LIBERIAMO L’ITALIA DAL CEMENTO!

Salviamo le città e il paesaggio dal piano casa di Berlusconi!

Secondo le anticipazioni diffuse dal Presidente del Consiglio, il piano casa conterrà misure che prevedono l’aumento di cubatura di appartamenti e condomini fino al 35% e la demolizione e ricostruzione ex novo di edifici realizzati oltre trent’anni fa’. Il tutto può essere realizzato sulla base di una semplice autocertificazione da parte di un tecnico e in spregio a regolamenti e piani urbanistici.

Il Governo ritiene che costruire nuovi metri cubi, senza regole e senza qualità, possa rilanciare l’economia del paese.

In realtà non è a colpi di cemento e di deroghe che si esce dalla crisi, ma puntando sull’innovazione tecnologica, sulla qualità dei materiali, su un’edilizia che assuma la sfida energetica come occasione per il rinnovamento del nostro patrimonio edilizio.

Legambiente pensa che:

  • la riqualificazione edilizia può rappresentare una grande opportunità per rinnovare il patrimonio abitativo esistente e rilanciare l’economia del paese;
  • il risparmio energetico in edilizia è un’occasione per l’industria dei materiali e dei prodotti innovativi del nostro paese e per rispettare gli impegni intrnazionali di riduzione della CO2;
  • il paesaggio italiano non è fatto solo dalle aree vincolate, ma da periferie, quartieri e territori che meritano una riqualificazione urbanistica e qualità nell’edilizia, non altro cemento.

Per questo Legambiente chiede:

  • un piano casa che privilegi l’edilizia di recupero, che favorisca la creazione di alloggi in affitto  per giovani,  immigrati e famiglie in difficoltà, che spinga alla riqualificazione delle periferie;
  • incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione che ottengano la certificazione energetica e un vero miglioramento dell’efficienza e l’integrazione delle fonti rinnovabili.

Legambiente vuole città più belle e più vivibili

  • Più spazio per chi interviene per innovare l’edilizia
  • Porte chuse agli speculatori

IL PIANO CASA DI BERLUSCONI E’ UN REGALO AGLI SPECULATORI

IL CEMENTO E’ VECCHIO E PESANTE

SCOMMETTIAMO SULL’EDILIZIA DI QUALITA’

3 Comments »

3 Responses to “LIBERIAMO L’ITALIA DAL CEMENTO!”

  1. laura benigni on 20 mar 2009 at 11:39 #

    Sono reduce da una intera giornata ad Orvieto dove ho partecipato al convegno internazionale “Verso una politica del paesaggio-Temi e buone pratiche a confronto” Il convegno è in corso ancora oggi. Eccellente convegno, organizzato dal settore competente della Regione Umbria che ha fatto una bellissima figura, così come eccellente è il livello organizzativo del Convegno. Super il Comune di Orvieto e lo staff organizzativo.Ottimo anche il concerto postconvegno. Progetti italiani (Lombardia, Emilia, Umbria), tedeschi, spagnoli e così via. I relatori, accademici, ma anche funzionari a livello regionale, o esperti di comunicazione e di media specializzati in ambiente e paesaggio.
    Ho così imparato che esistono nuovi interessanti progetti che riguardano tutta l’Umbria, territorio amerino compreso. Devo dire che stando sul territorio a presidiare falde acquifere, sterminio di alberi, panchine sbagliate tipo lapidi mortuarie, differenziata imperfetta non riusciamo a credere che esistano tanta competente razionalità, tanti soldi ben spesi a far progetti e ottime pubblicazioni e tanti funzionari competenti e autorevoli.
    Troppa contrastante comunicazione fa male e certo, mentre sentivo la splendida comunicazione del responsabile regionale della Baviera o i percorsi lenti della Catalogna e i riferimenti alla Carta Europea del Paesaggio mi sono domandata se gli estensori della proposta italiana sul piano casa possano essere presentabili in un convegno del genere.
    Mentre ci preoccupiamo della cosmesi del piano casa, intanto come Legambiente dell’amerino vorrei interrogare i comuni dell’ambito sul progetto della Regione Umbria Greenways, di cui per la prima volta ho avuto notizia ieri.

  2. Alessandro on 22 mar 2009 at 10:38 #

    Abbraccio in pieno queste vostre proposte.
    Seppur da lontano anche io sto cercando di sensibilizzare la mia citta’ natale sul tema di uno sviluppo sostenibile.
    Proprio ieri ho scritto un articolo sull’argomento:
    http://www.puntodemocratico.it/2009/03/21/proponiamo-un-modello-di-citta-sostenibile/
    Buon lavoro.
    Alessandro

  3. laura benigni on 24 mar 2009 at 11:34 #

    Aspettando le decisioni “nazionali” sul piano casa che contrastano con le autonomie regionali e aspettando anche le decisioni regionali rispetto a questa ultima pensata di fantapolitica, sarebbe utile fare un gioco di simulazione e creare campioni di centro storico o di aree di completamento e far vedere come diventerebbero città e campagna se tutti cominciassimo ad avvantaggiarci aumentando del 35% ciò che abbiamo.
    Mentre firmo documenti che considerano folle il piano casa, intanto provo ad immaginare che succederebbe se io e i miei vicini di casa decidessimo di avvantaggiarci…
    Ne viene fuori una Fantopoli in cui non vorrei abitare, in cui le macchine non si sa più dove metterle e in cui le difficoltà di urbanizzazione aumentano.
    Ma perchè i nostri presidi delle facoltà di Architettura e di Urbanistica non chiudono baracca? Forse perchè pensano di aumentare del 35% la grandezza delle loro cattedre?
    E perchè le facoltà di Agraria non insorgono segnalando la mancanza di tutela e riqualificazione della percentuale di verde rispetto al costruito?
    Ma gli intellettuali italiani, per non parlare del resto della popolazione, non erano diversi da quelli di altri paesi rispetto al loro impegno civile?
    Eppure, continuiamo ad avere un giornalismo niente male e dibattiti televisivi che cominciano a suggerire che bisogna ragionare in termini di buone e cattive pratiche e che vanno “esposte” sia le une che le altre e allora?

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply