Archive for the 'cementificazione selvaggia' Category

Domenica 8 Dicembre
ore 12.00
piazza Europa – Terni

Arrivo della staffetta ciclistica  partita da Mestre per dire no all’autostrada Mestre – Orte la cui costruzione è stata approvata dal Cipe qualche giorno fa.
Partecipate per informare e informarsi su questa nuova inutile, devastante  e costosa grande opera.
L’appuntamento dalle ore 12.00 in poi a piazza Europa (dalle 11.00 per il volantinaggio) per accogliere gli intrepidi ciclisti. Portate biscotti e bevande calde per una “calda” accoglienza.

 

volantino_stop_orte_mestre

No Comments »

Ridateci la pineta di porta Posterola!

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa dendrofobia colpisce ancora! In poco più di una settimana le ruspe hanno abbattuto il bosco di Porta Posterola, piantato più di 70 anni fà, formato da  diverse specie di conifere alte anche più di 30 metri. Il PUC prevede di costruire un parcheggio per poche decine di posti, collegato con una serie di 3 ascensori. Questo dovrebbe risollevare il centro storico di Amelia dal suo lento decadimento.

Non siamo mai stati contrari alla mobilità alternativa, abbiamo chiesto da anni alle amministrazioni comunali che si sono succedute di chiudere al traffico dei non residenti il centro storico, per ridurre l’inquinamento da benzene che i rilevatori mostrano essere il più elevato dell’Umbria. Abbiamo, in tutte le occasioni in cui si è parlato in pubblico di questo progetto chiesto, pregato, suggerito che questo parcheggio si facesse nel modo meno impattante possibile, lasciando una buona parte della copertura alberata, in modo di essere mimetizzato nel verde ed integrato, “invisibile” nel paesaggio.

Quello che sta accadendo è molto diverso. Non c’è stato il ben che minimo tentativo di salvare almeno in parte la copertura alberata.  Sicuramente la ditta preferisce questo, per non avere “impicci”, per non perdere tempo… Ma l’amministrazione comunale che si era impegnata a costruire un’opera non impattante avrebbe dovuto vigilare e imporre una gestione diversa dei lavori.  Ci diranno che erano specie non autoctone, ma ormai facevano parte a pieno titolo del paesaggio amerino, ospitavano una folta colonia di scoiattoli rossi che in questo periodo sono ancora in fase di allevamento dei cuccioli.  Cosa fare adesso? Chiediamo con forza che il parcheggio sia lastricato con pietra adatta alla prossimità con il centro storico (no all’asfalto/cemento) che gli eventuali contrafforti siano rivestiti di pietra e che siano ripiantate appena possibile un cospicuo numero di piante autoctone di dimensione adeguata (no ai bonsai tipo piazzale Boccarini). Chiediamo  che il resto della pineta sia inserito nel parco urbano del rio grande, per proteggerla da ulteriori devastazioni e per proteggere la folta colonia di scoiattoli rossi che vi si è insediata. Chiediamo inoltre che l’ascensore che dovrebbe raggiungere porta Posterola sia inserito in un contenitore trasparente e accostato alle mura, in modo di potersi confondersi con esse ed essere meno visibile dalla strada. L’idea di un ascensore in mezzo al parcheggio con una passerella che arriva fino a porta Posterola (come mostrano le tavole del progetto) è decisamente molto più impattante. Chiediamo un processo di condivisione per valutare cosa fare con i tanti concittadini che sono “sconvolti” da questa ferita inferta al bellissimo paesaggio di Porta Posterola.

5 Comments »

Salviamo il paesaggio dell’amerino!

Il 2 Maggio abbiamo fondato il coordinamento “Salviamo il paesaggio” del comprensorio amerino insieme ad Italia Nostra , il WWF e Slow Food Il coordinamento aderisce al Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e alla campagna nazionale contro il consumo di suolo. La prima azione del forum è stata la richiesta, inviata a tutti i comuni dell’amerino, di fornire e rendere accessibili i dati sul suolo cementificato, soprattutto sulla consistenza di case, uffici e capannoni vuoti e sfitti, ovvero di aree e stabili sottoutilizzati o in abbandono. Si tratta di informazioni necessarie a comprendere se le trasformazioni che vengono programmate dagli strumenti urbanistici siano o meno coerenti con i bisogni espressi dalla domanda di abitazioni e spazi produttivi, ma che quasi mai vengono prese in considerazione prima di autorizzare progetti di grande investimento immobiliare. Vogliamo che prima di costruire nuove cubature si tenga conto del patrimonio edilizio esistente e non sfruttato, come i centri storici abbandonati e i capannoni inutilizzati, e che si proibisca di costruire, come è successo in passato, opere che deturpano il paesaggio per il guadagno di pochi speculatori. Il forum chiede inoltre che si ponga un limite serio alla costruzione di campi fotovoltaici che sevono solo per far fruttare l’investimento di banche e assicurazioni, mentre vengano agevolati i piccoli impianti per l’autoconsumo da collocare sui tetti di case e capannoni. In Italia la cementificazione del territorio avanza al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento. Il paesaggio è una delle principali risorse del nostro territorio, è la principale attrattiva che può attirare un turismo consapevole e ecosostenibile che può riqualificarlo portando benessere e sviluppo, è quindi importante proteggerlo dalla speculazione edilizia che già lo sta attaccando. Il coordinamento nasce dall’esigenza di proteggere il territorio e il suo paesaggio e si pone come punto di riferimento per una lotta cotro la speculazione edilizia e per “spingere” le amministrazioni comunali verso una gestione sostenibile del territorio, perché interrvengano nei piani regolatori valorizzando le cubature già esistenti senza ulteriore consumo di territorio. Il Forum invita tutti coloro che sono interessati alla protezione del paesaggio ad aderire al gruppo facebook Salviamo il Paesaggio dell’amerino e segnalare gli abusi e gli interventi edilizi che deturpano il paesaggio La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. La cementificazione è causa del dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.

1 Comment »

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO!

Insieme a Italia Nostra, Movimento per la sinistra, WWF, LIPU abbiamo aderito alla campagna “Stop al consumo di territorio”.

Ad Amelia, pur con una popolazione stabile da 10 anni, fioriscono palazzi, palazzine a schiera, villoni. Basta vedere la  strada tra Amelia e Fornole dove le costruzioni stanno unendo la frazione alla città. Il piano particolareggiato con i suoi 43.000 metri cubi davanti alle mura rischia di cambiare la fisionomia di Amelia. Utilizzando artifici legislativi sono riusciti a costruire anche a ridosso delle mura di Amelia. E’ ora di dire basta! Vogliamo partecipare alla stesura del piano regolatore per stabilire regole di tutela per il paesaggio e l’ambiente che limitino le costruzioni nelle zone sensibili, che regolini la quantità e la localizzazione degli impianti a biomasse, cxhe impediscano di costruire dove si rovina il paesaggio o dove si può mettere in pericolo l’ambiente.

Questo è il testo della petizione che invitiamo tutti a firmare:

Al sig. Sindaco del Comune di Amelia

Al Presidente del Consiglio Comunale di Amelia

e p.c. Al Presidente della Provincia di Terni

I sottoscritti cittadini del Comune di Amelia, firmatari della presente petizione

CHIEDONO ufficialmente al Sindaco del Comune di Amelia:

  • la sospensione del Piano Particolareggiato di Piazza XXI Settembre

  • la sospensione della redazione del nuovo Piano Regolatore Generale

  • la sospensione delle lottizzazioni in corso e delle varianti in discussione

Affinché si provveda ad una necessaria e non più rinviabile opera di CENSIMENTO DEL PATRIMONIO EDILIZIO esistente e sulla base di quei dati (misurati in termini di abitazioni vuote, capannoni, uffici e negozi non occupati da attività e comprovati da effettivi consumi di acqua, gas ed elettricità) SIA RICONSIDERATO OGNI TIPO DI PIANIFICAZIONE FUTURA.

  • L’apertura di un processo partecipativo (Agenda 21) tra l’amministrazione le associazioni ambientaliste e le associazioni economiche sul consumo di territorio e sulle linee guida del piano regolatore

1 Comment »

LIBERIAMO L’ITALIA DAL CEMENTO!

Salviamo le città e il paesaggio dal piano casa di Berlusconi!

Secondo le anticipazioni diffuse dal Presidente del Consiglio, il piano casa conterrà misure che prevedono l’aumento di cubatura di appartamenti e condomini fino al 35% e la demolizione e ricostruzione ex novo di edifici realizzati oltre trent’anni fa’. Il tutto può essere realizzato sulla base di una semplice autocertificazione da parte di un tecnico e in spregio a regolamenti e piani urbanistici.

Il Governo ritiene che costruire nuovi metri cubi, senza regole e senza qualità, possa rilanciare l’economia del paese.

In realtà non è a colpi di cemento e di deroghe che si esce dalla crisi, ma puntando sull’innovazione tecnologica, sulla qualità dei materiali, su un’edilizia che assuma la sfida energetica come occasione per il rinnovamento del nostro patrimonio edilizio.

Legambiente pensa che:

  • la riqualificazione edilizia può rappresentare una grande opportunità per rinnovare il patrimonio abitativo esistente e rilanciare l’economia del paese;
  • il risparmio energetico in edilizia è un’occasione per l’industria dei materiali e dei prodotti innovativi del nostro paese e per rispettare gli impegni intrnazionali di riduzione della CO2;
  • il paesaggio italiano non è fatto solo dalle aree vincolate, ma da periferie, quartieri e territori che meritano una riqualificazione urbanistica e qualità nell’edilizia, non altro cemento.

Per questo Legambiente chiede:

  • un piano casa che privilegi l’edilizia di recupero, che favorisca la creazione di alloggi in affitto  per giovani,  immigrati e famiglie in difficoltà, che spinga alla riqualificazione delle periferie;
  • incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione che ottengano la certificazione energetica e un vero miglioramento dell’efficienza e l’integrazione delle fonti rinnovabili.

Legambiente vuole città più belle e più vivibili

  • Più spazio per chi interviene per innovare l’edilizia
  • Porte chuse agli speculatori

IL PIANO CASA DI BERLUSCONI E’ UN REGALO AGLI SPECULATORI

IL CEMENTO E’ VECCHIO E PESANTE

SCOMMETTIAMO SULL’EDILIZIA DI QUALITA’

3 Comments »

contro la cementificazione selvaggia e il consumo di territorio

la liberalizzazione delle licenze edilizie proposate dal governo Berlusconi è decisamente più pericolosa di un semplice condono edilizio.  Infatti l’autocertificazione da parte di un geometra o un ingegniere sull’ampliamento di edifici esistenti permette di effettuare ogni tipo di abuso, senza nessun controllo. Inoltre  la mancanza di controlli impedisce di controllare se i calcoli statici sono corretti, con la possibilità di mettere a rischio la stabilità degli edifici. Inoltre sicuramente c’è già un effetto-annuncio: da una coalizione che ha già usato più volte lo strumento del condono edilizio, annunciare la liberalizzazione vuol dire dare la stura agli appetiti degli speculatori o comunque di chi, non avendone titolo, vuole costruire dove gli pare.

Già vediamo come i controlli sono decisamente insufficienti, soprattutto quando si ha a che fare con un ufficio tecnico, come quello di Amelia, che evidentemente lascia passare edifici di dubbio gusto e la cui collocazione produce deturpamento del paesaggio. In mancanza anche di questi controlli cosa ci possiamo aspettare?

Legambiente Umbria ha chiesto alla Regione di non applicare le disposizioni previste dal governo nel nostro territorio e di non considerare la possibilità di uscire dalla crisi incentivando la cementificazione del territorio. Come circolo di Amelia chiediamo a questa amministrazione, soprattutto a chi dice di essere contro la liberalizzazione (salvo approvare acriticamente qualsiasi progetto edilizio proposto da privati) di non applicare queste norme e di aumentare i controlli per “cogliere sul fatto” quelli che, grazie all’effetto annuncio, si apprestano a costruire selvaggiamente sul nostro territorio.

Chiediamo inoltre di non ripetere gli errori fatti nel passato che possiamo vedere nell’edificazione selvaggia lungo la strada Amelia-Fornole e di approvare al più presto un PRG che stabilsca poche semplici cose: gli impianti industriali devono essere costruiti nelle aree industriali e non nelle aree agricole, il paesaggio deve essere opportunamente protetto con divieti di costruzione non aggirabili nelle aree sensibili, le cubature devono essere rapportate alla zona in cui si costruisce, devono essere effettuati controlli preventivi per stabilire l’effettivo diritto alla edificazione quando si tratta di utilizzare cubature esistenti.

Continue Reading »

5 Comments »