Archive for luglio, 2009

il lago dei veleni scomparso? Dove è finito il cromo esavalente?

Il segretario di Legambiente Umbria ha scritto un esposto alla procura della repubblica di Terni in merito alla scomparsa di 1400 metri cubi di liquido contenente altissime concentrazioni di cromo esavalente (uno tra gli agenti cancerogeni più pericolosi). Dalle notizie in nostro possesso, secondo quanto publicato dal blog Terni Mania ( http://www.ternimania.it/2009/06/il-lago-dei-veleni-scomparso-dove-e.html) il laghetto sarebbe stato prosciugato senza particolari precauzioni ed il contenuto riversato nel letto del torrente Tescino (lì vicino).

Il Ministero dell’ambiente avrebbe dato la sua autorizzazione quando, in una successiva analisi, è risultato che il cromo esavalente si è “miracolosamente” trasformato in cromo trivalente, per il quale la legislazione ammette una concentrazione nelle acque dieci volte maggiore. Dopo il “miracolo” le acque sono diventate “non contaminate” ( a termini di legge) e quindi potevano essere sversate in un corso d’acqua (per diluire ulteriormente la concentrazione).

Cosa sarà successo? Proviamo a fare delle ipotesi. Esistono in commercio dei prodotti riducenti che trasformano il cromo esavalente in trivalente (molto meno solubile).  Sono utilizzati per bonificare le acque contaminate. Poi però un secondo trattamento deve far precipitare completamente il cromo e i fanghi risultanti devono essere rimossi e trattati come rifiuti speciali pericolosi.

Il cromo trivalente però ha la brutta abitudine di tornare ad essere esavalente in ambiente anche leggermente acido (dopo una bella pioggia acidula a causa degli inquinanti atmosferici, per esempio). Quindi anche se non possiamo sapere come sia successo il miracolo, possiamo pensare che:

1) una parte del cromo è precipitato ed è rimasto nei fanghi, è tossico e può tornare ad essere esavalente, con pericolo soprattutto per i lavoratori, ma non solo (potrebbe percolare nella falda?)

2) il cromo riversato nel letto di un torrente asciutto può essere assorbito dal terreno e, in ambiente leggermente acido, può ritornare ad essere esavalente.

Anche dopo il “miracolo” la situazione continua ad essere pericolosa, sono necessarie nuove analisi del terreno sia sul luogo dello sversamento che nel luogo dove si trovava il laghetto contaminato, nel frattempo sarebbe necessario, soprattutto per la sicurezza dei lavoratori, interrompere i lavori ed eventualmente bonificare le aree contaminate.

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Emergenza diossina a Stroncone

incendio stroncone.jpg

L’emergenza ambientale più preoccupante, in questo momento, è
il probabile grave inquinamento da diossine e idrocarburi
poliaromatici derivante dall’incendio di Stroncone.

Solo mercoledì si sapranno (forse) i risultati definitivi delle analisi effettuate dall’ARPA
(Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

Le informazioni in nostro possesso lasciano ragionevolmente immaginare un grave inquinamento da diossine.

Come saprete, nella zona industriale di Vascigliano di Stroncone è scoppiato un incendio, durato molti giorni, in un capannone di un rottamatore di auto, quindi pieno di plastiche e rifiuti pericolosi.
Naturalmente la grande nuvola di fumo originata dall’incendio ( che ha avvolto il territorio di Stroncone e le località più vicine di Terni e Narni) era carica degli inquinanti che si sprigionano in questi casi, soprattutto benzene e polveri sottili in quantità ben
al di sopra della soglia di allerta. Questa forma di inquinamento è logicamente rientrata nei limiti di legge nel giro di qualche giorno.
Quello che resta, ed è destinato a restare a lungo è un inquinamento diverso che riguarda principalmente il terreno: l’inquinamento da diossine.
Questo inquinamento è destinato a rimanere a lungo in quanto è difficile e costoso bonificare e le diossine possono entrare, senza le dovute precauzioni, nel nostro ciclo alimentare con gravi rischi per la salute.
Quello che Legambiente sta facendo, in questo come in altri casi, è battersi perchè venga rispettato il diritto dei cittadini ad essere informati, senza minimizzare, senza nascondere nulla, con parole chiare, semplici e comprensibili per tutti.

Questo è il ruolo che compete ad un’associazione come la nostraperchè mentre la magistratura ha iniziato le indagini, l’ARPA e laProvincia stanno facendo le analisi, la popolazione, comprensibilmente preoccupata, è stata sostanzialmente lasciata senza notizie, eccezion fatta delle informazioni apprese dai giornali e del direttore dell’ARPA della provincia di Terni, che ha partecipato alle assemblee cittadine rispondendo senza reticenze alle domande.

Grande assente, e ci dispiace rilevarlo visto che è stato appena eletto, il Sindaco a cui ricordiamo il suo ruolo di garante e responsabile della salute dei cittadini.

La doverosa, seppur tardiva, ordinanza (per i comuni di Terni e Stroncone) che ha vietato il consumo di ortaggi, cereali, carni e altri alimenti di origine animale, senza ulteriori spiegazioni, ha alimentato l’allarme tra la popolazione.

E’ necessario informare correttamente i cittadini perchè una corretta informazione può ridurre considerevolmente i rischi presenti e futuri.

I cittadini lo hanno capito e si sono attivati costituendosi in comitato, raccogliendo firme e organizzando assemblee molto partecipate, per chiedere alle autorità competenti di essere informati su quello che è successo e che può succedere in futuro.

Il nostro Circolo di Stroncone è molto attivo e la sua Presidente è molto ascoltata e rispettata dai cittadini, anche grazie alle passate vertenze ambientali, a cui Legambiente ha partecipato con e a fianco dei cittadini; vertenze condotte a buon fine grazie alle
quali si è riusciti (per citare solo le ultime) ha fermare le attività di una fabbrica molto inquinante fino alla messa a norma dei suoi camini, ad impedire la costruzione di una centrale a biomasse da 12 MW; vertenza per la quale alcuni nostri soci e membri
attivi del comitato sono stati denunciati dal Sindaco.

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