il consiglio comunale di Amelia approva la variante per il megapollaio

dopo una estenuante maratona di quasi sette ore, portata avanti con pervicacia da una minoranza (8 consiglieri del Pd + il sindaco) del consiglio comunale, è stata approvata la variante per far ripartire  i lavori di costruzione del megapollaio di Porchiano. La paura di dover pagare i danni all’imprenditore che aveva avuto la licenza ed aveva cominciato a costruire ed il ricatto nei confronti dei 5 consiglieri di maggioranza che erano contrari alla costruzione del pollificio hanno portato ad un risultato sconcertante: 9 favorevoli, 6 contrari (Laudi e 5 consiglieri di minoranza “per motivi politici”) 5 astenuti ( Guerrini, Rivero Soto, Arice, Dionisi, Renzi). Malgrado la contrarietà espressa a diversi livelli dai consiglieri, si è deciso di far proseguire  ad oltranza i lavori di costruzione, anche se il ricorso pendente al TAR potrebbe portare ad un annullamento della autorizzazione, aumentando l’ammontare del risarcimento che potrebbe richiedere l’imprenditore. Risarcimento che, a nostro parere, dovrebbe essere pagato da chi ha la responsabilità di aver firmato (per superficialità?) gli atti amministrativi pieni di errori che hanno permesso il rilascio della licenza.

Abbiamo ripreso buona parte del dibattito (non tutto, a causa dell’esaurimento delle pile della telecamera), e presto ne pubblicheremo una selezione.

Il dibattito è stato molto deludente: le nostre deduzioni non sono state lette, in compenso una task-force di tecnici “sopra le parti” (Pricano, che ha concesso la licenza in 15 giorni, il geologo pagato dal comune, il veterinario Benedetti-Valentini, capogruppo di AN alla provincia) hanno “reinterpretato” le nostre obiezioni, stravolgendole e sbeffeggiandole per dimostrare la tesi precostituita dell’inesistenza del rischio. Il capoguppo del Pd completava l’opera con domandine, evidentemente concordate, e condite da commenti sulla superficialità delle nostre tesi che però non sono state lette e quindi presumibilmente non sono conosciute dai consiglieri che le hanno votate. In particolare il veterinario di AN (lo stesso partito dell’imprenditore che vuole costruire l’impianto) ha affermato che i capannoni conterranno solo 24.000 galline (nel progetto sono previste 40.000 galline) da riproduzione (nel progetto si parla di galline ovaiole); si è un pò incartato da solo parlando del fatto che molte di queste galline moriranno (per lo stress) e saranno consegnate ad una non ben precisata società che non ha spiegato cosa ne farà. Il geologo ha poi affermato l’inesistenza del rischio ma a condizione di modifiche sostanziali del progetto simili a quelle da noi evidenziate (tutta la superficie dovrebbe essere impermeabilizzata, una struttura per il contenimento della pollina, un essiccatore) che non sono previste, per le quali non c’è lo spazio e presumibilmente neanche la cubatura. E comunque: come hanno fatto a concedere la licenza senza che fossero specificate le quantità di acqua consumata, la pollina prodotta e le modalità di smaltimento?

L’intervento del sindaco è stato incentrato sulla denuncia della nostra approssimazione ( e la loro? In tre anni nessuno si è accorto degli “errori” amministrativi!), dell’inconsistenza delle nostre tesi (che non ha nemmeno citato) ed ha difeso l’impianto perchè era previsto nel programma di “incentivare l’agricoltura” e gli imprenditori che hanno il coraggio di investire, devono essere agevolati ed aiutati a prendere i finanziamenti perché questo è lo sviluppo (3 posti di lavoro in cambio dello scempio del territorio!).

Anche se le nostre tesi hanno fatto breccia, la maggioranza contraria all’insediamento non ha avuto il coraggio (o la volontà) di votare in modo conseguente. A questo punto noi continueremo nell’azione legale per bloccare l’eventuale ripresa dei lavori, e chiediamo a tutti di vigilare, perchè cercheranno di fare una corsa contro il tempo, di concludere i lavori prima che riusciamo ad ottenere l’udienza per il blocco dei lavori. Chiediamo a tutti di segnalarci qualsiasi movimento di mezzi riconducibile alla ripresa dei lavori.

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