Archive for the 'problema rifiuti' Category

1300 firme contro il biocombustore

IMG-20170915-WA0004Giove, 1300 firme per la revoca del nulla-osta per la costruzione di una centrale a biomassa

Nonostante la torrida estate di quest’anno, fra luglio e settembre sono state raccolte più di mille firme che richiedono la revoca del nulla-osta per la costruzione di una centrale a biomassa nel territorio di Giove.

Le associazioni (Legambiente di Amelia, CSP della Tuscia, Naturis di Penna, Club della Teverina, Meetup Le stelle  non stanno a guardare di Amelia e valle del Tevere) e alcune aziende agricole locali che hanno promosso questa iniziativa,  hanno consegnato oggi pomeriggio al Comune di Giove 1300 firme raccolte nei 7 comuni che maggiormente sarebbero danneggiati dagli effetti nocivi dell’impianto in progetto.  “Se si pensa che in Italia si può proporre una legge di iniziativa popolare con meno dello 0,1% di firme della popolazione e un referendum abrogativo con l’1% di firme della popolazione, qui siamo molto oltre, siamo oltre il 5% della popolazione dei comuni coinvolti. Come minimo dovrebbe essere rimessa in discussione l’autorizzazione”- dichiara Francesco Fossati di Legambiente. Questo pomeriggio una delegazione colorata di persone di varie età e provenienze, si è ritrovata a Giove per la consegna delle firme, indossando tutti almeno un indumento di colore bianco per identificarsi e produrre curiosità nel resto della popolazione. Poi si è diretta a piedi in Comune affollando festosamente per alcuni minuti l’ufficio dove il plico di fogli è stato quindi protocollato. “Con la consegna di queste firme non finisce niente” – afferma Alessandra De Simone del CSP della Tuscia, -“Inizia in realtà un nuovo periodo in cui le forme di informazione della popolazione e di persuasione o pressione verso le istituzioni locali, saranno diversificate e si intensificheranno”. “Non è possibile che, a tre anni dallo scadere degli incentivi europei per questo tipo di impianti, che sono praticamente dei piccoli inceneritori dato che possono bruciare anche i rifiuti”- aggiunge Laura Ferri dell’associazione Naturis di Penna – “degli imprenditori pretendano di mettere a rischio la salute della gente proprio ora che l’Europa sta prendendo una direzione diversa dissociando la produzione energetica dallo smaltimento dei rifiuti. I Sindaci, come Tutori della salute dei propri concittadini, non possono permetterlo. Perciò chiediamo al Sindaco di Giove di ritirare il nulla-osta concesso”

 

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la guerra delle biomasse contro il biocombustore di Giove

biomasseUna guerra intercomunale delle “biomasse” è scoppiata al confine tra Umbria e Lazio, nella Teverina. Tre comuni umbri, Amelia, Attigliano e Lugnano e due laziali, Bassano in Teverina e Bomarzo, sommersi da centinaia di petizioni dai cittadini, si sono uniti, “ad adjuvandum”, al ricorso presentato al TAR dell’Umbria contro il comune di Giove, dall’Associazione ambientalista “Amici della Terra”. Motivo del ricorso: l’autorizzazione concessa, con procedura amministrativa semplificata (PAS), alla costruzione d’una centrale elettrica a biomasse – forestali ed agricole, secondo il progetto – nella valle del Tevere.

I comuni ricorrenti – come l’Associazione ambientalista – avevano richiesto che il progetto di centrale elettrica, alimentata con biomasse, autorizzato dal comune di Giove, venisse almeno sottoposto ad una Valutazione di impatto ambientale (VIA). Non essendo sufficiente ad escludere tale iter amministrativo, più approfondito, il solo fattore dimensionale dell’impianto, che avrà una produzione elettrica inferiore ad 1 MW (998 KW dichiarati).

La centrale, oltre ad energia elettrica, produrrà 5 MW di energia termica – per la maggior parte inutilizzata e dispersa nell’ambiente – ed emetterà dalla ciminiera ossidi di azoto, idrocarburi, ceneri e polveri sottili. Nessun impianto di filtraggio, infatti, per quanto perfezionato e sottoposto a periodiche e scrupolose manutenzioni, riesce ad eliminare completamente le emissioni nocive, che si propagano per un raggio di vari chilometri, depositandosi sui terreni agricoli, su vigneti ed oliveti e nei polmoni degli abitanti delle zone limitrofe. Per questa ragione, vengono incentivati gli impianti che utilizzano l’energia termica “cogenerata” per alimentare impianti di teleriscaldamento invernale e teleraffreddamento estivo e consentono di spegnere qualche centinaio di utenze familiari, inquinanti e prive di sistemi di filtraggio. Nel caso di Giove, solo una minima parte dell’energia termica verrebbe impiegata, in un limitato periodo stagionale, per riscaldare una serra di cactus. Il cui progetto, aggiunto all’ultimo momento, sembra avere il solo scopo di qualificare la centrale come operante in “assetto cogenerativo”.

Il ricorso e la nascita di un comitato di cittadini contrari alla centrale, al quale si è unita anche la sezione di Amelia di Legambiente, ha fatto infuriare il sindaco di Giove, che ha affermato nella pagina FB del comune “Quel che non riusciamo a comprendere è l’atteggiamento di quanti (comprese varie amministrazioni pubbliche limitrofe) prendono posizioni arbitrariamente…convocando assemblee e pubblicando manifesti nei quali vengono utilizzati linguaggio e immagini proprie del terrorismo ecologico, tendenti a turbare la tranquillità sociale…”

I cittadini, invece, si sono documentati e hanno posto delle domande. Una stima effettuata da un tecnico forestale socio di Legambiente mostra che per fornire le 50 t al giorno di legna necessarie per far funzionare l’impianto, servirebbero 120 ettari di bosco all’anno, che significano 3000 ettari di bosco (il ceduo si taglia ogni 25 anni). Non possedendo una tale foresta, e non essendovi risorse sufficienti in loco, come si procurerà tutta questa legna la società?

La produzione di energia elettrica annuale prevista ammonta a 8.751.240 Kw/h, il ricavo dell’energia venduta al prezzo di mercato (circa 0.12Eur/Kw/H) darebbe un’entrata di circa 1.050.000 Euro, mentre la biomassa necessaria (circa 18.250Ton) ha un costo, pagandola circa 60 Euro/ton + 10 euro di trasporto, di 1.277.500 Euro. E’ evidente che il costo della sola biomassa supera le entrate, senza considerare costi di personale, spese fisse e ammortamenti! Non si capisce come un’impresa possa sostenere questi costi di gestione e fare profitto, a meno che questa iniziativa non nasconda altre intenzioni e, potendo contare su un impianto di combustione, si intenda ottenere ulteriori licenze per bruciare ben altri materiali…

Ci sono anche precedenti, che avrebbero reso auspicabile una più approfondita valutazione del progetto: la ditta proponente, la Tiber Eko di Penna in Teverina, è la stessa che sei ani fa aveva ottenuto, sempre dal Comune di Giove e per la stessa località dove ora dovrebbe sorgere la centrale a biomasse, l’autorizzazione a costruire un biodigestore. I silos di acciaio vennero montati a tempi di record, presumibilmente per incassare la seconda rata d’un cospicuo finanziamento bancario, che non risulta mai restituito, stando all’ultimo bilancio depositato dalla Società. Altrettanto rapidamente i silos vennero smontati, qualche anno dopo e rivenduti come ferro vecchio. Il biodigestore non venne mai costruito.

Il proprietario della maggioranza delle quote della Tiber Eko era ed è un direttore generale del Ministero delle Politiche Agricole. Il Consigliere delegato, Claudio Cecca, qualche anno fa venne diffidato dalla Prefettura di Viterbo per l’inquinamento del fiume Marta, con i reflui della cartiera di Tuscania, da lui amministrata.

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Puliamo il Mondo con la scuola media di Lugnano

Caccia grossa a Lugnano con i ragazzi della scuola media! In poco più di 2 ore abbiamo trovato 20 gomme di cui 3 da trattore, i resti di un televisore, di un frullatore, 2 lattine di vernice e diversi sacchi di plastica e carta

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Puliamo il mondo con la scuola elementare di Fornole

Martedì 27 i bambini della scuola elementare di Fornole hanno ripulito il parco davanti scuola, il sottopassaggio e una piazza vicina

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Puliamo il mondo con la scuola media di Amelia

Sabato 24 Settembre i ragazzi della terza media di Amelia hanno svolto un’azione di volontariato ambientale ripulendo alcune zone di Amelia

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le foto della discarica

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I volontari di Legambiente scoprono una discarica abusiva

I volontari legambiente che stavano effettuando la giornata di “caccia al rifiuto”, per ripulire i boschi dai tanti rifiuti gettati da sconsiderati, si sono trovati di fronte ad uno spettacolo sconvolgente. Dopo essersi calati lin una scarpata al ciglio della via Orvietana, a pochi Km da Amelia, hanno trovato quintali di rifiuti di ogni genere, tra cui grosse quantità di rifiuti speciali, una vera e propria discarica abusiva.

Tra gli altri, sono stati recuperati, grazie alla collaborazione del comune che ha fornito il camion per il trasporto, 48 estintori, 53 tra gomme e battistrada, 1 frigorifero e alcuni sanitari, insieme a grosse quantità di plastica, vetro e materiali vari. Riempito il camion sono rimasti ancora quintali di rifiuti stratificati e seminterrati.

La quantità di gomme, in parte semilavorata, e di estintori fanno pensare a ditte di smaltimento che si siano “disfatte” clandestinamente dei rifiuti. Sono state trovate anche tracce di materiale sanitario. La discarica è stata oggetto di una segnalazione alla guardia forestale ed al comune, a cui seguirà una regolare denuncia perché vengano perseguiti gli smaltitori illegali e “bonificata” la zona.

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Caccia al rifiuto!

 caccia al rifiuto1
Sabato 10 Ottobre
ore 9.00  piazza XXI Settembre (dal lato dei giardinetti)

Vi invitiamo a partecipare alla “caccia al rifiuto!!” la nostra tradizionale azione di pulitura dei boschi. Quest’anno andremo a ripulire una zona di bosco che ci è stata segnalata dove c’è una vera e propria discarica di rifiuti, non solo urbani. Siete tutti invitati, diffondete la notizia in modo che riusciamo a fare un bel gruppo, per raccogliere tutto entro la mattina. Avremo a disposizione un camion del comune con l’autista per trasportare i rifiuti. L’azione si concluderà entro le 12.30 max 13.00 anche perché bisogna concludere prima della chiusura dell’oasi ecologica

partecipate all’evento su facebook cliccando sul link qui sotto, pubblicate l’evento sulla vostra pagina e sui gruppi che seguite
https://www.facebook.com/events/434918546718796/

in alto potete vedere un’immagine di parte del sito che andremo a bonificare

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la seconda vita dei rifiuti

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Puliamo il mondo con la scuola elementare di Fornole

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