contro la cementificazione selvaggia e il consumo di territorio

la liberalizzazione delle licenze edilizie proposate dal governo Berlusconi è decisamente più pericolosa di un semplice condono edilizio.  Infatti l’autocertificazione da parte di un geometra o un ingegniere sull’ampliamento di edifici esistenti permette di effettuare ogni tipo di abuso, senza nessun controllo. Inoltre  la mancanza di controlli impedisce di controllare se i calcoli statici sono corretti, con la possibilità di mettere a rischio la stabilità degli edifici. Inoltre sicuramente c’è già un effetto-annuncio: da una coalizione che ha già usato più volte lo strumento del condono edilizio, annunciare la liberalizzazione vuol dire dare la stura agli appetiti degli speculatori o comunque di chi, non avendone titolo, vuole costruire dove gli pare.

Già vediamo come i controlli sono decisamente insufficienti, soprattutto quando si ha a che fare con un ufficio tecnico, come quello di Amelia, che evidentemente lascia passare edifici di dubbio gusto e la cui collocazione produce deturpamento del paesaggio. In mancanza anche di questi controlli cosa ci possiamo aspettare?

Legambiente Umbria ha chiesto alla Regione di non applicare le disposizioni previste dal governo nel nostro territorio e di non considerare la possibilità di uscire dalla crisi incentivando la cementificazione del territorio. Come circolo di Amelia chiediamo a questa amministrazione, soprattutto a chi dice di essere contro la liberalizzazione (salvo approvare acriticamente qualsiasi progetto edilizio proposto da privati) di non applicare queste norme e di aumentare i controlli per “cogliere sul fatto” quelli che, grazie all’effetto annuncio, si apprestano a costruire selvaggiamente sul nostro territorio.

Chiediamo inoltre di non ripetere gli errori fatti nel passato che possiamo vedere nell’edificazione selvaggia lungo la strada Amelia-Fornole e di approvare al più presto un PRG che stabilsca poche semplici cose: gli impianti industriali devono essere costruiti nelle aree industriali e non nelle aree agricole, il paesaggio deve essere opportunamente protetto con divieti di costruzione non aggirabili nelle aree sensibili, le cubature devono essere rapportate alla zona in cui si costruisce, devono essere effettuati controlli preventivi per stabilire l’effettivo diritto alla edificazione quando si tratta di utilizzare cubature esistenti.

Salvare il paesaggio agricolo tradizionale amerino, impedire che si costruisca a ridosso delle mura non è “ingessare Amelia”, ma preservarne le sue bellezze che sono anche le sue ricchezze per uno sviluppo basato sul turismo sostenibile e sulle produzioni agricole di qualità e anche difendere la qualità della vita dei cittadini di Amelia.

Un altro sviluppo è possibile, dicendo sì alla riqualificazione dell’esistente, incentivando la ristrutturazione dei centri storici, la riqualificazione energetica degli edifici e l’utilizzo delle energie alternative.

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5 Responses to “contro la cementificazione selvaggia e il consumo di territorio”

  1. laura benigni on 16 giu 2009 at 06:15 #

    A proposito di riqualificazione energetica degli edifici, sarebbe interessante cominciare a fare una mappatura nell’amerino, se negli ultimi dieci anni sono state rispettate le leggi che prevedono la esistenza di un progetto termico per ogni edificio nuovo e per ogni ristrutturazione.
    Nel caso di Giove, persino nelle case costruite negli ultimi tre anni tale progetto non sembra sempre a norma o non sembra che sia stato rispettato in fase di costruzione. Negli edifici costruiti dieci anni fa o prima era prassi che il progetto termico non ci fosse o che fosse solo un atto formale.
    Parlando di risparmio e di rispetto per la qualità ambientale già accertare questo, prima ancora del ricorso alle energie alternative rappresenta un progetto innovativo.

  2. laura benigni on 14 feb 2010 at 14:20 #

    E’ stata approvata una legge in Umbria sulla certificazione della sostenibilityà ambientale degli edifici. Sul sito ARPA sono scaricabili i moduli e gli interventi del convegno di giugno in cui si è discusso di tutto ciò.
    Ciascuno di noi può avere il sostegno dell’ARPA per cercare di ottenere la “targa”

  3. laura benigni on 29 apr 2010 at 08:53 #

    Nella riunione di Legambiente amerino (24 aprile) ho segnalato la esistenza di questa legge, ma nessuno dei partecipanti ne era a conoscenza o la considerava importante. Che fare? Vogliamo invitare i formatori dell’ARPA a tenere una tavola rotonda di sensibilizzazione a Giove o ad Amelia?

  4. Andrea on 12 ago 2010 at 20:08 #

    Salve, forse scrivo troppo in ritardo, un anno dopo. Volevo dirvi che se siete ancora in tempo cercate di fermare la cementificazione selvaggia lungo la strada di cui parlavate.. io non conosco il vostro comune ma dalla descrizione che avete fatto posso giurarvi che il discorso è similissimo a quanto (purtroppo) è già avvenuto nella strada che collega Soci a Bibbiena in Casentino (Ar).. dove c’erano campi di girasoli è nata un’orrenda zona industriale… metrature davvero voluminose e un impatto da brividi.. peccato xchè la toscana meriterebbe di essere trattata meglio. Ah, osservando questi “mostri” si notano poi sullo sfondo la campagna pedemontana, la cittadina medioevale di Bibbiena e il monte di La Verna, dalla curiosa forma e famosissimo per il suo santuario. Non permettete se ci riuscite che cambino i “connotati” al vostro territorio! E’ come se prendesse un pugno in faccia!

  5. Laura Benigni on 07 giu 2011 at 02:22 #

    Nel corso dell’ultimo anno si possono calcolare, nel comune in cui vivo, due offese molto grandi fatte a spese del verde pubblico. Sono le due situazioni molto visibili a tutti. Del resto non so, sarebbe necessario un sopralluogo sistematico e una competenza specifica.
    In due zone che sono ai bordi della parte edificabile, veri e propri polmoni di verde lungo la strada che attraversa il paese sono emersi dal nulla due casermoni. Migliaia di metri cubi di cemento, cancellazione degli spazi collettivi, cancellazione di uno splendido paesaggio.

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