Il Comune di Amelia costretto a bloccare il megapollaio!

Pressato dall’udienza del TAR del 23 Luglio che avrebbe sancito la sospensione dei lavori, il Comune di Amelia ha dovuto bloccare i lavori del megapollaio, senza però annullare l’autorizzazione data alla vigilia di natale. In pratica ammettono di non aver pubblicizzato la variante e la delibera in maniera corretta, ma sostengono che comunque l’autorizzazione è valida e deve solo essere regolarizzata. Forti di questa “coraggiosa” decisione, hanno cercato di esautorare il TAR sostenendo che ormai la licenza era sospesa.

L’intervento dei legali del Comitato e di Legambiente ha evidenziato che non è possibile che un atto nato da procedimenti illegali rimanga in vita ed in ogni caso il TAR deve riservarsi di sospendere i lavori se la sospensione decretata dal Comune viene meno. Il rinvio accordato su nostra richiesta ci permette di poter richiedere immediatamente la sospensione se il Comune prova a fare riiniziare i lavori. Siamo così sicuri che i lavori non riinizieranno fino alla sentenza definitiva.

Il giudice ha compreso che i timori espressi riguardo al possibile inquinamento della falda acquifera che alimenta l’acquedotto di Giove erano fondati ed ha di fatto bloccato la prosecuzione dei lavori per impedire un possibile disastro ambientale prima della sentenza definitiva.

Le preoccupazioni sul possibile inquinamento della falda acquifera che fornisce acqua potabile ai Comuni di Giove e Penna in Teverina avevano spinto il Comitato e il circolo Legambiente, insieme al Comune di Giove a richiedere una conferenza dei servizi per verificare la compatibilità dell’impianto con una zona così delicata e per stabilire i criteri anche urbanistici per la protezione della falda acquifera.

Nel ricorso, esposto dagli avvocati Segarelli e Contarini, sono state inoltre evidenziate le numerose irregolarità amministrative che avevano spinto il Comune di Giove e la Provincia  a chiedere al Comune di Amelia di sospendere i lavori in autotutela, in quanto era evidente l’illegalità della licenza edilizia rilasciata, richieste sempre respinte dal Comune.

Si respira un’aria di vittoria tra i cittadini di Giove, Penna in Teverina ed Amelia (oltre mille) che avevano firmato la petizione al Comune di Amelia perché non concedesse la licenza di costruzione.

La notizia è stata accolta con particolare sollievo dai cittadini di Giove che proprio in questi giorni sono infuriati con il SII per le continue interruzioni dell’erogazione dell’acqua, infatti   il considerevole prelievo necessario per gli usi connessi alla conduzione dell’allevamento di galline aggraverebbe considerevolmente  la penuria estiva di acqua potabile, trasformando l’emergenza idrica vissuta in questi giorni in una realtà quotidiana.

2 Comments »

2 Responses to “Il Comune di Amelia costretto a bloccare il megapollaio!”

  1. laura benigni on 10 ago 2008 at 06:59 #

    A Giove l’allarme è massimo: 40 giorni di acqua razionata con interruzioni imprevedibili durante il giorno e sempre di notte. Comunicazione assente o mendace da parte degli erogatori del servizio di distribuzione sono una buona scuola spontanea di educazione ambientale.
    I sopralluoghi ai fontanili pubblici fanno scoprire indebite appropriazioni dell’acqua dei fontanili storici, manutenzione incerta.
    L’amministrazione dialoga con i cittadini e con un nuovo comitato ad hoc e riceve contrastanti definizioni del problema dai diversi partners della società erogatrice.
    Cominciano a seccare piante pubbliche e private..

  2. giovanna on 06 set 2008 at 16:29 #

    Questi ‘megapollai’ come vengono chiamati nell’articolo sono delle ‘mega camere di tortura’ dove le povere galline vengono rinchiuse a vita, senza poter mai vedere la luce del sole, stipate a tal punto che non è possibile nemmeno intraverdere il pavimento, taleè l’affollamento. Ma secondo voi come possono essere i prodotti (polii e uova) di un tale ignobile metodo di allevamento? Lo sapete che i mangimi sono mischiati con antibiotici, che le galline assumono ininterrottamente in quanto altrimenti si ammalerebbero e morirebbero, tenute in simili condizioni? Nemmeno gli è concesso di risposare e di godere del buio durante la notte, infatti la luce artificiale viene tenuta sempre accesa, anche di notte, per stimolare il metabolismo di questi animali e portarlo all’estremo. Le galline sono stressate, iperattive e la pesenza della luce le induce ad abboffarsi di cibo (e che cibo!! gli scarti degli scarti, soia ogm, olio di palme, ecc…) così producono più uove e ingrassano, a seconda della loro destinazione (se galline ovaiole o ‘da carne’).
    Ciò che deriva da questo metodo di allevamento è veleno! COMPRATE SOLO UOVA BIOLOGICHE, OSSIA QUELLE CHE HANNO LO ZERO COME PRIMA CIFRA DEL CODICE CHE VEDETE IMPRESSO SU CIASCUN UOVO.
    Grazie

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply