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sostieni le nostre iniziative con il 5 per mille

Sostenere le iniziative del circolo legambiente di Amelia non costa nulla: basta compilare il modulo per la scelta del 5 per mille allegato al 730 o al 740 firmando la casella relativa al sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative  e scrivendo il nostro codice fiscale  91035180552

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Ricostruire sì, ma come? No alle collette inutili

pubblichiamo perchè decisamente interessante per aprire una discussione, un articolo di Paolo Hutter e Guido Viale sulle tantissime raccolte-fondi pro-terremotati in Abruzzo

Dopo il disastro annunciato dell’Abruzzo, prima dei prossimi disastri annunciati diciamo basta all’esagerazione edilizia, alle costruzioni sregolate, al mito dell’aumento delle cubature. Le risorse pubbliche e private devono essere prioritariamente dedicate a mettere in sicurezza edifici pubblici e privati, a fargli risparmiare energia e ove possibile produrne coi pannelli.

Questa è la prima opera pubblica necessaria del paese. Fermare le spese inutili o non prioritarie come il Ponte sullo Stretto la Tav al Frejus le nuove autostrade. Le banche diano la priorità al risanamento edilizio energetico e antisismico e non agli ampliamenti edilizi e tantomeno ai grattacieli.

Non parteciperemo a nessuna colletta in soldi per l’Abruzzo , perchè lo Stato ha il dovere di assistere gli sfollati e deve avere il coraggio di tassarci se c’è bisogno, e di fermare le spese inutili che abbiamo detto, e altre come i cacciabombardieri.

Poco fa (8 aprile pomeriggio) Berlusconi che detto che non occorrono più vettovaglie e materiale, caso mai soldi. Certo farebbe comodo al governo non modificare i propri programmi economici perchè mezzo miliardo di euro gli arriva dalla commozione popolare.. Anche per quanto riguarda la Casa dello Studente, che rettori e collettivi studenteschi han proposto di ricostruire con sottoscrizioni popolari, il Ministero della Pubblica Istruzione ha stanziato i fondi. Come al solito i problemi più gravi sono per chi non è nel cono di luce dell’attenzione del momento. Pensiamo per esempio a chi vive in una vecchia casa in zona sismica e ha perso il lavoro e non ha i soldi per mettere in sicurezza l’edificio.

Volontariato e ospitalità sì, sono risorse non monetizzabili, sono scambio umano e sociale. Ma soldi ne daremo - e suggeriamo di darli -  solo alle associazioni e formazioni politiche che si battano per gli obiettivi  di sostenibilità che abbiamo indicato.

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La Commissione Europea autorizza la coltivazione di soia transgenica

La Commissione Europea autorizza la coltivazione di un tipo di soia transgenica prodotta dalla Bayer, destinata principalmente all’alimentazione animale, ma che finirà inesorabilmente nei prodotti per l’alimentazione umana grazie alla mancata adozione di misure specifiche per scongiurare la contaminazione.

“L’Europa e’ schizofrenica sugli ogm: il Parlamento Europeo blocca le carni clonate e la Commissione autorizza soia biotech. Con la scusa della scarsità alimentare si danneggia l’economia e la sicurezza dei consumatori europei. L’unica certezza e’ la volontà di spalancare le porte agli Ogm in Europa facendo un grande favore agli Stati Uniti e alle multinazionali del Biotech che li producono. Non ha alcun senso, infatti, autorizzare la soia transgenica per scongiurare il rischio di scarsità di mangimi per l’allevamento zootecnico in Europa. La crisi alimentare degli animali si scongiura autorizzando gli Stati europei a produrre autonomamente e nella maniera più consona al proprio contesto le varietà necessarie al proprio sistema agroalimentare”. Lo spiega Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente, commenta la notizia del definitivo via libera concesso dalla Commissione Europea. “I consumatori italiani ed europei continuano ad opporsi agli ogm - ha sottolineato Ferrante - , il Parlamento europeo, dall’alto della sua autorità, si e’ recentemente espresso contro la clonazione animale per fini alimentari, eppure la Commissione apre alla commercializzazione di una soia transgenica di cui l’Europa non ha alcun bisogno e che mette seriamente a rischio le nostre produzioni agroalimentari tipiche e di qualità”.

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