipotesi della radioattività per la presenza dei sommergibili nucleari statunitensi nelle acque del golfo de La Maddalena

29 Luglio 1981 – Tulsa, Oklahoma, USA: intenzionale autoesposizione a fonte industriale radiografica

Ottobre 1981 – Svezia. Un sottomarino nucleare sovietico si arena in una zona militare segreta nelle acque territoriali svedesi

1982 – Garigliano (Caserta – Italia). Si contano al 1982, 18 incidenti alla centrale di Garigliano, di cui il primo fu ufficialmente denunciato solo nel 1980.

1982 – La Plata, Argentina: incidente radioterapico

1982 – USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.

1982 USA. Dopo l’incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nei condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.

2 Settembre 1982 - Kjeller, Norvegia: autoclavatura

1983 – Cade in oceano un missile sovietico contenente materiale radioattivo

23 Settembre 1983 – Constituyentes, Argentina: criticità di incidente con uranio in acqua

Novembre 1983 - Sellafield (Gran Bretagna). Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare d’Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran Bretagna.

6 Dicembre 1983/Febbraio 1984 – Ciudad Juarez, Messico: dispersione di fonte radiografica compromessa

1984 – Ungheria: spegnimento in emergenza di uno dei reattori di Paks

1984 – Mendoza, Argentina: incidente radiografico

10 Gennaio 1984 – Warren AFB, Cheyenne, Wyoming, USA. La Warren Air Force Base a Cheyenne, nello stato americano del Wyoming, registra un messaggio che uno dei suoi missili balistici intercontinentali Minuteman III è pronto al lancio, dalla sua base sotterranea, a causa di un malfunzionamento del computer. Per prevenire il possibile lancio, un mezzo corazzato viene sistemato sulla sommità della base sotterranea di lancio

Marzo 1984 – Casablanca, Marocco: fonte radiografica compromessa

21 Marzo 1984 – Giappone. Collisione tra un sottomarino nucleare sovietico e la portaerei americana “Kitty Hawk” al largo delle coste giapponesi

Settembre 1984 – Unione Sovietica. Prende fuoco un sommergibile nucleare sovietico ma riesce a raggiungere la base

1985 - Cina: incidente di acceleratore

1985 – Cina: incidente radioterapico

1985 -Cina: incidente da irradiazione

1985 – Odessa, Texas, USA: incidente da irradiazione

3 Gennaio 1985 - Marietta, Georgia, USA: incidente radioterapico

26 Luglio 1985 – Hamilton, Ontario, Canada: incidente radioterapico

10 Agosto 1985 – URSS. Un’esplosione devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci membri dell’equipaggio esposti alle radiazioni.

Settembre 1985/6 Gennaio 1986 – Yakima, Washington, USA: incidente radioterapico

Metà anni ’80 -  Scienziati sostengono che i test nucleari in Nevada (circa 240) potrebbero aver provocato negli USA 50.000 casi di cancro alla tiroide, dopo che le mucche da latte e bestiame da allevamento furono contaminati da Iodio radioattivo, passando la radiazione agli uomini attraverso latte e carne. Il governo britannico rivela di aver condotto  esperimenti con radiazioni sulla propria popolazione per almeno 40 anni. Similmente come in America, ignari cittadini sono stati alimentati alimentati con cibo contaminato, intriso di isotopi. Anche in Australia centinaia di cittadini sono stati coinvolti in esperimenti radioattivi che dal dopoguerra sono proseguiti fino al 1960. Acuni esperimenti comportavano l’iniezione di ferro radioattivo negli ovini che venivano in seguito uccisi e dati da mangiare a “volontari”; venne anche iniettato iodio radioattivo a 5 donne incinte per studiare il tracciato cardiaco

1986 - Kaifeng City, Cina: incidente da irradiazione

1986 – Gran Bretagna: incidente radioterapico

6 Gennaio 1986 - Oklahoma (USA). Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in Oklahoma, negli Stati Uniti.

21 Marzo/11 Aprile 1986 – Tyler, Texas, USA: incidente radioterapico

26 Aprile 1986 - Chernobyl (Ucraina) (scala Ines 7). L’incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provoca la fusione del nucleo del reattore e l’esplosione del vapore radioattivo, che sotto forma di una nube pari a un miliardo di miliardi di Becquerel si disperde nell’aria. Centinaia di migliaia di persone, soprattutto nella vicina Bielorussia, sono costrette a lasciare i territori contaminati. L’intera Europa viene esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumenta il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono ancora oggi dati definitivi sulle migliaia di vittime ricollegabili alla tragedia.

4 Maggio 1986 – Hamm-Uentrop, Germania: un esperimento in un impianto da 300 megawatt THRT-300 PBMR (reattore a letto di sfere) nella Germania Ovest causa la fuoriuscita di materiale radioattivo dopo che uno dei letti di sfere viene immesso nel condotto utilizzato per portare carburante al reattore. Il tentativo di rimuovere l’ostruzione creatasi danneggia il condotto e causa il rilascio di radionuclidi. Radiazioni sono  misurate per circa due chilometri intorno al reattore.

6 Ottobre 1986 – Oceano Atlantico. Il sottomarino K-219 affonda nell’Atlantico con 34 testate nucleari a bordo.

1987 – Zhengzhou City, Cina: incidente da irradiazione

17 Gennaio 1987 – Yakima, Washington, USA: incidente radioterapico

Luglio/Settembre 1987 – Koko, Nigeria: esposizione radiologica ad un basso livello di scorie

12/29 Settembre 1987 - Goiania, Goias, Brasile: dispersione accidentale di fonte radiografica compromessa con dispersione di polvere di cesio 137 in un’ampia area urbana con gravi conseguenze per i residenti

1988 – In extremis un missile sovietico contenente materiale radioattivo viene spostato su un’orbita più elevata per non correre il rischio di cadere sulla terra

1988 – Zhao Xian, Cina: incidente da irradiazione

1988 – Exeter, Gran Bretagna: incidente radioterapico

1988 – Olanda: infiltrazione in uno dei reattori della stazione nucleare di Dodewaard

1988 – Spagna: problema tecnico nello stabilimento di Almaraz

1988 – Spagna: incendio nella stazione di Valdellos

23 Luglio 1988 – Giappone. Il sottomarino nucleare giapponese “Nadashio” entra in collisione con un peschereccio che affonda: trenta morti

Agosto 1988 – Pacifico Giapponese. Il sommergibile nucleare peruviano “Pacocha” urta un peschereccio giapponese nel Pacifico e affonda: sette morti

5 Novembre 1988 – Mururoa. La Francia realizza nelle acque dell’atollo di Mururoa un’esplosione nucleare di 50 chilotoni. Il giorno successivo, un violento terremoto (7,6 Richter) sconvolge la provincia cinese dello Yunnan, facendo circa 600 vittime.

23 Novembre 1988 – La Maddalena, Italia. Un fonogramma della USL n°1 di Sassari annuncia l’allarme nucleare a La Maddalena. La rete di rilevamento locale avrebbe registrato un salto di quattro punti di radioattività. Si appura immediatamente che si tratta di un falso allarme dovuto al sistema di rilevamento andato in “tilt”. Il fisico Prof. Ladu dichiara inaffidabile il sistema di sorveglianza e di allarme in servizio nell’arcipelago maddalenino.

26 Novembre 1988 – La Francia realizza nelle acque dell’atollo di Mururoa un’esplosione nucleare di 50 chilotoni. Un terremoto (6 Richter) colpisce il Canada e gli Stati Uniti del Nord-Est il giorno seguente

7 Dicembre 1988 -Circolo polare artico. L’URSS fadetonare una bomba nucleare di potenza stimata fra i 20 ed i 150 chilotoni in una base del circolo polare artico. Il 7 dicembre, l’Armenia è squassata da un terremoto (6,9 Richter) che uccide 60.000 persone e lascia mezzo milione di senzatetto.

1989 – Mondo: almeno 25 incendi sono scoppiati a  bordo di sottomarini nucleari nel mondo

1989 - Finlandia: avaria al sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto

1989 – Beijing, Cina -incidente da irradiazione

1989 – Cina: incidente radiografico

22 Gennaio 1989 – Kazakistan. Una esplosione sperimentale (20-150 chilotoni) viene effettuata nel Kazakistan nordorientale; il giorno successivo un terremoto nel Tajikistan sovietico fa più di 200 morti.

5 Febbraio 1989 – San Salvador, El Salvador: incidente da irradiazione

Aprile 1989 – Norvegia. Un sottomarino nucleare sovietico prende fuoco al largo della costa settentrionale della Norvegia: nel rogo muoiono 42 persone

6 Maggio 1989 – Greenpeace e l’Università di Bologna presentano un dossier che documenta 1.276 incidenti a sommergibili e navi militari. I dati, attinti direttamente dalla documentazione del Congresso Usa. riferita al periodo compreso tra il 10 aprile 1963 e il 30 ottobre 1986, rilevano gli incidenti gravi a sottomarini nucleari: 7 sovietici, 7 statunitensi, 4 francesi, 3 britannici. In 5 casi l’incidente si è concluso con l’affondamento. Negli altri casi si sono
verificati incendi, esplosioni e inquinamento radioattivo dei mari. Dall’inchiesta risultano 50 atomiche finite in fondo al mare. Costituisce un serio allarme per le istituzioni democratiche e per la popolazione constatare che nessuno di questi incidenti è statorivelato al Parlamento ed alla pubblica opinione dal Governo o dalle autoritàmilitari.

16 Luglio 1989 – Norvegia. Un sottomarino nucleare sovietico prende fuoco al largo delle coste norvegesi: è il terzo incidente dello stesso tipo nella stessa zona in meno di quattro mesi

24 Novembre 1989 - Greifswald, Germania Est: incendio

1990 – Francia: scoperti 5 m/c d’acqua radioattiva presso la stazione nucleare di Fessenheim

1990 – Francia: avaria nelle tubature della stazione nucleare di Gravelines

1990 – Francia: il reattore di Creys-Malville viene spento per infiltrazione di sodio

1990 - Francia: vengono contaminati 2 operai nella stazione nucleare di Blayais

1990 – Gran Bretagna: Infiltrazione di sodio nel reattore di Dounreay

1990 - Spagna: infiltrazione d’acqua in parti dell’impianto nucleare di Ascò

1990 – Germania: infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel

1990 - Bulgaria, centrale di Kozloduy: spegnimento di un reattore a causa di un terremoto

1990 - Belgio: avaria al sistema di raffreddamento nella stazione nucleare di Doel

1990 - Slovacchia: surriscaldamento cavi per il controllo del reattore e la protezione del sistema

1990 – Slovacchia: congelamento di alcune parti della centrale per aumento del livello di raffreddamento

1990 – Sasolburg, Sud Africa: fonte compromessa

Gennaio 1990 - Shanghai, Cina: incidente da irradiazione

29 Marzo 1990 – USA: incidenti da fluoroscopio

21 Giugno 1990 – Soreq, Israele: incidente in un impianto radioattivo commerciale

24 Giugno 1990 – Chernobyl, Ucraina: evento sub critico di moltiplicazione di neuroni nella stanza 304/3 del reattore danneggiato

Luglio 1990 – Chernobyl, Ucraina: evento sub critico di moltiplicazione di neuroni nella stanza 304/3 del reattore danneggiato

10/20 Dicembre 1990 – Zarragosa, Spagna: incidente radioterapico

1991 -  Avaria nel sistema di raffreddamento nell’impiato nucleare di Belleville

1991 – Francia: errore umano causa lo spegnimento della stazione di Paluel

1991 – Francia: infiltrazione nel sistema refrigerante causa spegnimento del reattore a Nogent

1991 – Francia: un’avaria tecnica crea problemi nella stazione di Belleville

1991 – Francia: violazioni tecniche nell’impianto di Cattenom

1991 - Gran Bretagna: errore umano causa incendio nella stazione nucleare di Hinkley

1991 - Germania: incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen

1991 - Bulgaria: incendio alla centrale di Kozloduy

1991 - Svezia: malfunzionamento dei macchinari della stazione nucleare di Oskarshamn

1991 – Svezia: infiltrazioni rilevate nella stazione nucleare di Barsebeck

1991 – Svezia: diffusione di vapore radioattivo per malfunzionamento nell’impianto Barsebeck

1991 – Belgio: spegnimento del reattore della stazione di Tihange per errore tecnico

1991 – Finlandia: spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto

Febbraio 1991 - Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva

Agosto1991 – Forbach, Francia: incidente da irradiazione

26 Ottobre 1991 - Nesvizh, Belarus:  incidente da irradiazione

11 Dicembre 1991 – Maryland, USA: incidente da irradiazione

1977?-1991 – Gran Betragna. incidente radiografico

1992 – Svezia: errore umano provoca un corto circuito nella stazione di Barsebaeck

1992 - Svezia: corto circuito in uno dei generatori a Barsebeck

1992 - San Antonio, Texas, USA: incidente radioterapico

1992 - Francia: avaria tecnica nello stabilimento di Fessenheim

1992 – Francia: avaria tecnica nel sistema refrigerante nell’impianto di Dampierre

1992 - Francia: contaminati 2 operai nell’impianto di Dampierre

1992 - Gran Bretagna: avaria tecnica alla stazione di Sizewell

1992 - Germania: avaria al sistema di raffreddamento nella centarle di Brunsbuttel

1992 – Lituania: Avaria nel sistema di spegnimento della centrale di Ignalina

1992 – Lituania: avaria tecnica centrale di Ignalina

9 Gennaio 1992 – Germania. Denunciati ottocento casi di ritrovamento di materiali radioattivi clandestinamente introdotti in Germania dalle repubbòiche ex sovietiche.

24 Marzo 1992 – San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione nell’impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.

aprile 1992 – USA. Esperimento nucleare sotterraneo.

23 Giugno 1992 – USA-  ultimo test nucleare sotterraneo. NUMERO TOTALE DI TEST ESEGUITI DAGLI USA: 1.039 (il 25% circa atmosferici). il 28 giugno, due terremoti di insolita violenza (7,4 e 6,5 Richter) colpiscono il sud della California.

Novembre 1992 - Forbach (Francia). Un grave incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell’impianto vengono accusati, l’anno successivo, di non aver approntato le misure di sicurezza previste

Novembre 1992 – Cina: Incidente da irradiazione

16/21 Novembre 1992 - Città di Indiana, Pennsylvania, USA: incidente radioterapico

17 Novembre 1992 – Hanoi, Vietnam: incidente da irradiazione

19 Novembre 1992 – Jilin, Xinzhou, Cina: fonte industriale compromessa

Fine 1992 – Incominciano a diffondersi gli studi sulla relazione fra eventi simici e calamità da una parte e test nucleari dall’altra. Il professor Gary T. Whiteford, docente di geografia all’Università di Brunswick in Canada,  scopre che i terremoti con magnitudine da 6 a 6,5 Richter sono più che raddoppiati da quando hanno avuto inizio i test nucleari sotterranei. Infatti, tali sismi furono 1.164 fra il 1900 ed il 1949; sono saliti a 2.844 tra il 1950 ed il 1988. Un significativo aumento è registrato anche per i sommovimenti tellurici di magnitudine compresa tra 6,5 e 7 Richter: furono 1.110 nel periodo 1900-1949; se ne contarono 1.465 tra il 1950 ed il 1988. Tali incrementi si sono verificati in tutte le zone particolarmente sismiche del globo. Ad esempio: la percentuale di tutti i terremoti (superiori o pari a 5,8 Richter) nelle Isole Aleutine era di 3,31 nel tempo precedente gli esperimenti nucleari americani nel Nevada. Tale percentuale salì fino al valore di 12,57 nel periodo dei test. Le isole Salomone e Nuova Bretagna (Oceano Pacifico) erano sismicamente tranquille nella prima metà del secolo scorso: la percentuale dei terremoti era di 2,98. Nell’epoca delle bombe nucleari francesi a Mururoa questo valore è quasi quintuplicato: 10,08. Anche l’isola di Vanuatu ha pagato un pesante tributo alla grandeur nucleare francese. La sua percentuale di terremoti era di 3,36 nell’arco di tempo 1900-1949; nel periodo seguente contrassegnato dai test, tale cifra è balzata a 9,30. Nell’isola Novaya Zemlya non avvennero mai violenti terremoti nel primo cinquantennio del secolo scorso; da quando vi fu costruita una base per esperimenti nucleari sovietici, si sono avute sei scosse telluriche di grandezza pari o superiore a 5,8 Richter. In una visione globale si può rilevare che, nei primi cinquanta anni di del secolo scorso, sono stati registrati 3.419 terremoti di magnitudine uguale o superiore a 6 Richter, con una media di 68 all’anno. Dal 1950 al 1989, i terremoti in questione sono stati 4.963, con una media di 127 all’anno: il valore è quasi raddoppiato. Il professor Whiteford ha compiuto inquietanti scoperte a proposito dei cosiddetti “terremoti assassini” (killer quakes), cioè sismi che provocano almeno 1.000 vittime. “Nel corso di 37 anni di sperimentazione nucleare, venti dei trentadue terremoti assassini, ovvero il 62,5%, avvennero lo stesso giorno o entro quattro giorni dal test”. Dati allarmanti provengono anche da uno studio di due scienziati giapponesi, Shigeyoshi Matsumae e Yoshio Kato, della Tokai University di Tokio: “Fenomeni anomali meteorologici, terremoti e la variazione dell’asse terrestre sono notevolmente correlati ai test atmosferici e sotterranei. Essi hanno causato un aumento della temperatura dell’esosfera terrestre da 100 a 150 gradi, che cresce in modo abnorme immediatamente dopo un test nucleare. Ad esempio, è stato scoperto che la temperatura assoluta salì da 70 ad 80 gradi dopo un test sovietico che fu rilevato dalla stazione d’osservazione da Uppsala, il 23 agosto 1975. Similmente, un continuo e drastico rialzo della temperatura fu osservato in occasione di una fitta serie di sei esplosioni sperimentali avvenute tra il 18 ed il 29 ottobre 1975″. E concludono: “La temperatura dell’atmosfera è cambiata dai test nucleari, un cambiamento che neppure il sole potrebbe produrre. Si può facilmente immaginare quali effetti abbia tutto ciò sulle condizioni meteorologiche della terra”

1993 – Russia: omicidio usando una fonte radioattiva

1993 – Francia: errore umano causa problemi tecnici nell’impianto di Cruas

1993 – Francia: avaria al sistema di strumentazione e controllo nello stabilimento di Saint Alban

1993 – Francia: incidente nel sistema di raffreddamento nella stazione di Paluel

1993 – Gran Bretagna: malfunzionamento della stazione nucleare di Wylfa

1993 – Bulgaria, centrale di Kozloduy: infiltrazione e rilascio di sostanze radioattive

13 Febbraio 1993 - Sellafield (Gran Bretagna). Fuga radioattiva nell’impianto di riprocessamento di Sellafield. La densità massima di radionuclidi dello iodio consentita viene superata di oltre tre volte.

17 Febbraio 1993 – Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita accidentale di vapore radioattivo.

06 Aprile 1993 - Siberia (Russia). Nell’impianto di recupero del plutonio di Tomsk 7 della Siberian Chemical Enterprise, un aumento di pressione causa una esplosione e genera una falla di 34 metri cubi nel serbatoio d’acciaio inossidabile contenuto nel bunker dell’edificio 201, seppellendolo. Il serbatoio conteneva acido nitrico concentrato, uranio (8.757 kg), plutonio (449 gr), diluito con una mistura di rifiuti organici e radioattivi derivanti dal primo ciclo estrattivo. L’esplosione causa la completa copertura del bunker e l’apertura di un grande squarcio nel soffitto dell’edificio, rilasciando nell’ambiente approssimativamente 6 GBq di Plutonio239 e 30 TBq di altri radionuclidi.
A causa dell’indicente, 160 lavoratori dell’impianto e circa 200 liquidatori sono esposti ad una dose totale superiore a 50 mSv (il limite di sicurezza stabilito per i lavoratori degli impianti nucleari è pari a 100 mSv in 5 anni).
La nube radioattiva si propaga per 28 Km a nord est dell’edificio 201, oltre 20 km al di fuori del perimetro dell’impianto. Il piccolo villaggio di Georgievka (pop. 200 persone) si trova proprio al limite della nube radioattiva ma, per pura fatalità, non sono state registrate malattie o problemi sanitari di alcun genere.
Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.

Agosto 1993 – Francia. Il sottomarino Rubis  entra  in  collisione  con  una petroliera   a  largo  di  Fos:  si  sfiora  la   catastrofe ambientale

Fine 1993dal 1954 al 1993 la Gran Bretagna ha eseguito 21 test nucleari nell’atmosfera e 24 sotterranei; la russia rispettivamente 207 e 508; la cina 23 e 16.

1994 – Texas City, Texas, USA: incidente da irradiazione

1994 – Lituania: spegnimento della centrale nucleare di Ignalina per pericolo d’attacco terroristico

Febbraio 1994 – Francia. Incendio a bordo del sommergibile Amethiste

Marzo 1994 – Francia. Incendio a bordo del sommergibile Emeraude: 10  vittime tra l’equipaggio.

23 Marzo 1994 - Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente contaminato.

28 Aprile 1994 – Tokyo, Giappone: incidente da irradiazione

28 Giugno 1994 – Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk.

21 Ottobre/18 Novembre 1994 – Tammiku, Estonia: fonte compromessa

1995 – Svezia: infiltrazione d’acqua radioattiva e spegnimento della stazione di Ringhalls

1995 – Francia: incidente radiografico

1995 - Francia: fonte compromessa

1995 – Tyler, Texas, USA: incidente radioterapico

1995 – Bulgaria: spegnimento accidentale automatico della centrale di Kozloduy

1995 - Gran Bretagna: spegnimento di un reattore per infiltrazione di liquido refrigerante a Hartlepool

1995 - Germania. L’Alta Corte tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.

Settembre 1995 - Kola (Mare di Barents). L’energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento. Incidente solo sfiorato, grazie all’intervento del comandante della base.

Novembre 1995 – Chernobyl (Ucraina) (scala Ines 3). Un’avaria al sistema di raffreddamento del reattore n.1 di Chernobyl causa un incidente nel quale la radioattività si disperde e contamina gli operai impegnati nella manutenzione.

8 Dicembre 1995 – Monju (Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di raffreddamento. L’impianto è costituito da un reattore autofertilizzante a neutroni veloci FBR.

1996 – Germania. Un programma della TV tedesca, Monitor, svela che la Siemens ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel.

1996 – Lituania: infiltrazione d’olio causa lo spegnimento della centrale di Ignalina

1996 - Slovacchia: ingegnere accusato di contrabbando d’uranio radioattivo con la Germania

1996 – Belgio: esplosione nella stazione nucleare di Tihange

27 gennaio 1996 – Mururoa (Oceano Pacifico – Francia). Test nucleare: ultimo test francese a Mururoa. Dal 1966 al 1996, la Francia ha realizzato nei suoi territori polinesiani 193 esperimenti nucleari, di cui 46 atmosferici e 147 sotterranei.

Febbraio 1996 – Dimitrovgrad (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente soprattutto radionuclidi di manganese.

Giugno1996/9 Ottobre 1997 - Lilo Training Center, Tbilisi, Georgia: fonte compromessa

24 Luglio 1996 - Gilan, Iran: fonte industriale radiografica compromessa

22 Agosto/27 Settembre 1996 – San Jose, Costa Rica: incidente radioterapico

1997 - Belgio: guasto al sistema di controllo della stazione di Doel

1997 – Georgia: fonte compromessa. L’incidente avviene presso il centro di addestramento militare di Lilo  in seguito all’esposizione di reclute a sorgenti radioattive lasciate nei depositi dai precedenti utilizzatori sovietici e di cui era ignota l’esistenza

1997 – Francia: un treno con 180t di scorie radioattive deraglia nei pressi di Apach

1997 – Germania. 20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di scorie nucleari.

1997 – Germania: un treno carico di liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel

Marzo 1997 – Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore nucleare nell’impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.

Giugno 1997 – Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali radioattivi sull’orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile dell’esperimento.

Luglio 1997 – La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell’acqua scaricata nella Manica dall’impianto di trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di controllo si dimette.

Settembre 1997 – Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.

1998USA e Russia mantengono 7000 testate nucleari pronte ad essere lanciate in 15 minuti.

1998 - Houston, Texas, USA: incidente da irradiazione

1 Maggio 1998 – Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio di rottami ferrosi provenienti dall’Europa dell’Est.

11-13 Maggio 1998 - L’ India conduce 3 test nucleari sotterranei nel poligono di Kophkran – Rajastan. La prima esplosione ha utilizzato circa 12 Kilotoni, e la seconda 43 Kilotoni. La terza esplosione avrebbe utilizzato solo 1 Kilotone. I tre test sono stati condotti a differenti profondità in un raggio di 1 Km. Il secondo test ha prodotto una vibrazione che e’ stata registrata come un evento sismico di 4.7 gradi della scala Richter.

28-30 Maggio 1998 – Pakistan: vengono condotti 6 test atomici. Secondo le dichiarazioni pakistane i primi tre test hanno utilizzato bombe di potenza inferiore ad 1 Kilotone. Gli altri tre test hanno utilizzato potenze tra 12 e 25 Kilotoni. E’ stato aperto una dibattito internazionale sulla possibile correlazioni dei test in un’area ad alto rischio sismico e il catastrofico sisma che ha colpito l’Afghanistan settentrionale proprio pochi minuti prima dell’esplosione del secondo gruppo di test.

10 Dicembre 1998/8 Gennaio 1999 - Istanbul, Turchia: fonte compromessa radiografica

1999 – Houston, Texas, USA: incidente radioterapico

1999 – Kingisepp, Russia: fonte compromessa

8 Gennaio 1999 – Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo.

20 Febbraio 1999 – Yanango, Peru: fonte compromessa

11 Marzo 1999 -Francia, centrale del Tricastin: un contaminato.

24 Marzo 1999 – Kosovo: scoppia la guerra. Nel suo corso la NATO dichiara di aver sparato circa 31.000 proiettili all’uranio impoverito per un totale di circa 10 tonnellate di DU sparse in Kosovo. Centinaia di bombe a uranio impoverito vengono sganciate nel mare Adriatico da aerei americani
Giugno 1999 -  Ishikawa Prefecture (Shika Nuclear Power Plant), Giappone: malfunzionamento delle barre di controlo

16 Giugno 1999 -Russia, centrale di Seversk: 2 contaminati per fuga radioattiva.

23 Giugno 1999 -Ucraina, centrale di Rivno: principio incendio.

4 Luglio 1999 -Ucraina, centrale di Zaporozhie (Ucraina): bloccato un reattore per precauzione.

12 Luglio 1999 – Giappone, centrale Tsuruga: bloccato reattore per una perdita acqua.

17 Luglio 1999 -  Ucraina, centrale di Chernobyl: 3 operai contaminati.

13 Settembre 1999 – Grozny, Russia: tentato furto di fonti

30 Settembre 1999 - Tokaimura (Giappone) (scala Ines 4). Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attiva una reazione a catena incontrollata. Viene accertato che si tratta di un errore umano: due operai hanno trattato materiali radioattivi in contenitori non idonei. Tre persone muoiono all’istante, mentre altre 439, di cui 119 in modo grave, vengono esposte alle radiazioni. Vengono ricoverati in 600 ed evacuati 320.000 abitanti della zona. La mattina di giovedì le autorità rivelano che, a causa di una fuoriuscita d’uranio, si è innescata una fissione incontrollata nel nocciolo del reattore.

  • Alle 10:30 scatta l’allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo molto grave.
  • Alle 12:41 la polizia crea un “cordone” intorno alla centrale, si capisce che l’incidente sta diventando più grave del previsto.
  • Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate.
  • Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo comprende a questo punto la gravità dell’incidente; oltre 300.000 persone invitate a stare in casa.
  • Alle 24:00 la radioattività attorno e dentro all’impianto raggiunge livelli tra le 10 e le 20.000 volte superiori alla norma.
  • Alle 2:30 del giorno seguente 18 operai tecnici nell’impianto accettano una missione da veri “kamikaze”, devono entrare nell’impianto per fermare la reazione a catena, ben consapevoli che, terminata la missione, non sarebbero più stati gli stessi.
  • Alle 6:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero.

Dopo si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti trasportando, all’interno dell’edificio dove si tratta l’uranio usato come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela di uranio- acido nitrico(che venivano miscelati a mano, con un rudimentale imbuto, di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente caduti a terra e, essendosi miscelati, hanno innescato la reazione. I tecnici che hanno fermato la reazione sono all’ospedale in gravissime condizioni.

2 Ottobre 1999 – Ucraina, centrale di Khmelitskaya: blocco del reattore per malfunzionamento.

4 Ottobre 1999 - Wolsong (Corea del Sud). Una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione della Centrale di Wolsong causa l’esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l’impianto.

5 Ottobre 1999 – Centrale di Loviisa (Finlandia). Viene segnalata una perdita di idrogeno nell’impianto di Loviisa, sulla costa Finlandese. Secondo i tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite. La situazione, secondo gli addetti, è rimasta comunque sotto controllo.

8 Ottobre 1999 – Rokkasho (Giappone). Una piccola quantità di materiale radioattivo fuoriesce da un deposito di scorie a Rokkasho, nella prefettura giapponese di Aomori. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.

20 Ottobre 1999 – Superphenix (Francia). Un incidente tecnico ritarda lo smantellamento del reattore a neutroni rapidi Superphenix di Creys-Malville (Isere), nel Sud-Ovest della Francia. Nell’operazione di scarico del reattore, un inconveniente tecnico a una puleggia per l’estrazione delle cartucce di combustibile arresta la fase di scarico del materiale radioattivo.

27 Ottobre 1999 – USA.  “I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un “radioisotopo” (lo stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto”. Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all’università di Pittsburgh ha esordito nell’ultima conferenza stampa del progetto no-profit di “radioprotezione e salute pubblica”. Lo sconcertante risultato è stato ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà degli anni ’50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo zero. “Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti”, ha detto Sternglass, che ha aggiunto: “II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari”. I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni ’80.

18 Novembre 1999 – Torness (Scozia). Un Tornado della Raf in esercitazione precipita in mare di fronte alla centrale nucleare di Torness in Scozia a meno di ottocento metri dall’impianto. Un grave incidente è sfiorato per un soffio.

13 Dicembre 1999 - Zaporozhe (Ucraina). Il primo dei sei reattori nucleari della centrale ucraina di Zaporozhe viene fermato per il malfunzionamento dei uno dei segnalatori di eccessiva pressione.

2000 – Romania. Nove operai vengonoesposti ad alti livelli di radioattività di Cobalto 60 durante lo smantellamento di un impianto di fusione. La notizia è stata mantenuta segreta per sei mesi

2000 – Saluggia (Vercelli), Italia. La piena della Dora Baltea arriva fino a lambire il deposito Eurex, ovvero 200 metri cubi di scorie provenienti da laboratori di ricerca. Disse il Nobel Carlo Rubbia:”Sfiorata la catastrofe planetaria”.

5 Gennaio 2000 – Blayais (Francia) (scala Ines 2). Una tempesta provoca un incidente alla centrale di Blayais, nella Gironda, dove due dei quattro reattori vengono fermati. L’acqua invade alcuni locali della centrale: danneggiati pompe e circuiti importanti.

24 Gennaio/20 Febbraio 2000 – Samut Prakarn, Tailandia: fonte compromessa radiografica

27 Gennaio 2000 – Giappone. Un incidente ad una installazione per il riprocessamento dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 2 km.. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.

15 Febbraio 2000 – Indian Point (USA). Una piccola quantità di vapore radioattivo fuoriesce dal reattore Indian Point 2 vicino alla cittadina di Buchanan sul fiume Hudson, località a circa 70 chilometri da New York. La perdita di gas radioattivo costringe la società che gestisce l’impianto a chiudere la centrale e a dichiarare lo stato di allerta. La perdita è di circa mezzo metro cubo di vapori radioattivi.

12 Maggio 2000 – Sicilia, Italia. Il sottomarino inglese a propulsione nucleare “Tireless” subisce un’avaria al largo della Sicilia, ma prosegue il suo viaggio fino alla base di Gibilterra dove rimane bloccato. Dopo il segreto iniziale che ha accompagnato il Tireless nel suo viaggio, si è venuti a sapere che:
- il sottomarino aveva rilasciato dell’acqua dal circuito di raffreddamento (e quindi radioattiva) in mare aperto;
- la crepa nel circuito di raffreddamento non era di 2 mm., ma di vari centimetri;
- la posizione della crepa non riguardava solo la tubatura secondaria che porta al pressurizzatore, ma
coinvolgeva anche la tubatura principale del circuito di raffreddamento;
- il difetto non era occasionale, ma strutturale, e quindi riguardava tutti i reattori montati a bordo di due classi
di sottomarini inglesi (Trafalgar e Swiftsure).

5 Giugno/3 Luglio – 2000 - Mit Halfa, Egitto: fonte compromessa radiografica

Agosto 2000/24 Mar 2001 – Panama City, Panama: incidente radioterapico

12 Agosto 2000 – Russia. Il sottomarino nucleare russo Kursk con 118 uomini a bordo s’inabissa nel mare di Barents. Tra le ipotesi delle cause, anche una collisione con un’altra unità

5 Settembre 2000 – Francia. Il sottomarino nucleare francese Saphir rimane bloccato nel porto di Tolone in conseguenza di una fuga radioattiva che indica un’avaria al reattore

21 Ottobre 2000 – In seguito all’incidente al “Tireless” (12 Maggio 2000) la Marina britannica ordina il ritiro dei suoi sottomarini di attacco a propulsione nucleare per revisionarli e riparare il difetto alle condutture dei reattori. Il giornale “The Guardian” (28/10/2000) denuncia la gravità dell’incidente e il fatto che non si sia andati molto lontani dall’innescare  la fusione del nocciolo.

~2001 – Samara, Russia: fonte compromessa radiografica

2001 – Germania: esplode una parte dell’impianto di Brunsbuettel

10 Febbraio 2001 – Il sottomarino nucleare statunitense “Greeneville” durante l’emersione travolge una nave scuola giapponese, uccidendo 9 persone.

27 Febbraio 2001 - Bialystok Oncology Center, Polonia: incidente radioterapico

22 Giugno 2001 – Puglia, Italia. un peschereccio pugliese ‘pesca’ un sottomarino nucleare statunitense, a spasso nelle acque territoriali italian

Estate 2001 - Kandalaksha, Russia: fonte compromessa

Dicembre 2001/Febbraio 2002 - Liya, Georgia: fonte compromessa radiografica

9 Febbraio 2002 – Onagawa, Giappone. Due lavoratori sono esposti a piccole dosi di radiazioni e ad ustioni di minimo grado durante un incendio verificatosi all’esterno di un edificio della centrale nucleare di Onagawa, nella prefettura di Miyagi. Il fuoco si è sviluppato alla base del reattore n.3 durante un’ispezione di routine, quando accidentalmente uno spruzzo di materiale infiammabile ha incendiato un foglio di plastica.

15 Novembre 2002 – La Maddalena, Italia. Il sommergibile nucleare Oklahoma della Seconda Flotta, di stanza nell’Atlantico, entra in collisione con una motonave e ripara a La Maddalena.

10 Aprile 2003 – Paks (Ungheria) (scala Ines 3). L’unità numero 2 del sito nucleare di Paks (l’unico in Ungheria, costituito da quattro reattori, a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di un’esplosione nucleare, limitata, ma incontrollata e con gravi conseguenze per l’area intorno a Paks.

12 Agosto 2003 – La Maddalena, Italia. varie foto documentano un sommergibile Usa in evidente difficoltà nelle acque de La Maddalena

17 Ottobre 2003 – Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena. La popolazione, allarmata dal rumore e dalla forte scossa, come di terremoto, si preoccupa e il pensiero corre subito alla base americana. “Macchè – dichiarano i militari italiani – tutto a posto, è stato semplicemente un piccolo terremoto in Corsica”. Ma dalla Francia fanno sapere che “niente affatto, qua non c’è stato nessun terremoto. Né piccolo, né grande”. E dopo venti giorni, a novembre, un giornale americano riporta la notizia di quello che è successo: il sottomarino dell’Uss Navy si è schiantato e ha riportato gravi danni allo scafo e all’elica. L’Hartford si è trovato in seria difficoltà. Tanto è vero che l’ammiraglio americano responsabile della flotta Usa è stato defenestrato dal Pentagono. .

13 Novembre 2003 – Kola Harbor, Russia: fonte compromessa

25 Novembre 2003 – Rio de Janeiro, Brasile. L’ Eletronuclear comunica  un incendio ad un trasformatore di alta tensione nella centrale nucleare di Angra dos Reis (a sud di Rio de Janeiro, in Brasile) dove sono presenti i (2) due reattori gemelli: Angra I e Angra II. Sono esclusi danni all’ambiente e al personale addetto.

2004 – Svizzera. Arrestati tre ingegneri per traffico nucleare con il Pakistan

2004 – Vicenza. Evento di fusione accidentale di una sorgente di Cesio 137 presso le Acciaierie AFV Beltrame di Vicenza. L’evento viene rilevato da un segnale d’allarme del sistema di monitoraggio posto all’uscita dell’impianto (transito di un camion contenente polveri residue del processo di fusione).

Gennaio 2004 – La Maddalena, Italia. La CRIIRAD francese rileva in campioni di alghe prelevate nel mare dell’arcipelago de La Maddalena, tracce di Torio234 in quantità anomala. Il governo Usa e quello italiano non si scompongono: “Il plutonio trovato deriva dagli esperimenti nucleari fatti negli anni ’50 e ’60 in tutto il mondo. La sostanza è presente a La Maddalena, perché è presente in tutto il mondo”.

23 Febbraio 2004 – Murmansk, Russia. L’incrociatore lanciamissili russo “Pietro il Grande”, a propulsione nucleare, viene fatto rientrare nel porto di Murmansk con l’obbligo di restare all’ancora perché “potrebbe esplodere in qualsiasi momento”. A dare la notizia è  il comandante in capo della Marina Militare russa, l’ammiraglio Vladimir Kuroyedov, il quale spiega che la nave, il più grande incrociatore nucleare del mondo, si trova in condizioni “molto precarie” e in un “tale stato di usura” da rappresentare un gravissimo pericolo.

9 Agosto 2004 - Mihama (Giappone). Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una falla provoca la fuoriuscita di vapore ad alta pressione che raggiunge i 270 gradi e causa la morte di quattro operai. Altri sette lavoratori vengono ricoverati in fin di vita. E’ l’incidente più tragico nella storia nucleare del Giappone. La centrale viene chiusa.

9 Agosto 2004 – Shimane (Giappone). Scoppia un incendio nel settore di smaltimento delle scorie in una centrale nella prefettura di Shimane.

9 Agosto 2004 - Ekushima-Daini (Giappone). L’impianto viene fermato per una perdita d’acqua dal generatore.

10 Agosto 2004 – Caprera, Italia. Sottomarino nucleare s’incaglia a Caprera. Sfiorato l’incidente nucleare.
I fatti tenuti segreti per circa due settimane.

Febbraio 2005 -  Keith Goulding della Rothamsted Research a un convegno della British Association for the Advancement of Science presenta un suo studio che rileva che il plutonio proveniente dai test del Nevada del 1952-53 ha contaminato anche l’Europa nord-occidentale. Per giungere fino alla Gran Bretagna, e quasi certamente anche tutto il resto dell’Europa, il materiale radioattivo ha impiegato pochissimi giorni.

19 Aprile 2005 - Sellafield (Gran Bretagna). Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83.000 litri di liquido radioattivo, in 10 mesi, a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici.

Giugno 2005 - Sellafield, Gran Bretagna. La fuga di un’enorme quantità di combustibile radioattivo  porta alla chiusura temporanea della centrale nucleare di Sellafield (nord-ovest Inghilterra). Secondo il Guardian la perdita, che ammonta ad oltre 20 tonnellate di combustibile all’uranio altamente arricchito e plutonio, sciolto in acido citrico, sarebbe avvenuta per colpa della rottura di una tubatura. Il liquido radioattivo è quindi confluito in una cella di acciaio inossidabile, ora inaccessibile a causa delle radiazioni.

Settembre/Ottobre 2005 – Dounreay, Gran Bretagna. In settembre l’impianto di cementificazione viene chiuso a seguito del riversamento interno di 266 litri di residui radioattivi derivanti dall’attività di riprocessamento.
In ottobre, un altro laboratorio dell’impianto viene chiuso dopo che test di contaminazione eseguiti su 8 lavoratori sono risultati positivi per tracce di radioattività.

Novembre 2005 – Braidwood, Exelon’s Braidwood station, Illinois, US: fuoriuscita di materiale nucleare

Novembre 2005 – Italia. Il CNR rileva tracce di trisio e Cs 137 sul Monte Rosa. Le tracce risalgono ai test nucleari effettuati nel ’63 in Algeria e all’incidente nucleare di Chernobyl, e poi arrivate sul Monte Rosa, trasportate per migliaia di chilometri dalle correnti atmosferiche.

3 Novembre 2005 -La Connecticut Yankee Atomic Power Company  segnala che una certa quantità di acqua contaminata (al di sotto comunque dei limiti di potabilità) da Cesio 137, Cobalto 60, Stronzio 90 e Tritio è fuoriuscita da una piscina di stoccaggio del combustibile esausto.

25 Novembre 2005 – Rio de Janeiro, Brasile. Un incendio nella centrale atomica di Angra dos Reis, sulla costa a sud di Rio de Janeiro, blocca la centrale Angra I e quella contigua, Angra II.Ne dà notizia, con un comunicato, l’E.N. – Eletronuclear, l’azienda atomica pubblica Brasiliana.

19 Dicembre 2005 – Sosnovyi Bor, Russia. Una terribile esplosione vicino alla centrale nucleare di San Pietroburgo ha fatto temere il ripetersi del disastro di Chernobyl. La deflagrazione è avvenuta all’interno dell’altoforno di un impianto di fusione e raffinazione dei metalli “Ekomet-S” a Sosnovyi Bor, alle porte della seconda città della Russia. La fuoriuscita di metallo fuso ha investito tre (3) operai: uno di essi è morto per le ustioni e gli altri sono ricoverati in gravi condizioni. L’impianto si trova appena fuori dal perimetro della centrale nucleare di San Pietroburgo, costruita nel 1973 e identica a quella di Chernobyl. La Ekomet-S, che lavora i rifiuti e il materiale di scarto prodotti dalla centrale, ha sospeso le attività per due  settimane in attesa dei risultati di un’indagine avviata dalla Procura di San Pietroburgo.

5 Gennaio/1 Febbraio 2006 - Glasgow, Scozia: sovraesposizione a terapia radioattiva

6 Marzo 2006 – Erwin, Tennessee, USA: fuoriuscita di materiale nucleare

23 Marzo 2006 – Ohi, Giappone. Alle ore 18.40 locali divampano fiamme, per cause ancora da accertare, in un deposito destinato al trattamento delle scorie dell’impianto nucleare di Ohi, nel distretto di Fukui.
I reattori 3 e 4, situati nelle vicinanze del deposito in fiamme, non subiscono danni. Due operai vengono ricoverati per aver inalato fumi, ma si esclude l’esposizione a radiazioni.

Aprile 2006 – Rokkasho, Giappone. Circa 40 litri di acqua contaminati da plutonio e uranio sono fuoriusciti da un condotto interno nell’impianto di riprocessamento del combustibile nucleare a Rokkasho, nel nord del Giappone, durante manovre telecomandate condotte da un addetto della centrale.

Maggio 2006 – Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.

Maggio 2006 – Laboratori Enea di Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.

Giugno 2006 - Australia. Rottura di una tubazione all’interno del reattore di Lucas Heights

20 Luglio 2006 – Giappone. Nella centrale nucleare di Hamaoka una medusa ostruisce uno dei filtri del sistema di raffreddamento dei reattori.

26 Luglio 2006 – Oskarshamn (Svezia) (scala Ines 2). Corto circuito nell’impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.

Agosto 2006 – Svezia: in seguto all’incidente nel reattore di Forsmark, 4 delle dieci centrali svedesi vengono fermate: il sistema di backup non consente di prevenire la catastrofica fusione del nocciolo, qualora venisse improvvisamente interrotta l’alimentazione del reattore.

Settembre 2006 -Kjeller, Norvegia.  In Norvegia un reattore nucleare di ricerca si blocca dopo una segnalazione d’allarme a causa di livelli elevati di radioattività riscontrati nel circuito primario

7 Settembre 2006 – Un incendio scoppia a bordo di un sottomarino russo a propulsione nucleare. Lo annuncia la Marina russa, secondo cui nel rogo due marinai hanno perso la vita ma, sempre secondo le fonti militari, non ci sarebbero state fughe radioattive. L’incidente è avvenuto nella tarda serata di mercoledì. Ora il sottomarino è stato rimorchiato senza difficoltà fino alla base navale di Vedyayevo.

Ottobre 2006 – Roma, laboratori nucleari della Casaccia. Dichiarata fuga di Plutonio alla Sogin, avvenuta in primavera durante una bonifica allo stabilimento all’interno dell’Enea di Roma.

Ottobre 2006 – Glen Rose, Texas, USA. Interrotto il reattore nucleare Comanche Peak 2, dopo che é stato rilevato un problema al sistema che fornisce acqua alle turbine a vapore.

Ottobre 2006 – San Pietroburgo, Russia. Cortocircuito, a causa di un temporale, mette in moto sistema automatico di emergenza interrompendo l’unità n. 2

Ottobre 2006 – Temelin, Repubblica Ceca. Uno dei due reattori della centrale si spegne automaticamente dopo che il sistema di sicurezza ha rilevato tracce di umidità all’interno del generatore elettrico.

7 Ottobre 2006 - Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa ad una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica.

16 Ottobre 2006 – La società British Energy comunica ufficialmente l’esito delle ispezioni ad alcuni reattori nucleari: sono state rilevate preoccupanti crepe e lesioni alle tubature in almeno 3 impianti (centrale di Hinkley, centrale di Hunteston, centrale di Hartlepool)

30 Ottobre 2006 – Arkansas (USA). Incendio alla Centrale Nucleare di Arkansas Nuclear One, a ovest di Russellville

Novembre 2006 – Temelin, Repubblica Ceca. La riattivazione del reattore, bloccato nel settembre scorso per una manutenzione programmata e per cambiare le barre di combustibile, viene rimandata per difficoltà di passaggio dell’acqua in alcune strutture di contenimento del combustibile

Novembre 2006 – Ringhals, Svezia. Un incendio costringe al fermo uno dei reattori della centrale nucleare di Ringhals. Il fuoco ha causato l’arresto automatico del reattore.

Novembre 2006 – Three Mile Island, USA. Un difetto alla strumentazione innesca il sistema di arresto automatico

Novembre 2006 – West Milton, USA. I due reattori nucleari della base di addestramento della marina nello stato di New York vengono temporaneamente spenti per effettuare delle riparazioni dovute alla sostituzione di alcune valvole dei reattori rivelatesi difettose

Novembre 2006 – Buchanan, USA. Uno dei reattori della centrale nucleare di Indian Point si blocca automaticamente a causa di un problema ad uno dei gruppi di alimentazione a bassa tensione

1 Novembre 2006 – Roma, laboratori nucleari della Casaccia. Una esplosione distrugge le porte del magazzino 9 contenente plutonio.

1 Novembre 2006 – Ucraina. Spento, per malfunzionamento di un condotto ausiliario di raffreddamento del secondo reattore, la centrale della regione di Mykolayvsky

6 Novembre 2006 – Koeberg, Sud Africa. Arresto automatico di uno di due reattori alla centrale nucleare per problemi relativi al sistema di controllo della turbina del reattore.

21 Novembre 2006 – Tennesee, USA. Alle ore 9,00 del mattino  le scuole della Contea di Meigs sono state chiuse per “precauzione” dopo che la TVA (Tennesee Valley Authority) ha comunicato che un “evento insolito” è accaduto presso la centrale nucleare di Watts Bar

23 Novembre 2006 – Gran bretagna: omicidio usando una fonte radioattiva (caso Litvinenko)

Dicembre 2006 – Onawaga, Giappone. Il reattore n. 2 della centrale nucleare di Onawaga viene fermato a causa di una perdita di acqua refrigerante da una tubatura.

Dicembre 2006 - Sapporo, Giappone. Incendio nell’ impianto nucleare di Tomari

FINE 2006 – Dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine del 2006, le esplosioni nucleari nel mondosono state 2.007

2007 – La Corea del Nord effettua test nucleari (fasulli secondo molti esperti)

Gennaio 2007 – San Onofre, California, USA. Perdita  in una sezione della tubatura di connessione con una delle pompe della centrale nucleare di San Onofre

Gennaio 2007 – Fukui, Giappone. Quattro operai della centrale nucleare di Takanama sono  colpiti da un getto di acqua radioattiva.

29 Gennaio 2007 – Oak Ridge, Tennessee (USA)- Fonti ufficiali confermano un incendio di modeste dimensioni sviluppatosi presso l’impianto per la produzione di armamenti nucleari Y-12 di Oak Ridge.

30 Gennaio 2007 – Saratov, Russia. La centrale nucleare è stata spenta a causa di un non meglio specificato problema di sicurezza.

Febbraio 2007 – Ringhals, Svezia: perdita nel sistema di raffreddamento primario

Febbraio 2007 – Yeonggwang, Corea del Sud. A causa di una disfunzione viene arrestata l’attività del reattore

Marzo 2007 - Temelin, Repubblica Ceca. Fuoriescono circa 1.000 litri di acqua radioattiva dalla centrale. Si tratta del secondo incidente di questo genere in una settimana.

7 Marzo 2007 – Kinshasa, Congo. Scompaiono dal centro nucleare di Kinshasa  oltre 100 barre di uranio oltre ad una non precisata quantità di uranio contenuta in casse di forma semiovale

21 Marzo 2007 – Mare Glaciale Artico. Due marinai inglesi muoiono e un terzo rimane ferito in un incidente a un sommergibile nucleare, in missione nel Mar Glaciale Artico. Il reattore atomico, secondo quanto riferisce il ministero della Difesa, non è danneggiato e il sommergibile è tornato in superficie senza particolari danni. A quanto pare l’incidente ha riguardato il sistema di depurazione dell’aria. I danni riportati dalla sezione sono «superficiali» secondo quanto riferisce il ministero della Difesa inglese.

9 Aprile 2007 - Dampierre, Francia: fermato il reattore 3 in seguito a un calo di tensione.

Aprile 2007In Italia ci sono 90 bombe atomiche, 480 in Europa. Per una potenza complessiva pari a 900 volte la bomba di Hiroshima. Nel mondo le bombe atomiche sono più di 30.000.

28 Giugno 2007 – Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania, vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l’attività dell’impianto. Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell’Ambiente, l’impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.

Luglio 2007 – Giappone. Nel filtro di un tubo di scarico in uno dei sette reattori della centrale nucleare Kashiwazaki-Kariwa viene individuata la presenza di iodio radioattivo.

Luglio 2007 – Krümmel, Germania. Incendio a un trasformatore nella centrale nucleare con danneggiamento del reattore

Luglio 2007 – Sidney, Australia. Blocco dell’ impianto di Lucas Heights per affrontare i problemi sorti durante i suoi 11 mesi di attività, relativi a diverse piastre di combustibile allentate

10 Luglio 2007 – Germania. Il rapporto statistico dell’Ufficio Federale per la protezione dalle radiazioni segnala 1945 incidenti nelle centrali nucleari tedesche dal 1993 al 2006.

16 Luglio 2007 – Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti

6 Comments »

6 Responses to “lista incidenti nucleari nel mondo”

  1. Fabio on 02 nov 2009 at 16:00 #

    Salve, volevo solo sapere se il test russo di pochi giorni fà nel mare di Barents, era solo per testare il volo del missile o se c’è stata anche un esplosione nucleare. grazie cordiali saluti
    Fabio

  2. legambienteamelia on 07 nov 2009 at 10:39 #

    solitamente questi lanci sono dimostrativi, non comportano l’esplosione nucleare, anche per motivi economici. In effetti la Russia non deve dimostrare di avere la bomba atomica (compresa la H) ma di avere missili in grado di colpire gli USA. http://www.loccidentale.it/articolo/russia.+mosca+lancia+missile+sottomarino+nucleare+nel+mare+di+barentz.0080801

    Sono i “parvenus” del “club nucleare” (Corea del Nord, India, Pakistan ecc.) che hanno bisogno di dimostrare di avere armi atomiche

  3. Alterazioni di Dino » Disastro nucleare in Giappone on 16 mar 2011 at 16:07 #

    [...] salute al di fuori della zona di evacuazione, compresa in un raggio di 20 km dall’impianto. >> Elenco degli incidenti nucleari nel mondo >> Classificazione della gravità degli incidenti [...]

  4. paolo mazzanti on 18 set 2011 at 16:12 #

    Con molto piacere ho letto attentamente l’elenco degli incidenti nucleari nella storia. A quando l’aggiornamento, almeno fino all’incidente di Fukushima?

  5. Ma vuoi mettere il paragone, con le energie rinnovabili?! « Riserva Naturale on 19 set 2011 at 11:23 #

    [...] http://www.legambienteamelia.it/2008/06/lista-incidenti-nucleari-nel-mondo/ http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27 [...]

  6. Gli incidenti nucleari – 50 anni di silenzio e menzogne – 1° parte | Massacritica on 04 gen 2012 at 00:53 #

    [...] http://www.legambienteamelia.it/2008/06/lista-incidenti-nucleari-nel-mondo/ circolo Legambiente dell’amerino, lista degli incidenti [...]

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