Archive for the 'comunicati stampa' Category

la nostra posizione sui campi fotovoltaici

campi-fotovoltaici Come circolo di Legambiente ci siamo sempre battuti a favore delle energie rinnovabili, indispensabili per poter evitare la catastrofe ambientale determinata dall’effetto serra. E’ urgente che le energie rinnovabili, non inquinanti, sostituiscano le più breve tempo possibile il petrolio, il carbone ed il gas per fermare la corsa all’aumento della CO2 e la febbre del pianeta.

Anche delle migliori tecnologie che sfruttano le energie inesauribili senza inquinare, si può fare un uso sbagliato. In Italia ci sono 20.000 kmq di tetti, migliaia di Km di barriere frangisuono, oltre a terreni industriali, cave e discariche dismesse, terreni contaminati ecc dove posizionare pannelli fotovoltaici è un’ottima soluzione per produrre energia pulita.

Impianti di piccole dimensioni, in campagna, possono dare una giusta integrazione al reddito dei piccoli agricoltori, in crisi da molti anni.

Non possiamo però nascondere la nostra contrarietà ai campi fotovoltaici che stanno cambiando l’aspetto del panorama agricolo tradizionale dell’amerino. Lo stesso panorama che la legge De Petris, giacente alla camera da almeno 4-5 anni, vorrebbe dichiarare patrimonio nazionale da difendere con misure di tutela.

La possibilità di guadagnare cifre ingenti sta spingendo banche, assicurazioni e latifondisti a chiedere di poter costruire grossi campi fotovoltaici, anche nelle zone di grande valore paesaggistico. Gli agricoltori, non potendo sostenere i costi di investimento, al massimo possono godere delle briciole del conto energia, affittando i campi agli speculatori.

Nell’amerino il paesaggio è un bene comune da difendere per rendere possibile uno sviluppo sostenibile che punti sulla valorizzazione del patrimonio naturale e delle produzioni agricole di qualità per rilanciare un turismo ecocompatibile. Continue Reading »

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Firma il referendum contro la privatizzazione dell’acqua

acqua-non-si-vende Si è costituito il 4 Maggio 2010 il Comitato Acqua Pubblica di Amelia che si ripropone di raccogliere le firme per il referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua.

L’acqua è un bene comune e un diritto universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropiarsene, né farci profitti.
Vogliamo togliere l’acqua dal mercato, per conservarla per le future generazioni.
una gestione pubblica e partecipativa.
Svendere il patrimonio pubblico ai privati regalerà alle multinazionali il controllo dell’acqua, in tal modo il servizio sarà assoggettato non più alle clausole di certezza dei servizi delineati dall’Unione Europea, ma alla copertura dei costi ed al raggiungimento del massimo dei profitti nel minor tempo possibile. Non è possibile considerare l’acqua una semplice merce, vogliamo una gestione pubblica e partecipativa che garantisca la qualità del servizio e la sua adeguatezza economica per tutti, anche per coloro che hanno disponibilità economiche limitate.

Hanno aderito al comitato: il Circolo Legambiente dell’amerino, il WWF, Italia Nostra, l’associazione Arcobaleno, l’associazione Arciragazzi “il laboratorio”, Lara Maroni presidente del Forum delle Donne, Federazione dei Verdi, Sinistra Ecologia e libertà, Federazione della Sinistra, Circolo dei Giovani democratici.

Questi saranno i prossimi appuntamenti per la raccolta delle firme:

Sabato 15 Maggio dalle ore 16 presso la passeggiata di Amelia

Sabato 22 Maggio pomeriggio presso il chioschetto vicino alla passeggiata sul Rio Grande

Sabato 29 Maggio dalle ore 16 presso la passeggiata di Amelia

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Emergenza diossina a Stroncone

incendio stroncone.jpg

L’emergenza ambientale più preoccupante, in questo momento, è
il probabile grave inquinamento da diossine e idrocarburi
poliaromatici derivante dall’incendio di Stroncone.

Solo mercoledì si sapranno (forse) i risultati definitivi delle analisi effettuate dall’ARPA
(Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

Le informazioni in nostro possesso lasciano ragionevolmente immaginare un grave inquinamento da diossine.

Come saprete, nella zona industriale di Vascigliano di Stroncone è scoppiato un incendio, durato molti giorni, in un capannone di un rottamatore di auto, quindi pieno di plastiche e rifiuti pericolosi.
Naturalmente la grande nuvola di fumo originata dall’incendio ( che ha avvolto il territorio di Stroncone e le località più vicine di Terni e Narni) era carica degli inquinanti che si sprigionano in questi casi, soprattutto benzene e polveri sottili in quantità ben
al di sopra della soglia di allerta. Questa forma di inquinamento è logicamente rientrata nei limiti di legge nel giro di qualche giorno.
Quello che resta, ed è destinato a restare a lungo è un inquinamento diverso che riguarda principalmente il terreno: l’inquinamento da diossine.
Questo inquinamento è destinato a rimanere a lungo in quanto è difficile e costoso bonificare e le diossine possono entrare, senza le dovute precauzioni, nel nostro ciclo alimentare con gravi rischi per la salute.
Quello che Legambiente sta facendo, in questo come in altri casi, è battersi perchè venga rispettato il diritto dei cittadini ad essere informati, senza minimizzare, senza nascondere nulla, con parole chiare, semplici e comprensibili per tutti.

Questo è il ruolo che compete ad un’associazione come la nostraperchè mentre la magistratura ha iniziato le indagini, l’ARPA e laProvincia stanno facendo le analisi, la popolazione, comprensibilmente preoccupata, è stata sostanzialmente lasciata senza notizie, eccezion fatta delle informazioni apprese dai giornali e del direttore dell’ARPA della provincia di Terni, che ha partecipato alle assemblee cittadine rispondendo senza reticenze alle domande.

Grande assente, e ci dispiace rilevarlo visto che è stato appena eletto, il Sindaco a cui ricordiamo il suo ruolo di garante e responsabile della salute dei cittadini.

La doverosa, seppur tardiva, ordinanza (per i comuni di Terni e Stroncone) che ha vietato il consumo di ortaggi, cereali, carni e altri alimenti di origine animale, senza ulteriori spiegazioni, ha alimentato l’allarme tra la popolazione.

E’ necessario informare correttamente i cittadini perchè una corretta informazione può ridurre considerevolmente i rischi presenti e futuri.

I cittadini lo hanno capito e si sono attivati costituendosi in comitato, raccogliendo firme e organizzando assemblee molto partecipate, per chiedere alle autorità competenti di essere informati su quello che è successo e che può succedere in futuro.

Il nostro Circolo di Stroncone è molto attivo e la sua Presidente è molto ascoltata e rispettata dai cittadini, anche grazie alle passate vertenze ambientali, a cui Legambiente ha partecipato con e a fianco dei cittadini; vertenze condotte a buon fine grazie alle
quali si è riusciti (per citare solo le ultime) ha fermare le attività di una fabbrica molto inquinante fino alla messa a norma dei suoi camini, ad impedire la costruzione di una centrale a biomasse da 12 MW; vertenza per la quale alcuni nostri soci e membri
attivi del comitato sono stati denunciati dal Sindaco.

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schizzi di fango sulla lotta contro il megapollaio: la risposta del segretario regionale

La scorsa settimana sono apparsi in cronaca locale sul Corriere dell’Umbria e sul Giornale dell’Umbria 4 articoli sulle vicende del pollaio di Amelia; in particolare sull’episodio del ritrovamento di nafta nel terreno destinato alla costruzione del (mega) pollaio prontamente oggetto, da parte dell’amministrazione amerina, di una denuncia contro ignoti. Nei primi due articoli, afferma Andrea Liberati, segretario di Legambiente Umbria, i giornalisti, uno in particolare, facendosi scudo dietro frasette del tipo: “se fosse così…”, “alcuni iniziano ad azzardare le prime ipotesi…”, “l’eventualità puramente fantasiosa finora”…, “alcuni addirittura azzardano una puramente ipotetica ed istintiva associazione…” in realtà, alludono apertamente ad un coinvolgimento di quanti si oppongono, esercitando un proprio diritto, alla costruzione del pollaio e tra questi Legambiente. Queste “frasette-scudo” però, continua Liberati, non proteggerebbero affatto il giornalista, che immaginiamo giovane ed inesperto, dalla possibilità di essere querelato per calunnia, diffamazione e quant’altro i nostri Centri di Azione Giuridica ravvisassero di pregiudizievole dell’onorabilità della nostra associazione. In questa occasione Legambiente non trascinerà in tribunale nessuno ma unicamente per il grande rispetto che abbiamo per la libertà di stampa, anche quando “mal esercitata”; alle due testate giornalistiche chiediamo, però, la pubblicazione, la più ampia possibile, di questa nostra lettera di ferma protesta.

Più gravi, nella sostanza, gli ultimi due articoli, dove, stando alla lettura dei giornali, il Sindaco ed altri autorevoli esponenti della sua coalizione, pur con giri di parole più accorti, ma egualmente “velenosi”, paiono sposare la tesi della responsabilità materiale/morale di quanti si oppongono alla costruzione del pollaio (e tra questi Legambiente) nel presunto atto vandalico e di altri, analogamente presunti tali, avvenuti sempre in concomitanza di un conflitto di opinioni e giudizi tra cittadini ed amministrazione. Il rispetto che si deve ad un’associazione che da più di vent’anni, grazie ai propri volontari ed alla loro passione civile, è sempre in prima linea nella difesa dell’ambiente, dei diritti e della legalità e che lotta contro tutte le mafie e le ecomafie, ci porta, legittimamente, a pretendere le scuse ufficiali dell’amministrazione di Amelia ed a pretendere una risposta non equivoca a queste semplici domande:

«Ma il Sindaco, gli altri amministratori di Amelia e le forze politiche che li sostengono credono per davvero che dietro a questi atti vandalici possa esserci la mano o anche semplicemente l’istigazione di una organizzazione come Legambiente o degli altri cittadini che civilmente si oppongono alla costruzione di questo “tanto agognato” (dall’amministrazione) pollaio?»

«Da cosa origina l’evidente dismisura, stando sempre alle cronache locali, tra il “perorare a spada tratta” questo progetto “privato” e la, assai più “timida” azione che dovrebbe rassicurare i cittadini a proposito di un diritto “comune” che riguarda così da vicino la loro salute e quella dell’ambiente in cui vivono?”

Ed infine: «E’ così che l’amministrazione di Amelia intende rispettare il diritto dei cittadini ad essere informati ed a concorrere, nelle forme previste perfino dalla nostra Costituzione, alle decisioni? E’ questa la loro idea di partecipazione democratica e di valorizzazione della cittadinanza attiva?»

Legambiente tutta, sia nelle sue articolazioni locali che regionali continuerà ad opporsi fermamente alla costruzione dell’allevamento avicolo, avendo sempre come riferimento le ragioni dell’ambientalismo scientifico e la ragionevolezza di una passione civile non violenta e non ideologica.

Andrea Liberati, segretario di Legambiente Umbria

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La Commissione Europea autorizza la coltivazione di soia transgenica

La Commissione Europea autorizza la coltivazione di un tipo di soia transgenica prodotta dalla Bayer, destinata principalmente all’alimentazione animale, ma che finirà inesorabilmente nei prodotti per l’alimentazione umana grazie alla mancata adozione di misure specifiche per scongiurare la contaminazione.

“L’Europa e’ schizofrenica sugli ogm: il Parlamento Europeo blocca le carni clonate e la Commissione autorizza soia biotech. Con la scusa della scarsità alimentare si danneggia l’economia e la sicurezza dei consumatori europei. L’unica certezza e’ la volontà di spalancare le porte agli Ogm in Europa facendo un grande favore agli Stati Uniti e alle multinazionali del Biotech che li producono. Non ha alcun senso, infatti, autorizzare la soia transgenica per scongiurare il rischio di scarsità di mangimi per l’allevamento zootecnico in Europa. La crisi alimentare degli animali si scongiura autorizzando gli Stati europei a produrre autonomamente e nella maniera più consona al proprio contesto le varietà necessarie al proprio sistema agroalimentare”. Lo spiega Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente, commenta la notizia del definitivo via libera concesso dalla Commissione Europea. “I consumatori italiani ed europei continuano ad opporsi agli ogm – ha sottolineato Ferrante – , il Parlamento europeo, dall’alto della sua autorità, si e’ recentemente espresso contro la clonazione animale per fini alimentari, eppure la Commissione apre alla commercializzazione di una soia transgenica di cui l’Europa non ha alcun bisogno e che mette seriamente a rischio le nostre produzioni agroalimentari tipiche e di qualità”.

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Agricoltura biologica, commercio equo e energie rinnovabili a FierAmelia

agricoltura biologicaA FierAmelia, che si svolgerà nel centro storico di Amelia da Venerdì 20 a Domenica 22, dentro il chiostro del palazzo Boccarini sarà presente una sezione della fiera, curata dal Circolo Legambiente dell’Amerino e dall’AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), dedicata ai prodotti biologici in cui sarà presente anche uno stand del Commercio Equo e Solidale curato dalla cooperativa Monimbò di Terni.

All’interno del bellissimo chiostro sarà possibile degustare deliziose specialità prodotte da agricoltori biologici, provare cosmetici e prodotti di bellezza ricavati dalla cera e dal miele e non testati sugli animali, comprare prodotti del commercio equo e vedere una mostra informativa sul risparmio energetico e l’uso delle energie rinnovabili nella casa.

- Il nostro obiettivo è quello di creare un luogo di informazione per capire che un modo di vita più sostenibile à possibile. E’ possibile cibarsi con cibo sano e biologico, che non inquina l’ambiente e il nostro corpo, a prezzi da ipermercato con il gruppo di acquisto e la filiera corta, direttamente dal produttore al consumatore. E’ possibile consumare meno energia utilizzando pannelli solari e caldaie a condensazione risparmiando anche parecchio denaro. Il mondo non può più sostenere questo livello di inquinamento, ma il cambiamento deve iniziare da ognuno di noi-

Nel chiostro sarà anche possibile iscriversi al gruppo di acquisto di prodotti biologici attivo da un anno ad Amelia, che conta ormai circa 30 iscritti.

Sabato 21 alle ore 18.00, sempre nel chiostro Boccarini, si svolgerà un incontro informativo, a cui parteciperanno esperti di Legambiente ed idraulici per parlare di risparmio energetico, come e quanto si risparmia scegliendo impianti che consentono l’utilizzo di energia pulita e come orientarsi nell’acquisto di caldaie a condensazione, pannelli solari termici e fotovoltaici ovvero come risparmiare energia, combattere l’effetto serra e risparmiare quattrini!

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Vergogna!

Pubblichiamo il comunicato stampa congiunto con altre associazioni sull’incredibile delibera del Consiglio Comunale di Amelia che ha, di fatto, proibito ai cittadini di esprimersi con un referendum sul piano particolareggiato di Piazza XXI Settembre.

Abbiamo espresso fin dal principio la nostra contrarietà per il modo con cui l’amministrazione comunale ha deciso di ristrutturare piazza XXI Settembre. Così come è stato approvato il piano è inaccettabile perché deturpa con una colata di cemento (43.000 metri cubi!) una zona vicina alle mura, che sono la maggiore attrattiva della nostra città, assestando inoltre il colpo di grazia all’economia, già in sofferenza, del centro storico.

Un nuovo quartiere con potenziali 4000 metri quadri di spazi commerciali incombe sul futuro del commercio amerino. Cittadini, associazioni, insieme alla stoica categoria dei commercianti del centro storico, da anni in difficoltà per i noti problemi logistici, che l’amministrazione comunale non sa (o non vuole) risolvere, hanno chiesto più volte gesti di trasparenza e partecipazione per un progetto che segnerebbe la fine di gran parte del commercio amerino in favore di ignoti operatori.

Abbiamo proposto con spirito costruttivo delle modifiche che non sono state accolte dall’amministrazione, che invece ha voluto, in fretta e furia, approvare l’adozione del piano. Abbiamo quindi chiesto di indire un referendum, per decidere se è davvero necessario uno scempio di tali dimensioni per avere in cambio una strada di soli 270 metri, che comunque …non è certo che venga realizzata!

Era una semplice richiesta di democrazia, per far decidere i cittadini sui problemi concreti che li riguardano.

Con un’incredibile “faccia tosta” l’amministrazione comunale ha impedito, con un emendamento, che si potesse tenere il referendum.

Protestiamo contro il vergognoso emendamento di Carlo Agabiti che impedisce ai cittadini di esprimersi liberamente con un referendum sul piano particolareggiato di piazza XXI Settembre, progetto che cambierà per sempre il volto di Amelia.

Siamo indignati per l’arroganza di Franco Rinaldi, il quale ha detto in consiglio comunale che tanto il referendum avrebbe confermato la decisione della giunta, presunzione tipica di chi ha paura della gente e che vuole decidere tutto nelle quattro mura del palazzo, al di fuori di occhi indiscreti. Se questo fosse vero, perché tanta paura nel far decidere i cittadini?

Ancora una volta dobbiamo constatare la debolezza del Sindaco Giorgio Sensini, il quale, benché votato dal 65% delle persone di Amelia, e come tale garante della democrazia per i cittadini, rimane prigioniero dei professionisti della politica.

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Legambiente diffida il Comune perchè non autorizzi la costruzione del mega allevamento di galline a Porchiano

Pubblichiamo la diffida spedita al Sindaco di Amelia sull’allevamento di galline ovaiole a Porchiano.

La sottoscritta Bruna Rossi, in qualità di Presidente del Circolo Amerino di   Legambiente, al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale e paesaggistico del comprensorio amerino,

Viisto

       che la località dove si vuole costruire un allevamento intensivo di galline ovaiole si trova in un terreno altamente permeabile, con una falda superficiale, come determinato dalla perizia geologica redatta dalla società geotecnica Geotevere snc, da noi inviatale a Novembre 2007;

       che a poche centinaia di metri dall’insediamento sono situati i pozzi di approvvigionamento dell’acqua potabile dei Comuni di Giove e di Penna in Teverina;

           che il bacino sotterraneo da cui attingono i pozzi è notevolmente esteso e comprende anche la zona in cui si vorrebbe insediare l’impianto;

            che tale terreno è adiacente ed ha le stesse caratteristiche geologiche, idrogeologiche e morfologiche alla zona che nel PRG del Comune di Giove, approvato dalla Provincia, è classificata come ad alta criticità degli acquiferi, riconoscendo la presenza di un acquifero in depositi travertinosi, e vietando all’art. 8 delle N.T.A. associate al P.R.G. gli impianti di trattamento reflui per uso industriale, consentendo solo quelli ad uso domestico;

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Mal’aria ad Amelia il 9 Febbraio, contro lo smog e l’inquinamento per un nuovo piano di sviluppo del centro storico

OLYMPUS DIGITAL CAMERA         Smog e stress da traffico? Inquinamento acustico e città poco pedonalizzate? Tematiche che anche quest’anno saranno seguite molto da vicino da Mal’Aria, la celebre campagna di Legambiente simboleggiata dalle centinaia di lenzuola bianche che sventolano sui balconi delle nostre città.
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Boccarini, inizia la marcia indietro?

Si possono utilizzare diversamente i finanziamenti regionali previsti per il progetto “Risistemazione del piazzale Boccarini e percorso di ronda”.
Abbiamo appreso con piacere questa notizia dai giornali del 20 Giugno scorso. Saranno infatti stornati € 100.000 del vecchio finanziamento regionale per la risistemazione di Via Assettati, in modo da completare la pavimentazione in pietra della zona di Via Leone.
Ci siamo fortemente battuti come Legambiente, anche chiedendo spiegazioni scritte a tutti gli Enti preposti locali, regionali e nazionali, per evitare il cattivo utilizzo di fondi pubblici destinati ad un progetto, quello della realizzazione del percorso di ronda che, a causa del crollo delle mura, non poteva essere realizzato per la maggior parte. Eravamo davvero increduli che si potesse comunque avviare i lavori per la realizzazione di un progetto per molte parti irrealizzabile senza prevedere e presentare varianti di nessun tipo.
Che fine avrebbero fatto i soldi destinati alla realizzazione della parte irrealizzabile?
Ha senso intervenire nella zona adiacente al crollo delle mura in una fase in cui non sono ancora completati gli studi necessari per capire quale sarà la futura sistemazione dell’intera area?
Sappiamo per aver letto tutti i documenti relativi al progetto che anche la Soprintendenza aveva espresso le nostre medesime perplessità.
Ci è sempre stato risposto che il progetto era immodificabile, nonostante fosse intercorso un evento così drammatico ed inatteso, perché erano state già assegnate gare d’appalto e stipulati contratti.
Ci fa piacere sapere che invece si possono prevedere modifiche e utilizzazioni diverse dei fondi pubblici, senza incorrere in nessun tipo di infrazione, anzi dimostrando di tenere in buon conto le spese dello stato.
Ci fa piacere verificare che il nostro costante lavoro di informazione e sensibilizzazione stia raggiungendo alcuni risultati.
Valutando in modo molto positivo la proposta dell’assessore ai lavori pubblici, cogliamo l’occasione per chiedere che siano utilizzati diversamente e per interventi più urgenti e utili per i cittadini, anche i fondi previsti per la pavimentazione in cromofibra del Piazzale Boccarini e che sia spostato, dopo i primi lavori di irregimentazione delle acque reflue, l’attuale cantiere in una zona che richieda interventi di maggiore urgenza.

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