il Governo ha deciso di togliere la possibilità di detrarre il 55% sugli interventi di risparmio energetico (pannelli solari, caldaie a condensazione, coibentazione, infissi etc.), o almeno tale possibilità ci sarà solo dopo aver fatto una apposita domanda alla Agenzia delle Entrate, per LA QUALE SE L’AGENZIA NON RISPONDERA’ ENTRO 30 EQUIVARRA’ AL RIFIUTO DI TALE DOMANDA.
In pratica dunque chi effettuerà da oggi interventi di risparmio energetico non potrà più contare sulla certezza della detrazione del 55% (in tre anni), potrà invece utilizzare solo la detrazione del 36% in dieci anni.
LA COSA SCONCERTANTE E’ CHE VALE ANCHE PER COLORO CHE HANNO GIA’ EFFETTUATO LA SPESA NEL 2008 E CHE NON HANNO ANCORA AVUTO ACCESSO A TALI DETRAZIONI.
Questo è un colpo letale alle energie alternative con un taglio netto dei fondi con cui stavamo combattendo in maniera attiva l’inquinamento e la dipendenza energetica dall’estero, diminuendo i consumi del settore civile che rappresenta più del 40% del consumo di energia primaria del nostro Paese.
Tutto questo è collegato con la grande simpatia che l’attuale governo ha per le centrali nucleari, per i rigassificatori e le centrali a Turbogas. In questo modo il decreto “anticrisi” diventa il decreto “Per la crisi” per il settore del risparmio energetico.
Si possono stimare in 0,5 miliardi di euro le maggiori entrate derivanti dall’emersione del lavoro sommerso e dall’incremento dell’Iva, una cifra cioè dello stesso ordine di grandezza dei maggiori incentivi per l’efficienza energetica. Le mancate entrate legate al passaggio dalla detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie alla detrazione del 55% per gli interventi legati all’efficienza energetica sono infatti stimabili in 0,63 miliardi euro nel biennio 2007-8. Questi numeri evidenziano come, anche dal punto di vista strettamente economico, il provvedimento comporta un impatto minimo sulle casse dello Stato, oltre a garantire minori importazioni di combustibili e un taglio delle emissioni.
E tutto questo mentre oggi a Poznan si apre la 14a Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e si apre il mese decisivo per le scelte europee sul pacchetto 2020.
L’Italia si presenta a questi appuntamenti criticando gli impegni da assumere e contemporaneamente smantellando alcuni dei provvedimenti più innovativi di riduzione delle emissioni di CO2, con l’attacco alle detrazioni fiscali seguito a quello alla certificazione energetica degli edifici. Mentre Francia, Germania e Gran Bretagna, ad esempio, rafforzano il pacchetto anticrisi proprio con misure a favore dell’efficienza energetica nell’edilizia.
Comunque, considerati i vasti interessi toccati – cittadini, piccole imprese, industrie dell’efficienza -e vista l’assurdità di una manovra retroattiva speriamo vivamente che contro questo provvedimento si scatenerà una forte reazione.