il lago dei veleni scomparso? Dove è finito il cromo esavalente?

Il segretario di Legambiente Umbria ha scritto un esposto alla procura della repubblica di Terni in merito alla scomparsa di 1400 metri cubi di liquido contenente altissime concentrazioni di cromo esavalente (uno tra gli agenti cancerogeni più pericolosi). Dalle notizie in nostro possesso, secondo quanto publicato dal blog Terni Mania ( http://www.ternimania.it/2009/06/il-lago-dei-veleni-scomparso-dove-e.html) il laghetto sarebbe stato prosciugato senza particolari precauzioni ed il contenuto riversato nel letto del torrente Tescino (lì vicino).

Il Ministero dell’ambiente avrebbe dato la sua autorizzazione quando, in una successiva analisi, è risultato che il cromo esavalente si è “miracolosamente” trasformato in cromo trivalente, per il quale la legislazione ammette una concentrazione nelle acque dieci volte maggiore. Dopo il “miracolo” le acque sono diventate “non contaminate” ( a termini di legge) e quindi potevano essere sversate in un corso d’acqua (per diluire ulteriormente la concentrazione).

Cosa sarà successo? Proviamo a fare delle ipotesi. Esistono in commercio dei prodotti riducenti che trasformano il cromo esavalente in trivalente (molto meno solubile).  Sono utilizzati per bonificare le acque contaminate. Poi però un secondo trattamento deve far precipitare completamente il cromo e i fanghi risultanti devono essere rimossi e trattati come rifiuti speciali pericolosi.

Il cromo trivalente però ha la brutta abitudine di tornare ad essere esavalente in ambiente anche leggermente acido (dopo una bella pioggia acidula a causa degli inquinanti atmosferici, per esempio). Quindi anche se non possiamo sapere come sia successo il miracolo, possiamo pensare che:

1) una parte del cromo è precipitato ed è rimasto nei fanghi, è tossico e può tornare ad essere esavalente, con pericolo soprattutto per i lavoratori, ma non solo (potrebbe percolare nella falda?)

2) il cromo riversato nel letto di un torrente asciutto può essere assorbito dal terreno e, in ambiente leggermente acido, può ritornare ad essere esavalente.

Anche dopo il “miracolo” la situazione continua ad essere pericolosa, sono necessarie nuove analisi del terreno sia sul luogo dello sversamento che nel luogo dove si trovava il laghetto contaminato, nel frattempo sarebbe necessario, soprattutto per la sicurezza dei lavoratori, interrompere i lavori ed eventualmente bonificare le aree contaminate.

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