una centrale nucleare a S. Liberato di Narni?

Il Circolo Legambiente dell’Amerino, da sempre schierato per lo sviluppo delle energie rinnovabili, che si trovano abbondantemente nel nostro territorio e non inquinano, ribadisce la sua assoluta contrarietà all’ipotesi di costruire una centrale nucleare a S. Liberato di Narni. La nostra opposizione non è aprioristica ma basata su dati scientifici ed economici incontrovertibili.

Chi dice che il nucleare è la soluzione per l’effetto serra mente! Considerando che gli impianti nucleari necessitano di enormi quantità di acciai speciali, zirconio e cemento che richiedono per essere prodotti carbone e petrolio, considerando estrazione dell’uranio, l’arricchimento e la produzione delle barre combustibili, lo stoccaggio e il riprocessamento, le emissioni di CO2 per KW prodotto sono paragonabili a quelle di una centrale a gas-

Il presunto basso costo del nucleare non considera il costo dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento delle centrali: secondo uno studio dell’Università di Cicago il costo totale dell’energia elettrica da nucleare è’ 47-71$ per Mwh contro 35-45 $ del gas naturale. Infatti negli Stati Uniti ed in Europa non si costruiscono più centrali nucleari dalla fine degli anni ’70, con l’unica eccezione di un impianto in costruzione in Finlandia grazie al cospicuo intervento dello stato.

Le centrali nucleari rappresentano un pericolo per le popolazioni vicine, anche in assenza di incidenti (che purtroppo succedono, ne sono stati segnalati 61, anche mortali, dopo Chernobyl), infatti emettono radiazioni nell’ambiente e rilasciano isotopi radiottivi che entrano nelle catene alimentari.

Un rapporto realizzato dal Registro tedesco del cancro nei bambini e pubblicato sul quotidiano Sueddeutsche Zeitung ( finanziato dall’Agenzia federale tedesca per la protezione contro le radiazioni), ha evidenziato che i bambini che vivono vicino alle centrali nucleari hanno una probabilità più che doppia di ammalarsi di leucemia rispetto a quelli che abitano più lontano da questi impianti, nonostante che gli esperti sostengano che nessuno dei 16 impianti nucleari tedeschi – che comunque verranno chiusi nell’arco di una quindicina d’anni- emette radiazioni dirette.
Nessun impianto atomico è stato finora smantellato e non si sa come proteggere materiali che resteranno altamente radioattivi per migliaia di anni.

Senza contare il pericolo di attentati terroristici (la centrale è un bersaglio privilegiato) e il pericolo di proliferazione nucleare da parte di terroristi o di paesi che potrebbero utilizzare il nucleare civile per produrre armi atomiche.

Inoltre l’uranio 235 al ritmo di consumo attuale sarà disponibile solo per 40-50 anni, ma potrebbe durare meno se aumentassero il numero di centrali, con un probabile aumento dei costi della materia prima che farebbe impennare il costo dell’energia prodotta.

In Italia abbiamo sole, vento e acqua che forniscono energia illimitata e rinnovabile

Perché spendere miliardi di euro per una tecnologia pericolosa e non conveniente dal punto di vista economico?

No Comments »

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply