Archive for gennaio, 2009

pace in Palestina: sottoscrizione per i bambini palestinesi


Riceviamo dalla Tavola della Pace e rigiriamo l’appello per una raccolta fondi per i bambini e le bambine di Gaza.

Tavola della Pace
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani
Diamo un futuro ai bambini di Gaza
Questa è una cosa concreta che puoi fare solo tu.
Non rinunciare a dare il tuo contributo.
Appello
I bambini e le bambine di Gaza sono più di 700mila.
Più della metà degli abitanti di quella misera striscia di terra.
L’età media degli abitanti della Striscia di Gaza è di 17 anni.
Non è dunque per caso che nell’attacco israeliano a Gaza siano morti 311 bambini e ne siano stati feriti 1.497 (13.1.09).
L’80% degli abitanti della Striscia di Gaza, prima dell’ultima guerra in corso, vivevano sotto la soglia della povertà.
Oggi tutti sono travolti da una immensa catastrofe umanitaria che è sotto gli occhi di tutti.
Solo le autorità israeliane continuano a negarla.
Imprigionati in uno dei lembi di terra più densamente popolati al mondo, i bambini di Gaza e le loro famiglie tentano di sfuggire alla morte senza alcuna protezione, senza elettricità, acqua, cibo, cure mediche.
Bisogna fare l’impossibile per fermare questa guerra, subito!
Senza ulteriori esitazioni.
Ma dobbiamo anche agire immediatamente per aiutare coloro che stanno lottando per sopravvivere.
Bisogna farlo ora e bisogna cominciare a pensare anche a quello che dovremo fare il giorno in cui taceranno le armi.
Per questo abbiamo deciso di avviare una campagna di solidarietà con i bambini palestinesi di Gaza.
L’obiettivo è raccogliere i fondi necessari per realizzare insieme quanto sarà possibile per alleviare immediatamente le loro sofferenze, per aiutarli a superare il trauma terribile che stanno vivendo e a ritornare a sognare un futuro migliore.
Di fronte agli orrori che stanno scorrendo sotto i nostri occhi, questa è una cosa concreta che puoi fare solo tu.
Puoi scegliere.
Ma non rinunciare a dare il tuo contributo.
Oggi.
Invia subito il tuo contributo sul C/C POSTALE N. 19583442 intestato all’Agenzia della Pace specificando “Bambini di Gaza” oppure con bonifico sul C/C BANCARIO N. 107073 della Banca Popolare Etica, Sede di Padova, ABI 05018 - CAB 12100 - CIN X - CODICE IBAN: IT90 X050 1812 1000 0000 0107 073.
Per ulteriori informazioni:
Tavola della Pace
via della viola 1 (06122) Perugia - Tel. 075… - fax 075/5739337
email mailto:mpace@krenet.it - http://www.perlapace.it/
Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
via della Viola 1 (06122) Perugia tel. 075/5722479 - fax 075/5721234
email info@entilocalipace.it - http://www.entilocalipace.it/

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Pace in Palestina!

NON SI PUO’ RIMANERE A GUARDARE
C’è un modo per evitare il massacro dicivili.
C’è un modo per salvare il popolo palestinese.
C’è un modo per garantire la sicurezza di Israele e del suo popolo.
C’è un modo per dare una possibilità alla pace in Medio Oriente.
C’è un modo per non arrendersi alla legge del più forte e affermare il diritto internazionale:
CESSATE IL FUOCO IN TUTTA L’AREA
RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE ISRAELIANE
FINE DELL’ASSEDIO DI GAZA
PROTEZIONE UMANITARIA INTERNAZIONALEFacciamo appello a chi ha responsabilità politiche e a chi sente il dovere civile perché sia rotto il silenzio e si agisca.

Le Nazioni Unite e l’Unione Europea escano dall’immobilismo e si attivino per imporre il pieno rispetto del diritto internazionale.

L’Italia democratica faccia la sua parte.

Le nostre organizzazioni si impegnano, insieme a chi lo vorrà, per raccogliere e dare voce alla coscienza civile del nostro paese.

ACLI, ARCI, LEGAMBIENTE, CGIL, AUSER, LIBERA, RETE LILLIPUT, Associazione ONG Italiane - Piattaforma Medio Oriente, Fondazione Angelo Frammartino, Beati i Costruttori di Pace, FIOM, CGIL Funzione Pubblica, Un ponte per…, AIAB, CIES, GRUPPO ABELE, CIPAX - Centro Interconfessionale per la pace, Donne in Nero, A Sud, FAIR, Fairtrade Italia, Forum Ambientalista, UCODEP, Terres des Hommes International, Armadilla Onlus, SDL Intercategoriale, Tavola Sarda per la pace, Famiglia di Angelo Frammartino, Luigi Ciotti, Flavio Lotti, Luciana Castellina, Giuliana Sgrena, Enzo Mazzi - Isolotto Firenze, Luisa Morgantini, Vittorio Agnoletto, Giovanni Berlinguer, Sergio Staino, tanti gruppi locali, docenti, amministratori locali, pacifisti e pacifiste, cittadini e cittadine (un primo elenco è consultabile anche su www.arci.it)

per firmare questo appello collegati a:

http://www.firmiamo.it/appellopergaza

LEGAMBIENTE UMBRIA Via della Viola, 1 - 06122 PERUGIA tel 075 5721021 075 5094686 fax 075 5722083 e.mail info@legambienteumbria.it web http://www.legambienteumbria.it/

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Le osservazioni di Legambiente al piano regionale dei rifiuti

La gestione dei rifiuti è una questione centrale per il governo, per la vivibilità e per l’immagine di un territorio, per la difesa della legalità, ma anche per la sopravvivenza o lo sviluppo di interi settori economici. E la cronaca degli ultimi anni, a volte drammatica, dimostra che tutti, non solo gli addetti ai lavori, abbiamo il dovere di discutere vecchie e nuove soluzioni.
(Azzerare i rifiuti, Guido Viale, Bollati Boringhieri, 2008)

QUALE FILOSOFIA PER UN BUON GOVERNO DEI RIFIUTI?

Così come consideriamo l’acqua un bene comune ed il suo accesso un diritto -allo stesso modo- specularmente, consideriamo i rifiuti un “mal comune” che è nostro dovere ridurre, gestire e smaltire attraverso una gestione integrata che tenga conto innanzi tutto e sopra tutto la salute delle persone e dell’ambiente che devono essere anteposti agli interessi economici dell’impresa di gestione dei rifiuti sia essa pubblica o privata.

Questo è un principio condiviso dal Nuovo Piano Regionale di gestione rifiuti e tale è apparso nel corso degli incontri di VAS e nel corso degli altri appuntamenti di partecipazione.

Ma quello che è condiviso in linea di principio è poi realmente praticato o almeno ci sono le premesse perché sia, ragionevolmente, possibile praticarlo in futuro?

Per fare un esempio concreto mettiamo a confronto le due diverse filosofie di gestione dei rifiuti che emergono dalle dichiarazioni dei rappresentanti del Comune di Berlino e della Azienda Pubblica dei Rifiuti berlinese, la BSR, (ben raccontata nella puntata di Report di Milena Gabanelli, dal titolo L’oro di Roma, di Paolo Mondani, andata in onda il 23-11-2008) e quella che emerge dalle opinioni - espresse ripetutamente anche all’interno degli appuntamenti VAS - e dagli atti gestionali dei nostri decisori politici e degli amministratori di quelle aziende che, sempre nella nostra regione, gestiscono i sevizi pubblici locali, tra cui i rifiuti, quasi tutte S.p.a. con netta prevalenza, però, di capitale pubblico.

La filosofia berlinese (a Berlino hanno cominciato 30 anni fa con la RD e oggi sono al 41%, le discariche hanno cominciato a chiuderle e agli inceneritori viene conferito solo quello che non si riesce a riciclare e Berlino è tra le grandi città tedesche quella con le imposte dei rifiuti più basse) è ben sintetizzata nelle parole di Sabine Thümler, Portavoce BSR Berlino:
«…perché come azienda pubblica non puntiamo ad avere alcun profitto ma solo a portare il bilancio a pareggio. Quindi il cittadino non è costretto a finanziare dei profitti. E non siamo meno efficienti del privato. L’efficienza a noi serve per abbassare il costo del servizio. »

Un’altra filosofia esprimono con le dichiarazioni e con gli atti i nostri decisori e gestori: una filosofia di gestione che tiene, se non prioritariamente, sicuramente in gran conto il fare utili come una qualsiasi s.p.a., facendone spesso motivo di orgoglio manageriale.

Naturalmente ci vuole anche una sana gestione economica ma questa deve comunque subordinare il profitto, agli interessi pubblici e questo deve essere ancora più vero quando si “fa impresa” coi soldi del contribuente; e lo si può fare senza perdere d’efficacia tecnica come l’esperienza berlinese sta lì a dimostrare.

E la riprova di questa filosofia della gestione dei rifiuti, teorizzata e praticata dai nostri amministratori e dalle nostre aziende, che antepone le ragioni dell’economia a quelle dell’ecologia è la continua richiesta, anche durante gli incontri di VAS, di ripristino generalizzato dei CIP6.

Nel momento in cui la Ministra dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico, dopo aver concesso una proroga ai Cip6 per gli inceneritori in tutte le aree minacciate dall’emergenza rifiuti, si preparano ad estendere la proroga a ogni tipo di impianto ci attendiamo un segnale positivo come inserire nel Nuovo Piano Regionale di gestione rifiuti una netta contrarietà al ripristino generalizzato dei CIP6 e magari non se ne prevedesse l’utilizzo per incentivare, in Umbria, l’incenerimento dei rifiuti.

PER UN BUON GOVERNO DEI RIFIUTI. “AFFRONTARE IL PROBLEMA PARTENDO DALLA TESTA”: LA GERARCHIA EUROPEA DELLE 4R

Il richiamo, in esergo, alla cronaca drammatica degli ultimi anni, è naturalmente alla Campania dove - osserva Guido Viale - per oltre quattordici anni ci si è ostinati ad “affrontare il problema dei rifiuti partendo dalla coda”, cioè progettando di costruire 1, 3, 10 o addirittura 24 inceneritori.

Il risultato di questo aver voluto “affrontare il problema dei rifiuti partendo dalla coda” in Campania è sotto gli occhi di tutti: nessuna politica di riduzione; poca raccolta differenziata (nonostante le nobili eccezioni degli attuali 118 “comuni ricicloni” con percentuali di Raccolta Differenziata oltre il 40% su un totale di 551) niente compostaggio; niente CDR.

Nella nostra regione, sull’onda lunga emotiva del caso Campania è sembrata prevalere la paura che quello che è successo in quella regione potesse ripetersi nella nostra ed è così che nei fatti tutto il dibattito attorno al Nuovo Piano (che inevitabilmente ne porta i segni) ha cominciato, sempre più, a ruotare attorno alla questione dell’incenerimento, con molti amministratori e la totalità delle aziende di gestione dei rifiuti a reclamare il ripristino dello “scandaloso” CIP6.

Di fatto, pur ribadendo l’accettazione della gerarchia delle 4R europee (Riduzione dei rifiuti alla fonte, Riuso, Riciclo e solo alla fine, Recupero di energia) si rischia di ricadere nell’errore campano del voler “affrontare il problema dei rifiuti partendo dalla coda” subordinando tutto il piano alla soluzione incenerimento che, a tutti, appare sempre di più come già decisa in partenza e sempre più “blindata”. Continue Reading »

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