per il clima contro il nucleare!
ott 20th 2008legambienteameliaarchivio & centrale nucleare & energie rinnovabili

TERNI 24 OTTOBRE
PALAZZO GAZZOLI SALA ROSSA ORE 16,00
Conversazione con
MASSIMO SCALIA
coordinata da
VANESSA PALLUCCHI
Presidente Nazionale Legambiente Scuola e Formazione
e STEFANO CIAFANI
Responsabile Scientifico Nazionale Legambiente
Il governo Berlusconi ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo.
Per promuovere questa decisione ha inaugurato da qualche mese una campagna di disinformazione sulle presunte opportunità che questa scelta garantirebbe al nostro Paese.
Col nucleare, secondo l’Esecutivo, l’Italia rispetterà l’accordo europeo 20-20-20 per la lotta ai cambiamenti climatici (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), ridurrà il costo dell’energia e le importazioni, grazie a delle non meglio identificate centrali di “nuova” generazione, descritte come sicure, pulite e tecnologicamente avanzate.
Legambiente lancia una grande mobilitazione nazionale, fatta di tante iniziative, da organizzare insieme ad una ampia alleanza di sigle associative, ambientaliste e non, con l’obiettivo di rispondere alle bugie del governo e dei nuclearisti, ristabilire la verità sulla dannosità del nucleare e la sua inutilità per il raggiungimento del 20-20-20, alimentare il dibattito a livello territoriale sui due scenari energetici alternativi futuri che devono comprendere (secondo il governo) o meno (secondo noi) la produzione di elettricità dall’atomo.
Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza, che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici, e rinuncerebbe alla costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania occupa ormai 250.000 lavoratori.
Con la nostra mobilitazione non ci limiteremo a spiegare i motivi della nostra opposizione all’atomo, ma rilanceremo la nostra idea di modello energetico, fondato su politiche di efficienza e sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione.
Col nucleare, secondo l’Esecutivo, l’Italia rispetterà l’accordo europeo 20-20-20 per la lotta ai cambiamenti climatici (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), ridurrà il costo dell’energia e le importazioni, grazie a delle non meglio identificate centrali di “nuova” generazione, descritte come sicure, pulite e tecnologicamente avanzate.
Legambiente lancia una grande mobilitazione nazionale, fatta di tante iniziative, da organizzare insieme ad una ampia alleanza di sigle associative, ambientaliste e non, con l’obiettivo di rispondere alle bugie del governo e dei nuclearisti, ristabilire la verità sulla dannosità del nucleare e la sua inutilità per il raggiungimento del 20-20-20, alimentare il dibattito a livello territoriale sui due scenari energetici alternativi futuri che devono comprendere (secondo il governo) o meno (secondo noi) la produzione di elettricità dall’atomo.
Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza, che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici, e rinuncerebbe alla costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania occupa ormai 250.000 lavoratori.
Con la nostra mobilitazione non ci limiteremo a spiegare i motivi della nostra opposizione all’atomo, ma rilanceremo la nostra idea di modello energetico, fondato su politiche di efficienza e sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione.
Senza il quale l’Italia resterebbe fuori da quel percorso di modernizzazione già intrapreso con successo da altri Paesi, come la Germania e la Spagna, che grazie ad una strategia energetica innovativa usciranno nei prossimi anni dall’era nucleare.
Perché solo con una seria politica nazionale e locale, che promuova l’innovazione e renda più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, si muovono le persone e le merci, consumiamo energia negli edifici e produciamo beni, l’Italia riuscirà a dare il suo vero contributo alla lotta ai cambiamenti climatici, rispettando la scadenza del 2020 dell’accordo comunitario 20-20-20.
I dossier su http://www.legambiente.eu/
Ti ricordi Cernobyl? (aprile 2006)
I problemi irrisolti del nucleare a vent’anni dal referendum (nov. 2007)
I più diffusi luoghi comuni sull’energia nucleare semplici da sfatare (aprile 2008)
Il nucleare non serve all’Italia (maggio 2008)
I costi nascosti del Nucleare (agosto 2008)
Ti ricordi Cernobyl? (aprile 2006)
I problemi irrisolti del nucleare a vent’anni dal referendum (nov. 2007)
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Il nucleare non serve all’Italia (maggio 2008)
I costi nascosti del Nucleare (agosto 2008)
Chi è Massimo Scalia
Massimo Scalia è, attualmente, docente del corso di Modelli di Evoluzione nelle Scienze Applicate per Matematica e del corso di Fisica Ambientale per Scienze Ambientali, all’Università La Sapienza di Roma.
E’ tra i padri dell’ambientalismo scientifico in Italia.
Insieme a Gianni Mattioli è stato alla guida di Lega per l’Ambiente, oggi Legambiente, del movimento antinucleare che portò all’abrogazione dell’uso dell’energia nucleare in Italia, è tra i fondatori del Movimento Ecologista, delle Liste Verdi, è stato tra i primi parlamentari eletti negli anni 80, poi capo gruppo e ancora primo presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Il suo nome è legato alle battaglie contro il nucleare e per le energie sostenibili.
Dopo l’esperienza nei Verdi è tra i dirigenti nazionali di Legambiente e membro autorevole del Comitato Scientifico di Legambiente.
Massimo Scalia è, attualmente, docente del corso di Modelli di Evoluzione nelle Scienze Applicate per Matematica e del corso di Fisica Ambientale per Scienze Ambientali, all’Università La Sapienza di Roma.
E’ tra i padri dell’ambientalismo scientifico in Italia.
Insieme a Gianni Mattioli è stato alla guida di Lega per l’Ambiente, oggi Legambiente, del movimento antinucleare che portò all’abrogazione dell’uso dell’energia nucleare in Italia, è tra i fondatori del Movimento Ecologista, delle Liste Verdi, è stato tra i primi parlamentari eletti negli anni 80, poi capo gruppo e ancora primo presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Il suo nome è legato alle battaglie contro il nucleare e per le energie sostenibili.
Dopo l’esperienza nei Verdi è tra i dirigenti nazionali di Legambiente e membro autorevole del Comitato Scientifico di Legambiente.
1 Comment »




laura benigni on 24 feb 2009 at 21:10 #
è nato un sito amico di chi la energia non la vuole sprecare, ma anzi non vuole buttar nulla se non è trasformabile, riciclabile, rigodibile:
http://www.rinnovabili.it
Mi pare che svolga una funzione importante attraverso una rassegna stampa quotidiana sul tema delle energie mai a perdere e mai a inquinare.
Vale la pena di seguirlo quotidianamente.
Nutrita redazione e comitato scientifico supercompetente