Trivelle fuorilegge

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Nel dossier di Greenpeace Italia “Trivelle fuori legge” (i cui dati non piovono dal cielo ma vengono direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) emergono dei dati molto allarmanti.
All’interno di gran parte delle cozze analizzate nei pressi delle piattaforme, sono presenti tre tipi di inquinanti: mercurio, esaclorobenzene ed esaclorobutadiene.
Di questi in genere è sottoposto a controlli di monitoraggio ambientale solo il mercurio.
Le analisi ci dicono che l’86% dei campioni del triennio 2012-2014 superava il limite di mercurio sancito dalla legge. Per gli altri due metalli semplicemente non esistono limiti fissati che ci permettano di individuare i livelli di contaminazione.
Non avendo criteri scientifici, sono stati comparati i campioni raccolti intorno alle piattaforme con quelli raccolti in siti dove non si estrae, e il risultato è che l’82% delle cozze cresciute intorno agli impianti hanno valori più alti di cadmio, il 77% di selenio, il 63% di zinco, 37% di bario, 27% di cromo e 18% di arsenico.

Tutti questi metalli (soprattutto cadmio e mercurio) sono in grado di risalire la catena alimentare e arrivare all’uomo, per il quale sono estremamente tossici.
Il cadmio, per capirci, è cancerogeno e può generare disfunzioni renali e all’apparato scheletrico.

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