A proposito di biogas

Da qualche mese ad Amelia si parla di uso delle biomasse e di impianti a biogas perchè diversi imprenditori, anche grazie ai finanziamenti statali, chiedono di installare impianti per la produzione di elettricità.

Noi, come associazione ambientalista non siamo pregiudizialmente contrari all’utilizzo delle biomasse per la produzione di elettricità, in quanto si tratta di energia rinnovabile e non inquinante, perché le quantità di anidride carbonica emessa sono le stesse che le piante hanno assorbito nella crescita e che riassorbiranno nel successivo ciclo di raccolto. Ovviamente deve trattarsi di impianti di piccola potenza (fino ad un megawatt), alimentati con prodotti agricoli (meglio se scarti) prodotti nel raggio di pochi Km.

Questo non vuol dire che siamo comunque d’accordo a qualsiasi tipo di impianto che venga prodotto. Infatti la progettazione corretta è indispensabile per non produrre problemi quali puzze, eccessivo impatto paesaggistico e una gestione scorretta del consumo di acqua e della fertiirrigazione. Inoltre riteniamo che non sia possibile un numero eccessivo di impianti concentrati nel nostro territorio perchè a quel punto i prodotti utilizzati non sarebbero più prodotti in loco, ma importati da lontano, con le emissioni conseguenti da parte dei camion e l’impatto del traffico dei mezzi pesanti sulle nostre strade. Inoltre se l’energia elettrica prodotta eccede di molto il consumo locale, trasportarla a centinaia di Km di distanza produrrebbe una perdita consitente per dispersione.

Quindi per una corretta gestione delle richieste di costruzione di impianti a biomasse:

a) riteniamo indispensabile programmare un numero massimo di licenze per la produzione di biodisel, biogas, bioetanolo o comunque per la produzione di energia elettrica commisurato all’effettiva produttività agricola, la programmazione dovrebbe essere fatta su scala territoriale tra i diversi comuni dell’amerino;

b) all’interno di questa programmazione territoriale, devono essere privilegiati gli impianti che utilizzano scarti agricoli, perchè utilizzare il suolo per produzioni energetiche toglie spazio alle coltivazioni alimentari, producendo aumento dei prezzi dei prodotti agricoli;

c) onde evitare un impatto diffuso di impianti che comunque possono creare disturbo al paesaggio andando a creare problemi alle aziende agrituristiche e diminuendo il fascino dell’ambiente amerino che è una delle principali attrazioni turistiche, chiediamo che gli impianti in questione debbano interrare i silos (in modo da non sporgere più di tre metri) e che vengano collocati nelle aree industriali;

d) per ogni impianto deve essere studiato accuratamente il progetto prima di concedere l’autorizzazione, a tale scopo offriamo ai comuni dell’amerino la consulenza di esperti che possono certificare la correttezza degli impianti onde evitare errori di progettazione che producano problemi ambientali;

e) sono necessari controlli periodici della correttezza di gestione, in particolare lo stoccaggio dei prodotti agricoli utilizzati e sulla corretta utilizzazione del compost ottenuto, che deve essere analizzato per detrminare le modalità di utilizzazione;

f) tutto deve essere fatto con la massima trasparenza, discutendo con le popolazioni locali sulla tipologia e l’ubicazione degli impianti, onde evitare la sensazione diffusa da parte di alcune comunità, scottate da precedenti discutibili iniziative del comune, di essere diventate la “pattumiera” buona per collocare, magari al confine con altri comuni, tutti gli impianti che potrebbero “creare problemi”.

Nello specifico della centrale a biogas di Porchiano riteniamo che la centrale non debba essere collocata in una valletta fin qui preservata, dove c’è una zona di ripopolamento e una piccola oasi della LIPU, proponiamo in alternativa di collocarla in una zona industriale. In questo modo sarebbe possibile sfruttare 1 megawatt di calore prodotto dal cogeneratore, che altrimenti andrebbe sprecato, per riscaldare praticamente gratis 30-40 abitazioni nel raggio di 2 Km.

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