10 semplici cose che il comune di Amelia può fare per ridurre i rifiuti, migliorare la raccolta differenziata e ridurre la TARES

 

La legge di stabilità ha spostato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata e l‘ecotassa del 20% sui rifiuti smaltiti in eccesso in discarica dal 2012 al 2016. Anche se il comune di Amelia ha così evitato una sonora multa, il trend “piatto” della raccolta differenziata, intorno al 30% ormai da anni, e l’assoluta mancanza di iniziative capaci di incrementarla, fanno ragionevolmente pensare che la multa è stata solo spostata nel tempo. Da anni come associazione ambientalista organizziamo iniziative pubbliche per sensibilizzare la popolazione sul problema dei rifiuti e proponiamo azioni che possono aiutare a migliorare la loro gestione, per questo parteciperemo Sraccolta diffABATO 8 Febbraio ore 17.30 presso la sala Boccarini di Amelia alla tavola rotonda Facciamolo con amore. Riduzione, riuso, riciclo – Le associazioni e i cittadini incontrano le Istituzioni”, organizzata insieme alle associazioni “Oltre il Visibile” ed Italia Nostra. In questa occasione presenteremo un semplice decalogo:

10 semplici cose che il comune di Amelia può fare per ridurre i rifiuti, migliorare la raccolta differenziata e ridurre la TARES

a costi irrisori, ampiamente compensati dai risparmi per il mancato conferimento dei rifiuti in discarica

  1. incentivare la riduzione dei rifiuti riconoscendo una riduzione della TARES per chi pratica il compostaggio domestico, e per le famiglie con bambini fino a 3 anni di età che utilizzano pannolini lavabili;

  2. premiare i comportamenti virtuosi:chi differenzia meglio deve pagare meno. Si può iniziare dalle utenze che non sono servite dalla raccolta porta a porta. Seguendo l’esempio del comune di Narni i cittadini vengono forniti di una tessera magnetica, per ogni quantità di rifiuti correttamente differenziati conferiti all’isola ecologica (secondo una tabella che rapporta quantità e tipologia di rifiuto) si ottengono dei punti. Raggiunto il punteggio stabilito si ottiene una riduzione della tassa.

  3. Regolamentare la gestione degli imballaggi e la raccolta dei rifiuti in tutti i negozi e nei supermercati, accordandosi sulle modalità di conferimento e riducendo l’importo della TARES in base all’effettuazione di una raccolta differenziata corretta

  4. promuovere attraverso convenzioni la vendita di prodotti con vuoto a rendere e la vendita di prodotti sfusi (detersivi e detergenti alla spina ecc.) concedendo riduzioni della TARES ai negozi che la attuano

  5. promuovere giornate di scambio di prodotti usati e creare uno spazio, dentro o fuori dell’isola ecologica, in cui i materiali scartati ancora utilizzabili (mobili, elettrodomestici, bici, oggetti d’arredo ecc) possono sostare in transito per 3 mesi. Se entro 3 mesi nessuno vorrà prenderli per riusarli, saranno conferiti alla raccolta differenziata o alla discarica

  6. organizzare la raccolta differenziata del legno di scarto: il legno di scarto rappresenta in massa e in volume una parte consistente dei rifiuti, ma tramite il consorzio RILEGNO può diventare una risorsa, rigenerato può essere utilizzato per produrre laminati o truciolati

  7. fare rispettare la legge 28 del 2012 che applica la normativa UNI EN 13432 del 2002:

questa norma ha finalmente e definitivamente messo fuorilegge i sacchetti di plastica (polietilene) anche quelli falsamente etichettati come biodegradabili (addizionati con ECM): tutti i sacchetti che non sono biodegradabili e compostabili, conformi alla normativa 13432 del 2002 sono fuorilegge e chi li distribuisce è sanzionabile con multe da 2.500 a 25.00 euro (per la grande distribuzione anche 100.000 euro). Purtroppo ad Amelia, e non solo, dei distributori disonesti hanno venduto ingenti quantità di sacchetti di plastica falsamente biodegradabili con scritte che richiamano all’ecologia e la dicitura: conforme alla normativa UNI ISO 14855 della direttiva 94/62 ormai cancellata dalla UNI EN 13432.

Molti negozianti di Amelia, inconsapevolmente sono stati convinti da distributori disonesti ad acquistare sacchetti di plastica che sono ormai fuorilegge. Per evitare di aggiungere la beffa al danno, proponiamo al comune di aderire all’iniziativa UMBRIA PLASTIC WASTE FREE che gli permetterebbe, tra l’altro, di acquistare a prezzo scontato delle buste biodegradabili in materBI per aiutare i commercianti a “rottamare” le buste fuorilegge che sono stati convinti ad acquistare.

  1. Organizzare un gruppo di acquisto di prodotti biodegradabili e compostabili, per acquistare a prezzi vantaggiosi buste di plastica, piatti, bicchieri e posate compostabili, da fornire a prezzo di costo ai commercianti e alle associazioni e pro-loco che organizzino eventi.

  2. Stabilire che per ogni manifestazione pubblica ci sia un responsabile per i rifiuti. Il responsabile dovrà preoccuparsi dell’acquisto dei materiali compostabili e organizzare la raccolta differenziata. L’organizzazione dovrà comprendere una riduzione dei rifiuti non necessari (ad esempio, fornire acqua filtrata in brocca invece che le bottiglie di plastica, vietare l’uso di posate, bicchieri o stoviglie in plastica), una corretta informazione per i volontari che dovranno spiegare ai partecipanti come differenziare, sistemazione razionale di raccoglitori per tutte le tipologie di rifiuti, esposizione di cartelli che spieghino con disegni o poche parole cosa inserire in ogni raccoglitore.

  3. Organizzare una nuova campagna informativa. La campagna dovrà coinvolgere:

  • i dipendenti pubblici, per poi organizzare la raccolta differenziata spinta in tutti gli edifici pubblici (comune, ASL, ospedale, scuole ecc),

  • gli operatori ecologici perché sappiano chiaramente come si differenzia e possano spiegare ai cittadini come differenziare

  • i cittadini, con assemblee di zona, di quartiere o frazione per spiegare come comportarsi ma anche per raccogliere consigli per migliorare

la campagna dovrà precedere la distribuzione di nuovo materiale informativo efficace che spieghi come e quando conferire i rifiuti, uno spazio informativo adeguato sul sito del comune e una pagina facebook attraverso la quale interloquire con i cittadini e rispondere alle loro domande

Con questo decalogo riproponiamo molte delle proposte che abbiamo fatto a questa e alla precedente amministrazione, siamo consci che non risolvano totalmente il problema dei rifiuti, ma crediamo che essendo semplici ed economiche sono cose che possono essere fatte subito senza problemi di spesa e possono ridurre sensibilmente la quantità dei rifiuti e aumentare le percentuali di differenziata.

Oltre queste avremmo anche tante altre proposte (p.e. La raccolta differenziata degli olii usati e dei cellulari, o l’uso dei compattatori per la raccolta della plastica, tipo Garby, con erogazione di punti-sconto da usare in negozi convenzionati) di cui volentieri siamo disponibili a discutere con l’amministrazione, sempre che l’amministrazione sia disposta ad ascoltarci e a prendere decisioni concrete per ridurre i rifiuti e aumentare la percentuale di differenziata cosa che gli permetterà sicuramente di ridurre la tassazione sui rifiuti.

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