la nostra posizione sui campi fotovoltaici

Come circolo di Legambiente ci siamo sempre battuti a favore delle energie rinnovabili, indispensabili per poter evitare la catastrofe ambientale determinata dall’effetto serra. E’ urgente che le energie rinnovabili, non inquinanti, sostituiscano le più breve tempo possibile il petrolio, il carbone ed il gas per fermare la corsa all’aumento della CO2 e la febbre del pianeta.

Anche delle migliori tecnologie che sfruttano le energie inesauribili senza inquinare, si può fare un uso sbagliato. In Italia ci sono 20.000 kmq di tetti, migliaia di Km di barriere frangisuono, oltre a terreni industriali, cave e discariche dismesse, terreni contaminati ecc dove posizionare pannelli fotovoltaici è un’ottima soluzione per produrre energia pulita.

Impianti di piccole dimensioni, in campagna, possono dare una giusta integrazione al reddito dei piccoli agricoltori, in crisi da molti anni.

Non possiamo però nascondere la nostra contrarietà ai campi fotovoltaici che stanno cambiando l’aspetto del panorama agricolo tradizionale dell’amerino. Lo stesso panorama che la legge De Petris, giacente alla camera da almeno 4-5 anni, vorrebbe dichiarare patrimonio nazionale da difendere con misure di tutela.

La possibilità di guadagnare cifre ingenti sta spingendo banche, assicurazioni e latifondisti a chiedere di poter costruire grossi campi fotovoltaici, anche nelle zone di grande valore paesaggistico. Gli agricoltori, non potendo sostenere i costi di investimento, al massimo possono godere delle briciole del conto energia, affittando i campi agli speculatori.

Nell’amerino il paesaggio è un bene comune da difendere per rendere possibile uno sviluppo sostenibile che punti sulla valorizzazione del patrimonio naturale e delle produzioni agricole di qualità per rilanciare un turismo ecocompatibile.

Il regolamento approvato dalla giunta comunale l’11/05 (n. 76) per minimizzare l’impatto paesaggistico dei campi fotovoltaici, pur non essendo molto restrittivo, poneva alcuni limiti ragionevoli; perché, invece, il 9 luglio sono stati approvati in deroga ben tre campi fotovoltaici (Porchiano, Foce e Montecampano) ed il 21 Settembre sempre in deroga, un altro campo fotovoltaico a Porchiano?

Riteniamo che il comune debba intervenire facendo rispettare i suoi regolamenti e, anzi, li renda più restrittivi, per tutelare il paesaggio agricolo, orientando i nuovi impianti fotovoltaici nelle aree produttive pianificate anziché nelle zone agricole, sfavorendo o comunque moderando la messa a terra degli impianti. Riteniamo importante incentivare principalmente la copertura per autoconsumo di serre agricole, facciate di edifici, pensiline e strutture per la protezione di parcheggi e aree di sosta. Soluzioni che non comportano il consumo di suolo e si integrano con la vocazione agricola di molte aree comunali.

Per i campi già costruiti o in costruzione è importante prevedere delle misure compensative, con chiare clausole fideiussorie, per garantire il ripristino dello stato dei luoghi a seguito della dismissione dell’impianto e il concorso alla valorizzazione ed alla riqualificazione paesaggistica e ambientale. Inoltre è importante che i parchi fotovoltaici approvati non portino solo una rendita di posizione ai proprietari, ma vengano accatastati nella categoria “D/1 – opifici”, in modo che si possa destinare una cospicua percentuale della relativa ICI entrante nelle casse comunali, alle frazioni che li ospitano come misura compensativa.

1 Comment »

One Response to “la nostra posizione sui campi fotovoltaici”

  1. Laura Benigni on 12 dic 2010 at 12:59 #

    Gli insulti quotidiani al paesaggio nell’amerino non sono dipendenti solo dai pericoli della innovazione tecnologica. Molte delle aggressioni e degli insulti dipendono piuttosto da fattori culturali, da una mancata diffusione di un sapere che vede bene culturali e paesaggio come bene comune.
    Mi domando come sia possibile elaborare una posizione sensata e largamente condividibile sulla inevitabile contraddizione fra conservazione di qualità, innovazione, economia, risparmio emergetico, sperimentazione.. Tutti a scuola per tutta la vita? Per quanto mi riguarda è l’unica posizione possibile.

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