Archive for the 'effetto serra' Category

il nostro sito è carbon neutral

carbon-neutral E’ importante ridurre le emissioni di anidride carbonica per fermare l’effetto serra che sta sconvolgendo il clima. Anche i siti producono (indirettamente) emissioni di CO2.  Secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita. Assumendo 15.000 pagine visite al mese, questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l’anno. Questa produzione è legata soprattutto al funzionamento dei server.  E’ possibile eliminarle piantando un albero: il tuo sito produce almeno 3,6kg di CO2 l’anno, un albero ne elimina 5 e vive in media 50 anni!

Il nostro albero è stato piantato a Göritz, presso Coswig (regione di Saxony-Anhalt), dove è in corso un progetto abbastanza importante, con la piantagione di 27,000 alberi su 3,4 ettari. L’area è un terreno soggetto a forestazione per la prima volta e si trova sulla strada B107, sulla destra appena prima di arrivare appunto al piccolo villaggio di Göritz.

Per fare questo anche con il tuo sito  è sufficiente collegarsi al sito http://www.doveconviene.it/co2neutral/, e seguire le istruzioni per far piantare un albero.

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Attenti agli shopper falsamente biodegradabili

plastica-biodegradabile001 Attenti alle buste di plastica! L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha bocciato come pubblicità ingannevole quella con la quale le buste di plastica tradizionale, con l’aggiunta di additivi (ECM) per facilitarne la disgregazione, vengono definite biodegradabili e compostabili.

L’ECM è un additivo chimico che aggiunto alle normali plastiche (in proporzione almeno di circa 1%), secondo i produttori, le rende attaccabili da batteri e quindi biodegradabili.

Detto questo si potrebbe pensare di trovarsi di fronte ad un prodotto biocompatibile, “ecologico”, che risolve per sempre il problema della plastica.

In realtà non è così. La plastica viene prodotta a partire dal petrolio che è il principale responsabile dell’inquinamento su scala mondiale; l’estrazione, il trasporto, lo stoccaggio e la raffinazione sono fortemente inquinanti ed energivore. Quindi l’uso della plastica incentiva la filiera petrolifera e contribuisce all’inquinamento dei mari, del suolo e dell’aria.

L’unica cosa che cambia con queste “plastiche biodegradabili” è che invece di rimanere nell’ambiente per centinaia di anni, solo se a contatto con materia organica in fermentazione, vengono degradate in tempi tra i 2 e i 5 anni. Ovviamente dalla loro degradazione si produce una forte emissione di CO2 che contribuisce all’effetto serra. Continue Reading »

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Green Drink per l’ambiente al Pianeta Verde

gdlogo2 Venerdì 18 alle 18 in tutta Italia gli ambientalisti si incontrano per fare un brindisi augurale nella speranza che a Copenaghen ci sia finalmente un impegno internazionale per curare la febbre del pianeta.
Anche noi ci incontriamo al Pianeta Verde (v. Garibaldi, 29 Amelia) per discutere del vertice sul clima e per un brindisi
Durante l’incontro proietteremo dei video su Copenaghen e le immagini della diretta da Copenaghen

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L’Italia terzultima nella riduzione di CO2

copenaghen

Il rapporto del Germanwatch, associazione ambientalista tedesca che collabora con il Climate Action Network Europe, colloca l’Italia al quarantaquattresimo posto (tra le 57 nazioni responsabili del 90% dell’effetto serra) nell’indice del clima ed al terzultimo posto (peggio di noi solo Canada e Arabia Saudita) per le politiche energetiche.

l problema di fondo è la mancanza di una strategia di riduzione delle emissioni di CO2. Anche se nel corso del 2009 i gas serra sono calati per via dell’inverno mite, della crisi economica e della riconversione a gas di alcune centrali a olio combustibile la parte propositiva viene considerata troppo debole dal Germanwatch che inserisce l’Italia in rosso nella mappa globale classificando la sua performance come “very poor”.

“Le scelte portate avanti nell’ultimo anno sono state fortemente negative”, commenta Edoardo Zanchini, responsabile eneregia di Legambiente. “Sono stati approvati tre progetti di grandi centrali a carbone, le priorità d’investimento in materia d’infrastrutture continuano a privilegiare per il 70 per cento strade e autostrade, resta un’incomprensibile incertezza per quanto riguarda gli incentivi per le fonti innovabili e gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici”.
In realtà non ci sono primi della classe. Nessun paese è riuscito a raggiungere obiettivi tali da meritarsi una medaglia. Il primo in classifica, con 68 punti, è il Brasile, premiato per gli sforzi contro la deforestazione (seguono Svezia, Regno Unito e Germania). La Cina è al cinquantaduesimo posto per il trend in crescita delle emissioni: emette il 20,96 per cento del totale dell’anidride carbonica nel settore energetico, mentre gli Stati Uniti (in classifica generale al cinquantatreesimo posto ma in salita verso posizioni più alte) sono a quota 19,92% di emissioni globali.

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